Le leggi sul Condono Edilizio e Fiscale
Il condono è un espediente tramite il quale i cittadini, possono arrivare all'annullamento di una pena o di una sanzione. Gli esempi più comuni sono il condono fiscale e il condono edilizio. Il governo ne definisce il raggio d'azione decretando quali reati facciano parte o meno nell'alveo della condonabilità.
Il provvedimento è comunque opzionale: ciascun cittadino è libero di decidere se aderirvi o meno. Il condono fiscale è dunque un apparato che ha come oggetto le tasse. Riguarda condotte irregolari effettuate dal contribuente e dichiarazioni dei redditi incomplete.
Con il condono edilizio si può raddrizzare l’abusivismo nell'ambito delle regole di costruzione, di ampliamento o di modifica edile. Secondo il giudici, il valore giuridico della concessione edilizia si esaurisce nell’ambito del rapporto pubblicistico tra Comune e privato richiedente.
Il condono edilizio rappresenta poi uno strumento con il quale chi ha esportato capitali all'estero può reintrodurli in Italia pagando un'ammenda. Un governo diffonde un condono per assicurarsi un consistente afflusso di denaro extra nelle casse dello Stato.
I condono edilizi seguono di solito riforme dell'intero sistema tributario (si applica questo provvedimento al fine di tagliare i ponti con il passato). Da sottolineare che i condoni sono provvidenziali per smaltire tutte le pratiche legali ed i contenziosi che si estendono per anni nei tribunali.
Condonare significa dunque saldare per cancellare pene o sanzioni ben più gravi di quelle che si rischia d'affrontare se non si effettua la sanatoria. Il condono contiene infine anche molti elementi di pragmatismo. Diventa uno strumento di equità se conseguente ad una importante riforma del sistema tributario.
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