Conoscere e combattere l'Abusivismo Edilizio
L'abusivismo edilizio è un qualcosa che minaccia ormai da tempo la nostra società. In Italia ha assunto proporzioni tali da attribuirsi rilevanza sociale. E’ dopo la seconda guerra mondiale che si sono avute in pratica i primi fenomeni di edificazione in spregio delle normative urbanistiche.
Negli anni ’60 (nasce l'abusivismo edilizio) si afferma una corsa alla seconda casa (divenne un'esigenza abitativa da soddisfare secondo le regole o secondo l'urgenza). Negli anni settanta invece non furono più fattori culturali e di moda a far crescere la domanda di seconde case, ma l’emergenza di mettere al sicuro i propri risparmi.
Vennero dunque fabbricate un numero molto elevato di seconde case, ricorrendo all'abusivismo edilizio. Il costruire in fretta costituiva una risposta alla caduta del potere d'acquisto. Molte furono dunque le abitazioni fabbricate senza licenze o concessioni edilizie. L'abusivismo edilizio non fu più caratteristica di necessità dei ceti deboli, ma allargò il proprio carattere anche al ceto medio. Il fenomeno si documentò dunque di grande rilevanza. I riflessi sull'economia raccolsero non solo la componente dell'edilizia (molti disoccupati trovarono infatti dei nuovi posti di occupazione).
L'abusivismo edilizio delle seconde case fu la causa dello sviluppo in Italia di tematiche ambientalistiche. Il disordine aveva marcato il territorio con segni incancellabili. L'esigenza di difesa del paesaggio divenne di massima urgenza insieme alla rilevazione numerica della vorticosa crescita dei volumi costruiti.
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