Dibattito sull'articolo 18 in Italia
Lo Statuto dei lavoratori sancisce con l’articolo 18 che nessun licenziamento può avvenire a meno che non sia per giusta causa o giusto motivo. Il problema che si è posto il governo in questo delicato momento è come far crescere le imprese aumentando allo stesso tempo l’occupazione? Il dibattito resta nella sottile di linea di confine che da sempre demarca il divario tra lavoratore e datore di lavoro. Il dibattitoL’obiettivo da parte del governo è chiaro: innanzitutto sfoltire le diverse modalità di contratto, rendere più fluide le forme di assunzione e cercare di dare in questo modo agevolazioni alle imprese per poter crescere. Questo dovrebbe aiutare la liberalizzazione del lavoro creando a parer loro un nuovo modo di intendere l’occupazione. Ma i sindacati non ci stanno, dopo aver incontrato nei primi giorni di gennaio il ministro del Lavoro Elsa Fornero, tornano ad attaccare il governo additandolo come fautore di manovre che vanno contro gli interessi delle parti più deboli del paese. Il governo sta cercando di tenere a bada l’ostruzionismo attraverso incontri con le diverse parti sociali e i sindacati, sostenendo che al momento è fondamentale per la ripresa dell’economia dare più libertà al mercato del lavoro. Anche se alcune delle proposte riguardanti proprio l’articolo 18 sembrano suscitare grande sconcerto anche da parte di tutti i leader dei diversi partiti. La proposta del governoLa modifica dell'articolo 18 sarà presente all’interno della bozza del pacchetto sulle liberalizzazioni, affidato al sottosegretario Antonio Catricalà, che il governo ha promesso di varare entro il 20 gennaio 2012. Prevederà una maggiore flessibilità rispetto ai licenziamenti, senza avere riscontro rispetto ai dati attuali della disoccupazione. Come sostengono in molti, ma come emerge anche dall’ultimo rapporto ExcelsiorUnioncamere, il problema delle imprese italiane oggi non è modificare l’articolo 18, ma cercare di ottenere più commesse per riattivare la domanda di mercato. Non è l’assenza di dipendenti il motivo dell’attuale fermo occupazionale sono altre le logiche che in questo momento determinano l’arresto dell’espansione industriale in Italia. In attesa del decretoRimane dubbia per adesso la reazione che susciterà sapere che davvero il governo sta portando avanti un decreto che preveda tali modifiche. La liberalizzazione del lavoro non è quello che si aspettavano i sindacati, non è ciò di cui hanno parlato con il ministro e non è un punto sul quale gli stessi partiti si aspettavano fosse sferrato un ulteriore colpo verso un paese che, come dice il presidente Napolitano, sta faticosamente risalendo, ma che si domanda quanti e quali ancora dovranno essere i sacrifici da sostenere. Paola Palumbo
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