Aumenti in busta paga per gli Statali
Sono previsti aumenti in busta paga per gli Statali. Tuttavia gli aumenti potrebbero non essere concessi a tutti. Per le amministrazioni mettere i soldi in busta paga non sarà un obbligo, ma una possibilità che l’amministrazione può utilizzare a sua discrezione. Lo ha precisato il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. Il pacchetto di norme non è stato pensato per chiudere gli spazi di trattativa ai sindacati, ma per tutelare il potere d’acquisto delle retribuzioni dei dipendenti pubblici.
La norma approvata martedì dal Consiglio dei ministri prevede la possibilità di concedere una rivalutazione degli stipendi con atti unilaterali. La prima parte di questo aumento entrerebbe in vigore subito: si tratta di quel piccolo anticipo previsto nelle regole contrattuali di tutti i lavoratori dipendenti italiani. Il ministro ricorda che nel settore privato e anche in una fetta di quello pubblico la vacanza contrattuale si paga automaticamente. Il pagamento sarà discrezionale: lo faranno solo le amministrazioni che vorranno farlo. Per i dipendenti dello Stato centrale la decisione spetterà al Tesoro. Invece i comuni, le province, le regioni, le asl, gli enti parastatali si regoleranno come vorranno. Questa seconda tranche dovrebbe scattare da gennaio. Nel testo della Finanziaria si legge che l’importo sarà pari al 90 per cento dell’inflazione programmata sulla voce stipendio. Se fosse il 100% sarebbero 65-70 euro, sottraendo un decimo si scende a circa 60 euro lordi.
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