Decreto Monti Carceri: la fiducia della Camera
Le novità sulla Manovra Monti non accennano a diminuire. Dopo infatti l'introduzione dell'IMU (Imposta Municipale Unica), le variazioni sull'età pensionabile, i numerosi aumenti sul carburante, sono tanti altri i decreti introdotti da questo Governo Tecnico in materia di diritto.
Basti pensare alla riforma del divorzio breve e alle varie liberalizzazioni di diversi settori e attività produttive italiane. Anche sul versante del diritto penale ci sono delle novità molto importanti come il Decreto Monti Carceri.
Decreto Monti Carceri: cosa prevede
Il Decreto Monti Carceri era stato pensato il 16 dicembre 2011 a Palazzo Chigi ed è nato per far fronte all'ingente sovraffollamento delle carceri Italiane. Un decreto volto inoltre a velocizzare le procedure di giustizia.
Tale decreto prevede in primis la detenzione domiciliare di circa tremilatrecento carcerati e un aumento della pena pari a 18 mesi e che può essere conteggiata e estinta con gli arresti domiciliari. Il ministro Severino afferma comunque in tal senso che non verranno lasciati liberi, con il Decreto Monti Carceri, delinquenti pericolosi per la società.
Il Decreto Monti Carceri prevede inoltre l'uscita dalle carceri di coloro che sono stati arrestati in flagranza di reato, che solitamente poi vengono presto lasciati liberi o dirottati agli arresti domiciliari stessi. Le stime indicano che attraverso questo decreto potrebbero esserci circa 21 mila detenuti in meno ogni anno.
Altra interessante novità del Decreto Monti Carceri è inoltre l'assegnazione di 57 milioni da utilizzare per migliorare e incrementare le carceri a livello edilizio. Il governo a da poco posto la fiducia al Decreto Monti Carceri, definito anche come decreto “svuota carceri”; le polemiche in Aula non sono comunque mancate soprattutto dalla Lega e da alcuni rappresentanti del Pdl.
Altre stime del Governo hanno previsto che attraverso tale decreto i detenuti diminuiranno notevolmente, considerando anche la quantità attuale presente nelle carceri che è di sessantasettemila per circa quarantacinquemila posti disponibili.
La norma agevolerà inoltre il fenomeno delle cosiddette “porte girevoli”, ovvero di coloro che che vengono arrestati per un numero massimo di tre giorni e che comprende dai quindicimila ai diciottomila detenuti.
In soli due giorni infine il condannato potrà sapere se dovrà andare in carcere, avere gli arresti domiciliari oppure essere rimesso in libertà, riducendo così anche i tempi di decisione relativi alla eventuale pena da far scontare.
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