Diritto sciopero
Un cittadino italiano dovrebbe avere sempre garantito un posto di lavoro; il diritto al lavoro è infatti importantissimo per una Nazione e una società civile intesa come tale e che si rispetti. Il lavoro andrebbe infatti concesso a chiunque senza distinzione alcuna, evitando anche fenomeni di discriminazione sessuale e/o razziale come invece spesso accade anche in Italia.
Il lavoro deve essere concesso anche a coloro che hanno determinate forme più o meno gravi d'invalidità e ai disabili. Tutto ciò viene definito e regolamentato dalla Costituzione Italiana stessa e dia principali contratti collettivi di categoria, che si occupano altresì della difesa e della tutela di tutti i diritti dei lavoratori stessi.
In materia di diritto del lavoro e principale fonte di rivendicazione sociale e lavorativa del lavoratore stesso, rientra il diritto allo sciopero.
Diritto sciopero: definizione
Lo sciopero rappresenta la prima forma di rivalsa di un lavoratore sui propri diritti; esso viene infatti utilizzato proprio come strumento di rivendicazione salariale e si utilizza spesso in caso di proteste di varia natura o, ad esempio, per offrire la massima solidarietà anche a un solo lavoratore che viene trattato male sul posto di lavoro dal proprio capo.
Lo sciopero consiste nella sospensione lavorativa da parte di un gruppo di persone e nasce come conseguenza di un episodio che ha leso la dignità e i diritti di uno o più lavoratori. A sostegno dello sciopero e dei lavoratori stesso ci sono le varie categorie sindacali.
Lo sciopero di differenzia nettamente dalla serrata che rappresenta la chiusura dell'attività lavorativa da parte del datore di lavoro; essa però, a differenza dello sciopero, non è contemplata nella Costituzione della Repubblica Italiana.
Diritto sciopero: caratteristiche e normativa
Il diritto allo sciopero è un dunque un vero e proprio diritto costituzionale che viene disciplinato dalla legge numero 146 del 1990 e dalla legge numero 83 del 2000. il diritto allo sciopero è infatti ritenuto fondamentale per la persona e per la collettività tutta.
Le dinamiche del diritto allo sciopero e le leggi che lo disciplinano sono state inoltre negli anni modificate spesso attraverso variazioni dalla Commissione di garanzia. Modifiche sono, ad esempio, state attuate in merito agli scioperi relativi ai servizi pubblici delineandone anche gli orari di assemblea lavorativa.
Il diritto di assemblea, ai sensi dell'art. 20 dello Statuto dei Lavoratori e della legge numero 146 del 1990, non è infatti consentito durante le ore lavorative anche per coloro che operano nei servizi pubblici che devono sempre garantire le loro prestazioni minime.
Per il diritto allo sciopero riguardante coloro che lavorano nei servizi pubblici essenziali è inoltre fondamentale indicare con preavviso minino, la data e il periodo dello sciopero stesso, solitamente avvisando precedentemente per un periodo non inferiore a dieci giorni (art.2 comma 5), e indicando la durata al momento della proclamazione dello stesso (art.2 comma 1).
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