Giudicare la paternità naturale
Spesso uno dei motivi di separazione delle giovani coppie è quello di non riconoscere la paternità di un figlio.
Nel diritto di famiglia è specificato chiaramente che per riconoscere la paternità di un figlio, la madre può chiedere al presunto padre di sottoporsi ad un determinato test genetico.
Chiaramente il test genetico per riconoscere la paternità di un figlio risulta essere la prova finale del riconoscimento della filiazione e dunque degli oneri e doveri che il genitore riconosciuto in questo modo ha nei confronti della madre e del figlio stesso.
Ma un cittadino può rifiutarsi di sottoporsi al test per riconoscere la paternità naturale?
Secondo quanto deciso di recente dalla Cass.Civ, Sez.I, 9 aprile 2009 n. 8733, nel caso di giudizio diretto all'ottenimento di una sentenza dichiarativa della paternità naturale, rifiutarsi senza valide giustificazioni di sottoporsi al test di riconoscimento del figlio cositutisce un comportamento valutabile dal giudice, ai sensi dell'art. 116, comma 2, del Cpc.
Il giudice può addirittura desumere il riconoscimento della paternità proprio da questa condotta processuale rivolta al rifiuto del riconoscimento del figlio, in caso di assenza di altre prove certe di rapporti sessuali.
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