Gli istituti di credito: la lobby delle banche
Un cittadino si rivolge alla banca o agli istituti di credito che raccolgono e distribuiscono il denaro dei risparmiatori.
Per l’accesso del credito in Italia, fino agli anni ’90, ci si rivolgeva a due diversi tipi di banche: le banche a breve termine, che concedevano prestiti entro massimo 1 anno, e banche a medio e lungo termine che concedevano finanziamenti per periodi più lunghi (anche superiori ai 10 anni). Oggi esistono le banche polifunzionali che concedono, nella stessa sede, crediti a breve o medio- lungo termine.
Le banche sono creditori nel concedere prestiti agli operatori economici, ma diventano debitori nei confronti di coloro che depositano le loro disponibilità monetarie nelle loro strutture. Le banche cioè non esercitano una semplice funzione di redistribuzione dei depositi ricevuti, ma creano credito, ed è questa loro disponibilità di creazione di mezzi di pagamento che va adeguatamente controllata mediante la politica creditizia e l’azione della banca centrale.
Nei sistemi economici contemporanei il credito va assumendo sempre maggior importanza tanto che l’economia moderna può esser definita “economia creditizia”. In generale attraverso il credito, gli operatori economici possono raccogliere gli ingenti capitali monetari necessari per esercitare sia le attività connesse all’agricoltura che all’industria e ai servizi.
Il credito è essenziale all’imprenditore per costituire e integrare sia il capitale circolante, sia il capitale fisso oltre i limiti stabiliti dalle sue disponibilità patrimoniali. Si può quindi affermare che il credito influisce sulla formazione del reddito, sull’accumulazione del capitale e, in quanto crea nuove capacità d’acquisto, anche sul livello dei prezzi.
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