Il contratto di lavoro intermittente
Nel 2005 è stato inserito nel mondo del lavoro il contratto di lavoro intermittente. Un impiegato si mette a disposizione di un datore di lavoro che può utilizzare la prestazione lavorativa quando ne ha più bisogno. Il contratto intermittente può essere a tempo determinato o indeterminato e deve essere stipulato in forma scritta.
Chi può redigere questo tipo di contratto di lavoro intermittente sono? I disoccupati con meno di 25 anni e i lavoratori con più di 45 anni che sono stati licenziati. Se il lavoratore non lavora e garantisce la sua utilizzabilità ad essere interpellato ha diritto ad un’indennità di disponibilità che è stabilita dai contratti collettivi.
Se invece lavora, ha diritto al trattamento economico previsto dai contratti collettivi al pari dei lavoratori che hanno gli stessi incarichi.
Il contratto di lavoro intermittente può essere rescisso qualora si presenti la necessità di utilizzare un lavoratore per prestazioni a carattere discontinuo. Tutti i datori di lavoro possono ricorrere al contratto di lavoro intermittente. Non si può ricorrere al lavoro a chiamata:
- qualora il datore di lavoro non abbia effettuato la valutazione dei rischi
- al fine di sostituire lavoratori in sciopero
- nel caso in cui il datore abbia proceduto a licenziamenti collettivi
- quando sia in corso una una riduzione dell'orario di lavoro
Il contratto di lavoro intermittente e deve precisare le esigenze che giustificano il ricorso al lavoro a chiamata, la sua durata, l'indicazione dei tempi e delle modalità con cui il datore può richiedere la prestazione.
Al lavoratore intermittente deve dunque essere assicurato lo stesso trattamento normativo, economico e previdenziale riconosciuto ai colleghi di pari livello.
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