L'affidamento dei figli
L'affidamento dei figli spiega come tenere in attività la potestà genitoriale sui figli minorenni in situazioni di non-convivenza dei genitori. Prima del 16 marzo 2006 si immaginava l'affidamento esclusivo che delimitava l'esercizio della potestà genitoriale di un genitore.
La nuova Legge dell’8 febbraio 2006 ha fissato per legge il diritto dei figli a continuare a vivere in modo intervallato con ciascun genitore. L'affidamento condiviso consente l'esercizio della potestà anche in modo disunito. Questo tipo di affidamento si applica in caso di conflitto perchè suddivide le responsabilità specifiche.
La presenza del minore da ciascun genitore è conferita in modo equilibrato. Questo consente al minore di continuare a vivere con ciascun genitore senza esaminare il rapporto che i genitori hanno tra loro. La finalità dell’affidamento condiviso è dunque quello di coinvolgere entrambi i genitori nel rapporto quotidiano con i figli.
Nell'affidamento esclusivo invece tutti e due i genitori decidono attivamente sulle scelte che gravano sulla crescita psico-fisica della prole. Quando i genitori sono in disaccordo sulle scelte che riguardano l’educazione della prole è importante preparare un progetto genitoriale con il coordinamento di un pedagogista.
E’ d’uopo sottolineare che mentre la legge precedente distingueva tra figli di coniugi e di coppie di fatto, la nuova legge si riferisce alla parola genitore per abbracciare tutti i figli.
La convivenza equilibrata con ciascun genitore senza la presenza dell'altro dunque incoraggia la creazione di una relazione diretta. Prima della separazione, si dovrebbero predisporre dei percorsi di sensibilizzazione e preparazione delle coppie. L'intervento psicologico nel tempo, può rivelarsi una buona abitudine.
Per contattare la redazione del sito Portaldiritto scrivere all'indirizzo email enr.mainero@gmail.com