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L'Italia perde la tutela dei diritti umani


Articolo di Solange Manfredi

La polemica che da mesi imperversa sui media circa il Lodo Alfano non è altro che un “falso bersaglio”.

Con la sentenza n. 106/2009 la Corte Costituzionale non ha ritenuto illegittimo porre il segreto di stato su azioni che violano i diritti umani, e noi ci preoccupiamo del Lodo Alfano?
(per la disamina dei problemi giuridici sottesi alla sentenza rinviamo all’ottimo articolo del dott. Giovanni Salvi, pubblicato sul sito associazione dei costituzionalisti, e rintracciabile al seguente indirizzo http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/dottrina/garanzie/Salvi-Segreto.pdf)

Ecco la perfetta riuscita di un falso bersaglio, far credere ai cittadini che i loro diritti costituzionali sono difesi quando in realtà, senza neanche accorgersene, hanno perso il diritto alla tutela dei diritti umani.

Ecco come.


Il 17 febbraio 2003 Abu Omar viene sequestrato da uomini del Sismi e della Cia, trasferito nella base militare di Aviano e qui imbarcato su un volo diretto in Egitto, dove per mesi viene torturato in una prigione del Cairo.

La Procura di Milano apre un'indagine e, nonostante i depistaggi operati e le false informative inviate da Sismi e Cia che indicavano allontanamento volontario di Abu Omar, scopre la verità e chiede di poter ottenere i documenti in possesso del Governo inerenti al sequestro di Abu Omar, ma le viene opposto il segreto di Stato.

La Procura non si dà per vinta, prosegue le indagini, riesce ad ottenere prove del sequestro facendo a meno dei documenti coperti dal segreto di Stato, e rinvia a giudizio agenti del Sismi e della Cia.

A questo punto il Governo pone, su altri documenti (precedentemente non secretati) e allegati alla richiesta di rinvio a giudizio, il segreto di Stato.

Un segreto di stato tardivo dunque, a cui l’Esecutivo fa anche seguire la richiesta di invalidare tutte le indagini a quegli atti collegate.

Viene investita, per questo conflitto tra la procura di Milano e il Governo, la Corte Costituzionale.

Tralasciamo di entrare nel dettaglio della decisione della Corte, seppur questa presenti sotto l'aspetto giuridico profili molto dubbi, e concentriamoci sul problema principale:

La Corte non ha rinvenuto (ed avrebbe potuto ma, sopratutto, DOVUTO farlo d'ufficio) l'illegittimità costituzionale di opporre il segreto di stato su un sequestro di persona finalizzato a sottoporre un uomo a TORTURA, azione che viola i diritti umani, diritti alla base di ogni ordinamento democratico.

E questo nonostante:

- diverse risoluzioni del Parlamento europeo abbiano affermato l'illiceità delle c.d. “consegne straordinarie” (ovvero quanto successo ad Abu Omar);

- La risoluzione 1507/2007 abbia stabilito che non è possibile utilizzare il segreto di stato per impedire gli accertamenti giudiziari o parlamentari su questo tipo di violazioni dei diritti umani;

- la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo abbia ribadito che “l’articolo 3, che proibisce in termini assoluti la tortura o le pene o trattamenti inumani e degradanti, sancisce uno dei valori fondamentali delle società democratiche. Non prevede limitazioni, e... non subisce alcuna deroga ... anche in caso di un pericolo pubblico che minacci la vita della nazione” (sentenza n. 12584/08)

In altri termini le Corti internazionali hanno detto:

- Gli uomini dei servizi segreti che hanno operato nelle c.d. “consegne straordinarie” sono dei criminali;

- Il sequestro e la tortura di un uomo non possono essere giustificati neanche in caso di pericolo che minacci la nazione, perché il rispetto dei diritti umani è il discrimine tra le società democratiche e le forme dittatoriali;

- I governi non possono utilizzare il segreto di stato per impedire alla magistratura di perseguire penalmente gli autori di questo tipo di reati;


Chiaro no?

E la nostra Corte Costituzionale che fa? Non solo non dichiara incostituzionale il segreto di stato posto dal nostro Governo, ma addirittura lo amplia confermando la validità anche del segreto di stato posto tardivamente.

E noi esultiamo per la bocciatura del Lodo Alfano, affermando che il principio dell'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge è salvo?

Noi abbiamo perso molto di più, abbiamo perso, anche per la Corte Costituzionale, il diritto al rispetto e alla tutela dei diritti umani, diritti che sono il fondamento di qualsiasi ordinamento democratico.

E se i diritti umani sono il fondamento di qualsiasi ordinamento democratico allora, oggi, l’art. 1 della nostra costituzione deve essere letto in maniera totalmente differente, non:

L'Italia e' una Repubblica democratica….

Ma

L’Italia era una Repubblica democratica….

Tratto da www.paolofranceschetti.blogspot.com





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