La Lettera di Licenziamento: come scriverla Spesso purtroppo ci troviamo di fronte ad una situazione sgradevole. Il dover licenziare qualcuno o, in alternativa, il dover apprendere di essere stati licenziati. In qualsiasi delle situazioni vi troviate avrete a che fare con la lettera di licenziamento. Una delle missive più antipatiche che esistano. Eppure anche questa lettera ricopre una certa importanza giuridica.
Perchè una lettera di licenziamento?
Il Licenziamento non disciplinare deve essere imposto obbligatoriamente per iscritto (tramite lettere apposita). La forma scritta del licenziamento è richiesta in base all’art. 2 della legge n. 604/66, anche dopo la riformulazione di questa norma operata con la legge n. 108/90.
Il licenziamento produce dunque i suoi effetti solamente quando arriva a conoscenza del lavoratore. L’art. 2 della legge n. 604/1966 impone che la lettera di licenziamento sia espressamente diretto all’interessato e a lui consegnato (è inidonea a realizzare la comunicazione scritta voluta dalla legge la conoscenza che il lavoratore abbia avuto altrimenti del licenziamento).
Formato lettera di licenziamento
La lettera di licenziamento assume la forma di una raccomandata, consegnata direttamente all'interessato presso la sua residenza o il suo domicilio. Sottolineiamo che fintanto che la comunicazione rimane orale, il lavoratore resta dipendente in forza presso il datore di lavoro.
La lettera di licenziamento potrebbe non contenere alcun riferimento ai motivi del provvedimento datoriale. In questo caso il lavoratore può richiedere i motivi del licenziamento (richiesta cui il datore di lavoro deve rispondere entro i successivi sette giorni).
In caso di licenziamento disciplinare, la procedura da seguire è quella prevista dallo Statuto dei lavoratori per il corretto esercizio del potere disciplinare. Al datore di lavoro sono riservati vari obblighi:
· la predisposizione di un codice disciplinare che individui le infrazioni e le relative sanzioni.
· la pubblicazione del codice disciplinare
· la contestazione per iscritto dell'addebito. La contestazione deve poi rispettare il principio di Immediatezza, specificità e Immutabilità.
Contestato l'addebito, il datore deve consentire l'esercizio del diritto di difesa da parte del prestatore, che deve essere sentito qualora ne faccia richiesta. Il licenziamento disciplinare non può essere intimato prima che siano trascorsi cinque giorni dalla contestazione. Va comunicato sempre e comunque con un’apposita lettera di licenziamento.
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