La Pratica Forense per la Professione di Avvocato Chi svolge l’attività di avvocato rientra nel campo dei liberi professionisti. Il lavoro dell’avvocato è legato all’attività giudiziale, la quale comprende difesa e rappresentanza in giudizio, e all’attività stragiudiziale (composta da consulenze periodiche, stesura di pareri, arbitrati, redazione di contratti piuttosto complessi).
Coloro che desiderano svolgere tale professione devono:
- essere laureati in Giurisprudenza con laurea quadriennale (vecchio ordinamento) o specialistica,
- compiere la pratica forense per almeno due anni presso uno studio legale della città di residenza.
Coloro che hanno frequentato una Scuola di Specializzazione per la professione di avvocato, devono compiere la pratica forense per un solo anno.
Per compiere la pratica forense è bene che il laureato si rivolga al Consiglio dell'Ordine Forense della propria città in modo da essere agevolato nel trovare uno studio legale per il tirocinio. Per svolgere la pratica forense il tirocinante non deve sostenere alcuna spesa. Al contempo la pratica forense non è retribuita ed è discrezionalità dello studio legale riconoscere un rimborso spese al tirocinante.
Dopo aver svolto la pratica forense, il futuro avvocato deve sostenere l’esame di Stato presso la sede di Corte d’Appello nel distretto in cui si è effettuata la pratica. L’esame per divenire avvocato si compone di una parte scritta e una orale, ed è di tipo teorico-pratico.
L’esame scritto è composto da tre prove che vertono su temi elaborati dal Ministero della giustizia e che trattano:
- la redazione di un parere motivato, da scegliersi tra due questioni in materia regolata dal codice civile;
- la redazione di un parere motivato, da scegliersi tra due questioni in materia regolata dal codice penale;
- la redazione di un atto giudiziario che postuli conoscenze di diritto sostanziale e di diritto processuale, su un quesito proposto, in materia scelta dal candidato tra il diritto privato, il diritto penale ed il diritto amministrativo.
La parte orale dell’esame verte su:
- nella discussione, dopo una succinta illustrazione delle prove scritte, di brevi questioni relative a cinque materie, di cui almeno una di diritto processuale, scelte preventivamente dal candidato, tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto civile, diritto commerciale, diritto del lavoro, diritto penale, diritto amministrativo, diritto tributario, diritto processuale civile, diritto processuale penale, diritto internazionale privato, diritto ecclesiastico e diritto comunitario;
- nella dimostrazione di conoscenza dell’ordinamento forense e dei diritti e doveri dell’avvocato.
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