Società consortile

Nel diritto commerciale, si parla di società consortile quando abbiamo una società (non società semplice) che si caratterizza per lo svolgimento di una attività determinata con fini consortili.

E' così definita nel codice civile, a norma dell’art. 2615-ter_ “le società previste nei Capi III e seguenti del Titolo V possono assumere come oggetto sociale gli scopi indicati nell'art. 2602”.

Norme

Esistono delle specifiche disposizioni normative atte a disciplinarle. In parte sono le stesse relative alle società commerciali, presenti negli artt. 2291 e seguenti del codice civile.

Altre norme che regolamentano la società consortile sono quelle che vanno anche a regolamentare il consorzio, inteso come l'organizzazione di imprenditori di attività fra loro connesse.

Giurisprudenza

Approfondiamo ulteriormente la normativa applicabile alle varie società consortile. La giurisprudenza rinvia a norme specificamente disciplinanti il tipo societario di volta in volta prescelto

Nel corso degli anni le sentenze di alcuni tribunali hanno specificato le seguenti norme:

  • può costituirsi anche in assenza del perseguimento dello scopo di lucro; in tal caso, infatti, ai sensi dell'art. 2602, la causa giuridica del contratto è quella del consorzio.

Come disciplinato dall’articolo 2615 ter del Codice Civile, le società consortili possono prendere la forma di qualunque tipo di società, escluse quella di società semplice. Inoltre, essa può assumere la forma di società cooperativa qualora sia dichiarato in modo chiaro nell’atto costitutivo di tale società, con l’imposizione ai soci di erogare un contributo all’impresa, soldi necessari per la stabilizzazione e il corretto funzionamento della stessa. Uno dei compiti principali della società consortile è la produzione di beni utili per i soci e per il rapporto stesso tra soci e società. Sempre nell’atto costitutivo, possono essere presenti delle postille che curano nel dettaglio i compiti dei soci all’interno della società, come ad esempio il divieto di ripartire utili, regole per l’eventuale ammissione di nuovi soci oppure le norme che possono portare all’esclusione di chi è già presente nella società. I punti base della nascita di questi organismi sono regolati dall’ex articolo 2291 e seguenti del Codice Civile e dalle norme che disciplinano la regolamentazione del consorzio.

Tuttavia, lo snodo principale è rappresentato dall’articolo 2247 che definisce come nasce questa società, ossia attraverso il contratto firmato da minimo due persone per l’esercizio in comune della società che sviluppa attività economiche.
Lo scopo principale dell’attività è quella di mantenere invariato, oppure meglio di incrementare, il reddito d’attività di ogni singolo socio che firma il contratto di stipula nella società consortile.

Queste società possono inoltre assumere la forma di consorzio con attività esterna, come stabilito dall’articolo 2612 del Codice Civile, svolgendo di conseguenza attività per terzi, con lo scopo di contenere i costi ed aumentare i ricavi dell’azienda senza che sia specificato uno scopo lucrativo in questo tipo di attività.
E’ consigliabile, dunque, contattare dei professionisti del settore, che siano essi commercialisti o consulenti, per capire il reale motivo ed interesse a creare una società di questo tipo: siccome infatti le norme tributarie sono molte e spesso complesse, è sempre meglio chiedere il consiglio di qualche esperto che possa chiarirci tutti gli aspetti necessari quando si parla di questo delicato e complicato argomento, soprattutto in Italia.



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