Quando ribellarsi allo Stage!
Lo stage è un periodo di formazione che la persone trascorre in azienda (offre un’esperienza lavorativa pratica, contribuendo ad arricchire il curriculum del lavoratore). L'ente promotore affida allo stagista un tutor che controlla il suo lavoro affinché sia assicurata l’effettiva formazione del giovane. Il tutor deve valutare l’efficienza dell’esperienza formativa, mantenere un contatto diretto con il soggetto e definire tutti gli aspetti operativi del lavoro stesso.
Solamente alcuni enti possono promuovere uno stage (agenzie regionali per l'impiego, strutture di collocamento riconosciute dalle Regioni). Questi enti devono gestire lo svolgimento dello stage (devono preparare la convenzione, il progetto formativo e la copertura assicurativa). Gli enti promotori devono comunicare alle Regioni, all’ispettorato del lavoro e alle rappresentanze sindacali l’istituzione del tirocinio. L’ente deve salvaguardare gli stagisti contro gli infortuni sul lavoro (l'assicurazione è pari al 9 per mille della retribuzione minima giornaliera).
Lo stagista ha l’obbligo di assumere un comportamento conforme all’impegno. Deve seguire le indicazioni dei tutor, rispettare il dovere di riservatezza sui processi dell’azienda e rispettare i regolamenti aziendali. E’ bene sottolineare che il credito formativo è in pratica la certificazione dell’esperienza svolta (integra le conoscenze acquisite nell'arco degli studi scolastici e universitari).
L’art. 7 del decreto ministeriale 142/1998 dispone la durata del tirocinio a seconda del livello dello studente. Le cause di interruzione del tirocinio possono essere determinate da svolgimento del servizio militare o civile e dall’astensione obbligatoria per maternità. Sia lo stagista che l’azienda possono interrompere in ogni momento questa esperienza.
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