Scopri tutto sulla Prestazione Occasionale!

Il Contratto di lavoro occasionale prevede una prestazione di lavoro che non può avere una durata superiore a 30 giorni nel corso dello stesso anno. La prestazione occasionale non deve dunque prendere in esame un rimborso superiore a cinquemila euro nello stesso anno solare. Da questo ne deriva che la prestazione occasionale ha due obblighi differenti: uno di natura temporale e uno di natura economica.

L’impiegato che viene adoperato in queste mansioni può essere allora destinato a qualsiasi lavoro (non gli è richiesta né l'iscrizione ad albi né l'apertura di una partita IVA). La paga posta con ritenuta d'acconto pari al 20%. E’ d’uopo distinguere se la prestazione occasionale è prestata onorando la coordinazione con il committente oppure è prestata senza alcun coordinamento. Si rientra nelle collaborazioni minime se la prestazione ha le peculiarità di coordinamento ed è di durata non superiore ai trenta giorni nell’arco di un anno solare. In caso contrario il contratto rientra tra quelli a progetto.

Alcune categorie di lavoratori possono informare i Servizi per l’impiego sulla loro disponibilità ad effettuare lavoro accessorio. Il prestatore di lavoro accessorio avrà diritto a ricevere il compenso per la propria prestazione presso uno o più enti o concessionari accreditati pari a 5.80 euro per ogni buono consegnato.

Prestazione occasionale nel mondo sportivo

La prestazione occasionale è molto utilizzata in ambito sportivo nelle società dilettantistiche, che se iscritte al Registro Nazionale del Coni possono usufruire di questo particolare vantaggio fiscale per pagare chi lavora in modo non continuativo nell’impianto fino a 7500 euro annui. Fino a questa soglia, infatti, non si pagano tasse aggiuntive sul costo della prestazione: un buon incentivo soprattutto per tecnici, dirigenti e tutti coloro che nell’ambito della società sportiva lavorano per conto di essa. Tuttavia, per essere iscritti al Registro Nazionale del Coni, è necessario rispettare alcune clausole, tra cui il carattere dilettantistico della società specificato nel nome, l’assenza di scopi di lucro, la destinazione dei beni alla pubblica utilità in caso di fallimento e il principio di democraticità all’interno della società. Il caso dei 7500 euro annui deve essere calcolato attentamente, visto che se si supera tale soglia si dovranno pagare le tasse aggiuntive sull’eccedenza.

Dalla prestazione occasionale al contratto?

La prestazione occasionale può risultare una valida alternativa per le aziende per valutare le competenze del collaboratore, che se dimostra reali qualità gli potrebbe essere offerto un’altra forma di collaborazione che prevede una tipologia contrattuale. Tuttavia, bisogna aggiungere che l’enorme tassazione presente in Italia, soprattutto per le piccole e medie imprese, non consente a quest’ultime di poter stipulare contratti, restando alle collaborazione saltuarie o tramite Partite Iva. Purtroppo le tasse sono il vero tallone d’Achille delle aziende italiane, che convivono con un socio occulto, appunto lo Stato, al quale bisogna versare quasi la metà del proprio ricavato, appesantendo in grave modo la situazione economica dell’impresa. Anche così si spiegano i tantissimi fallimenti avvenuti in questi anni, con le aziende costrette a chiudere perchè non più in grado di poter gestire un bilancio che era in costante perdita. In questo modo, ci vanno a perdere anche i collaboratori, perchè giustamente l’azienda non può permettersi contratti di vario tipo da far firmare e che farebbero comodo per avere un personale più qualificato e formato.



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