Riforma Monti
Parte la manovra “Salva-Italia”, la tanto decantata riforma Monti in materia economica messa in atto dal Governo Tecnico. Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha spiegato come la sua riforma da 20 miliardi di euro netti solo nel 2012(circa 63 miliardi in tre anni) consentirà, nel 2014, il pareggio del bilancio. La parte maggiore delle entrate provenienti dalla riforma rappresenterà il 70% della manovra; il restante 30% riguarderà invece le spese minori.
Riforma delle pensioni
La novità del momento (o almeno la più eclatante), per quanto riguarda la manovra Salva-Italia, è certamente la riforma delle pensioni. Il Governo Monti ha scelto l'estensione del contributivo a tutti i lavoratori, ma riguarderà solo le contribuzioni versate dal 1 Gennaio 2012. I lavoratori soggetti al retributivo, dunque, con il nuovo anno dovranno passare al nuovo sistema. Le norme, comunque, non hanno effetto retroattivo: chi avrà maturato i requisiti per il pensionamento entro fine 2011, dunque, non sarà colpito dalla riforma e potrà andare in pensione con le vecchie disposizioni. Dal 2012, perciò, andranno in pensione gli uomini che avranno maturato 42 anni e un mese; per le donne, invece, basteranno 41 anni e un mese. Chi chiederà comunque la pensione di anzianità prima dell'età prevista subirà una riduzione del 2% applicata a ogni anno di anticipo.
Rincaro carburanti
L'ultima stangata della riforma Monti riguarda i prezzi dei carburanti (tutti, senza esclusioni). Gli aumenti effettivi, per i consumatori, saranno di quasi 10 centesimi al litro sulla benzina, 13 centesimi per il gasolio, e 2,6 centesimi il Gpl. Più contenuto il metano, per il quale la manovra Salva-Italia ha previsto un rincaro di 0,00331 euro per metro cubo. I soli aumenti dei carburanti dovrebbero significare 5,8 miliardi di euro per le casse dello Stato (il 25% annuo delle entrate prevista dalla riforma Monti)
Ici e crediti rintracciabili
Torna poi con la riforma Monti, l'Ici sulla prima casa: aliquote fisse allo 0,4% per l'abitazione, mentre per le seconde case si sale allo 0, 76%. Altra parte molto discussa della riforma Monti riguarda il limite massimo di spesa che, d'ora in avanti, si potrà effettuare in contanti: 1000 euro, e non di più. Gli importi superiori dovranno operare tramite strumenti tracciabili: assegni, bonifici o carte di credito. Questo ultimo aspetto della riforma Monti è, chiaramente, una dichiarazione di guerra all'evasione fiscale.
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