I tagli alle tasse previsti dal Governo Monti
Le riforme del Governo Monti non accennano a diminuire. Dopo infatti i decreti legati alla Prima casa, agli aumenti previsti sul carburante, alla riforma pensioni e all'importante decreto svuota carceri sono previste altre novità che abbracceranno diversi settori e che verranno indirizzati anche sul versante tagli alle tasse e manovre fiscali.
Sarà infatti varata molto presto la riforma fiscale prevista proprio per avere un incremento delle entrate dello Stato, per puntare sui tagli alle tasse nazionali e per velocizzare i tempi sulla riduzione dell'aliquota Irpef minima.
La riforma fiscale e i tagli alle tasse Monti
Il decreto definitivo relativo alla riforma fiscale e ai tagli alle tasse Monti è atteso per questo venerdì e prevede novità davvero importanti. La prima trasformazione è legata alla diminuzione dell'aliquota Irpef del 3%; si passerà dunque dal 23 al 20 %. L'abbassamento dell'aliquota è prevista per i redditi compresi tra i sette e i quindicimila euro.
I finanziamenti utili a favorire tale riduzione e il taglio delle tasse verranno ricavati dalle entrate provenienti dai controllo relativi all'evasione fiscale che dovrebbero aggirarsi intorno agli undici miliardi. Altre entrate dovrebbero invece provenire dagli estimi catastali delle grandi città e dalla riduzione della spesa pubblica.
La riforma fiscale verterà poi su altri punti fondamentali, anche al fine di evitare i possibili tagli agli incentivi fiscali previsti per imprese e famiglie in difficoltà. Si punta inoltre a non introdurre un nuovo incremento sul valore dell'IVA e probabilmente verrà anche introdotta l'ICI sulle proprietà appartenenti alla Chiesa e verrà eliminata l'Agenzia relativa al settore terziario.
Sono altresì possibili modifiche sulle detrazioni fiscali per agevolare proprio il taglio delle tasse previste dal Governo Monti.
Tagli tasse Monti e il possibile aumento dell'Iva
Come già accennato per evitare un ulteriore aumento dell'Iva si sta cercando di procedere anche in tal senso. Intanto la possibilità di un secondo incremento dell'Iva, dopo la riforma dell'estate scorsa, è in cantiere. L'aumento sarebbe pari al 2% ed è previsto per ottobre. L'aliquota Iva intermedia salirà così dal 10 al 12% e quella più elevata dal 21 al 23% per tutto il 2013.
Per evitare ciò si sta però puntando proprio alla futura riforma fiscale ed ai tagli alla spesa pubblica, cercando di recuperare quattro miliardi nel 2012 e sedici miliardi nel 2013.
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