TFR Lavoro
Il TFR o trattamento di fine rapporto è ciò che identifica nel contratto di lavoro la cosiddetta liquidazione. Il TFR determina ciò che è stabilito nel Codice civile in merito al diritto di percepire ai lavoratori subordinati il pagamento di una somma calcolata in base a parametri standard. In genere il TFR equivale a una quota pari e comunque non superiore all'importo della retribuzione dovuta per l'anno stesso divisa per 13,5. La quota è proporzionalmente ridotta per le frazioni di anno, computandosi come mese intero le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorn
Motivazioni TFR
Il TFR è una esigenza dovuta al lavoratore, in caso di licenziamento o dimissioni, in quanto si tratta di un compenso necessario per superare le difficoltà economiche conseguenti alla cessazione del rapporto di lavoro.
In caso di fallimento dell'azienda presso cui lavora, al soggetto è comunque garantito il TFR grazie all'intervento da parte dell'INPS.
In generale, la disciplina del TFR prevede tre punti: la garanzia del trattamento di fine rapporto, la rivalutazione del trattamento fine rapporto e l'anticipazione del trattamento fine rapporto.
Destinazione TFR
Con la riforma del TFR avvenuta nel novembre 2005, in seguito alla legge di Riforma della Previdenza complementare, è stata regolata la destinazione del TFR ai fondi pensioni complementari attraverso l'introduzione del tacito assenso.
A partire dal 2007, ogni lavoratore dipendente può dunque scegliere a chi destinare il TFR, ovvero se mantenerlo nella forma attuale oppure destinarlo alla costruzione di una pensione integrativa attraverso i fondi pensione.
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