Riforma Monti e la tutela dei consumatori
Mario Monti è per l’Italia di questo periodo ciò che un turnaround manager è per un’azienda in crisi che tenta di rimettersi a galla. L’ottimo paragone è offerto da Daniele Autieri, giornalista dell’inserto Affari&Finanza di Repubblica. Cos’è esattamente un turnaround manager? E’ essenzialmente un salvatore di aziende che, insieme con una squadra di esperti di settore cerca di rimetterne in piedi le sorti. Il compito principale del turnaround manager è salvaguardare i molteplici interessi sia dell’azienda, che degli azionisti che dei dipendenti. Ed è esattamente ciò che sta cercando di fare il premier-tecnico.
Liberalizzazioni e tutela consumatori
Le liberalizzazioni delle professioni unite ad una maggiore attenzione al consumatore sono rivolte ad incrementare il budget di cassa, quindi ad abbassare il debito pubblico, e al tempo stesso a riordinare il caos. Misure che, si spera, permetteranno un timido rialzo del PIL italiano. Alla Tutela consumatori, nella Riforma Monti è dedicato un intero capo, il secondo, composto da quattro articoli (da 5 a 8) che si occupano di creare ex novo o di integrare la tutela del consumatore passando per la tutela amministrativa contro clausole vessatorie, l’azione di classe (cosiddetta class-action), la tutela delle microimprese (anche a carattere individuale) e le carte di servizio.
Secondo Monti, l’inadeguatezza delle infrastrutture, la concorrenza insufficiente e le complicazioni delle procedure amministrative sono all’origine della lentezza dell’economia italiana e dei disagi crescenti ai consumatori. Nella visione del premier e della squadra di governo, il pacchetto di riforme servirà ad eliminare o quantomeno ridurre le difficoltà per i giovani imprenditori, non solo tramite agevolazioni ma anche attraverso forti limitazioni dei poteri pubblici. Si mira a cancellare progressivamente le cosiddette “tasse occulte” che gravano sulle spalle dei consumatori italiani e cioè quei prezzi e quelle tariffe imposte dalle categorie privilegiate. Tutto il pacchetto, secondo Monti, condurrà presto ad una riduzione del costo della vita. La misura che in questo momento potrebbe toccare più consumatori è proprio quella applicata ai carburanti: ci sarà un incremento dei distributori self-service e di quelli indipendenti e gli stessi potranno vendere anche altri beni di consumo, come tabacchi, giornali, ricariche telefoniche.
Per quanto concerne le clausole vessatorie si affida all’Antitrust il potere di mettere al bando quelle a danno dei consumatori e al tempo stesso di fungere da consigliere per le imprese al fine di evitare l’inserimento di clausole illegittime o che potrebbero risultare tali, nei propri contratti.
Novità sulla class action consumatori
Sempre nel campo della tutela dei consumatori, la riforma Monti pone l’accento sull’utilizzo delle class action come strumento di riequilibrio tra consumatori ed imprese nelle cause che riguardano gruppi di consumatori (l’ultima risale a settembre tra Altroconsumo ed Intesa San Paolo). Il campo di applicazione delle azioni di classe risarcitorie viene ampliato dalla riforma ammesso che il gruppo promotore si trovi in situazione omogenea nei confronti dell’azienda contestata e vengono dimezzati i tempi per le procedure in Corte d’Appello.
Per quanto riguarda le carte di servizio, il pacchetto Monti prevede innanzitutto l’abbassamento della soglia per l’utilizzo del contante dai 2500 ai 1000 euro; le operazioni di pagamento della pubblica amministrazione potranno essere effettuate soltanto mediante accreditamento su cc bancari o postali. Tutti i mezzi di pagamento cartacei superiori ai 500 euro saranno aboliti. Cosa di maggiore interesse è la fine del segreto bancario: le banche dovranno periodicamente comunicare all’anagrafe tributaria tutti i movimenti dei loro clienti ai fini dei controlli fiscali di routine ed anche l’importo delle operazioni finanziarie. Premi invece per tutte quelle categorie ed individui, persone fisiche, società di persone, professionisti che rispettino i requisiti di trasparenza ed emersione.
Maria Grazia Montella
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