I CAF, o centri di Assistenza Fiscale di Reggio Emilia, sono delle organizzazioni che hanno ottenuto dal Ministero delle Finanze l'autorizzazione ad iscriversi all'albo nazionale e possono contribuire alla corretta presentazione, da parte dei contribuenti, di determinati moduli presso le Agenzie Entrate, e della corretta compilazione di modelli come il 730 e altre dichiarazioni, anche per commercianti.


Altre funzioni sono legate alla trasmissione telematica di determinati modelli tramite ENTRATEL.

Vediamo ora i principali CAF generici di Reggio Emilia e provincia.

Centri assistenza fiscale a Reggio Emilia

Caf Cna

Vicolo Scaletta 1, 42100
tel 0522437744

C.A.F. Nazionale Del Lavoro Aser

Via Sessi 4, 42100
tel 0522453847

Caf Ugl

Via Dell'Abbadessa 2, 42100
tel 0522438937

Caf Cna

Via Goffredo Mameli 15, 42100
tel 0522285190

C.A.F. C.I.A.

Viale Trento Trieste 14, 42100
tel 0522514532

Caf Cna

Via John Fitzgerald Kennedy 15, 42124
tel 0522308541

CAF
Caf Imprese Confcommercio

Via Gianna Giglioli Valle 10, 42124
tel 0522708511

Caf Cna

Via Della Previdenza Sociale 7, 42124
tel 0522514715

Sede Caf Uil Provinciale Reggio Nell'Emilia

Via Gramsci 34, 42124
tel 0522920698

C.A.F. Cna

Via Maiella 4, 42100
tel 05223561

Caf Cna

Via Giacomo Brodolini 12, 42025 - Cavriago (RE)
tel 0522576043

CAF CIA

Via Gonzaga , 42011 - Bagnolo in Piano (RE)
tel 0522953822

CAF CIA

Via Matteotti , 42023 - Cadelbosco di Sopra (RE)
tel 0522919069

Acli Service Reggio Emilia

Via Rivasi , 42025 - Cavriago (RE)
tel 0522577948

Caf Italia

Via Racchetta 14 -42121 Reggio Emilia
Tel 0522-43.94.46

Ma che cosa è un CAF?

Come già detto, la parola CAF significa Centro di Assistenza Fiscale. I Caf sono nati dall’esigenza di aiutare le persone a compilare moduli, fare pratiche che da sole non avrebbero potuto fare, come centro informazioni sulle nuove leggi e eventuali nuove tasse. Insomma i Caf sono dei centri tutto fare gratuiti. Infatti le pratiche come ad esempio i modelli ISEE sono completamente gratuiti.

Quali pratiche si possono fare in un centro di assistenza fiscale?

Fondamentalmente il caf si occupa di pratiche che riguardano il proprio reddito quindi per esempio ISEE (Indice della Situazione Economica Equivalente); la dichiarazione dei redditi 730 individuale, congiunta o precompilata; la dichiarazione dei redditi per imprenditori, piccole società o persone fisiche Modello UNICO; dichiarazione dei redditi per pensionati Modello RED; le agevolazioni in base al reddito su gas, luce e telefono, e via dicendo.

Il più delle volte al Caf viene associato anche il Patronato che invece si occupa per lo più di aiutare le persone ad ottenere particolari agevolazioni tramite delle richieste più specifiche come per esempio la richiesta per inoltrare la pratica per l’invalidità, la richiesta di assegni familiari, la richiesta per la disoccupazione ASPI o Mini ASPI a seconda dei casi, la richiesta per assegni sociali o pensioni. Insomma se si ha bisogno di un centro che comprende più servizi, senza doversi spostare conviene cercare un CAF che con se porti anche il Patronato.

Non solo, infatti spesso nei Caf è presente la possibilità di prendere appuntamenti con specialisti del settore per pratiche più complesse. In genere sono presenti: avvocati, medici legali, commercialisti, consulenti del lavoro che con la loro esperienza e la loro preparazione sono in grado di consigliare al meglio i propri clienti senza pretendere più di una percentuale di compenso.

Quindi possiamo dire che questi centri ci possono aiutare in tutto e per tutto per ciò che concerne il nostro lavoro, la nostra famiglia con diverse agevolazioni.





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 decreto anti corona virus

Il meccanismo del decreto Cura Italia

Il decreto ha messo a disposizione 25 miliardi di euro, uno stanziamento che copre l’intera spesa già approvata dal Parlamento la settimana precedente il Cura Italia e che per mezzo delle garanzie statali agevolano l’accesso alla liquidità per le aziende prostrate dal lockdown provocato dalla sospensione di tutte le attività produttive, commerciali e lavorative a prevenzione del contagio da corona-virus, la pandemia virale che sta mettendo a dura prova le finanze, l’economia e i sistemi sanitari del mondo.

La manovra per contenere la perdita di produttività è stata definita poderosa dalla Presidenza del Consiglio, me ancora insufficiente perché a questo decreto farà seguito – nel mese di aprile – un’ulteriore piano di semplificazione e accelerazione degli investimenti. Le misure principali del decreto riguardano:

  • Sanità,
  • Lavoro,
  • Tasse (con la sospensione immediata già della scadenza IVA del 16 marzo);
  • mutui.

Le misure anti corona virus: sanità

Il settore sottoposto a maggior pressione nel corso della crisi innescata dal COVID-19 è indubbiamente il comparto sanitario e della protezione civile per cui è previsto un finanziamento di 1 miliardo e 150 milioni di € ciascuno. Complessivamente, il fondo per le emergenze nazionali è dotato di 1,65 miliardi. Un elemento da sostenere riguarda le risorse umane da mettere in campo per sostenere la ricerca e contemporaneamente affrontare i casi di malattia negli ospedali, per cui si prevede l’assunzione di 20 mila operatori sanitari e per il pagamento degli straordinari del personale in servizio sono stati stanziati 150 milioni di euro a cui si aggiungono 350 milioni per potenziare le reti assistenziali dei territori. La sanità privata è chiamata a contribuire con il proprio personale e le proprie strutture e apparecchiature. Per aumentare la “capienza” dei locali sanitari le Regioni possono deliberare di attivare strutture di ricovero temporanee per la cura, l’accoglienza e l’assistenza dei casi più seri che richiedono apparecchiature specifiche per le terapie intensive. In questo frangente, i medici in prossimità alla pensione possono decidere liberamente di posporre la data di pensionamento e contestualmente chi consegue la laurea in medicina non dovrà avviare l’iter di abilitazione alla professione perché potrà essere immediatamente immesso nel Sistema sanitario nazionale; ciò significa sbloccare nell’immediato circa 10.000 medici. In emergenza si può ricorrere anche a medici provenienti dall’estero.

Altre misure sono rivolte alle aziende produttrici di dispositivi medici (mascherine, guanti, strumentazioni) che beneficeranno di 50 milioni di finanziamenti supervisionati da Invitalia, l’agenzia degli investimenti in Italia.

Sul fronte della prefettura e protezione civile il decreto autorizza le autorità a requisire presidi sanitari e medico-chirurgici, beni mobili e immobili di ogni tipologia – ivi inclusi gli alberghi – per ospitare i cittadini in quarantena o isolamento. Inoltre, è previsto lo stanziamento  di risorse per l’arruolamento di un anno di 120 medici e 200 infermieri dell’Esercito Italiano, così come l’autorizzazione allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze per la produzione di disinfettanti e prodotti battericidi (con un limite di spesa dii 704 000 €).

decreto Cura Italia anti corona virus

Cura Italia: misure per il lavoro

Dopo il comparto sanitario, il lavoro è l’ambito maggiormente sottoposto allo stress e shock da impatto del coronavirus. Le misure per sostenere le attività produttive e tutelare i lavoratori sono in gran parte l’estensione degli ammortizzatori sociali straordinari per tuto il Paese e in misura retroattiva a partire dal 23 febbraio – data della comparsa “ufficiale” del virus in Italia. Le aziende non potranno licenziare i dipendenti per 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, anche in caso di riduzione dei fatturati; allo stesso modo sono sospese le procedure di licenziamento avviate dopo il 23 febbraio.

Le persone in quarantena o sottoposte a isolamento vigilato possono considerare il periodo equiparato alla malattia. Lo stanziamento è pari a 10 miliardi di euro per sostenere gli stipendi dei lavoratori costretti a rimanere a casa (una stima di 5 milioni) e per aiutare le famiglie con figli minori o con persone non autosufficienti a carico o da accudire a seguito della chiusura di centri di assistenza e scuole.

La cassa integrazione beneficerà di ulteriori 5 miliardi di finanziamenti e diventa universale, vale a dire concedibile a tutti i lavoratori e per la durata di 9 mesi. I datori di lavoro, dunque, che sospendono l’attività per comprovate ragioni riconducibili al COVID 19 possono presentare domanda di CIG ordinaria di integrazione salariale. Anche le aziende che già attuano la cassa integrazione straordinaria possono accedere al trattamento ordinario e il Fondo di integrazione salariale è rafforzato con un’iniezione di 1,3 miliardi, mentre la cassa integrazione in deroga viene potenziata con una dotazione di 3,3 miliardi da estendere a tutti i settori del privato (agricoltura, pesca e terzo settore – sono esclusi i lavoratori domestici).

I lavoratori nella pubblica amministrazione sono incentivati a lavorare a distanza utilizzando il piano ferie e i permessi e pe coloro che non possono assentarsi da lavoro è richiesto solo la disponibilità allo svolgimento dei servizi essenziali e preferibilmente tramite procedure telematiche online o telefoniche per chi è a contatto con l’utenza. I lavoratori con buste paga fino a 40.000 € e che continuano a lavorare, avranno un incremento di 100 € in busta paga senza che questo aumento contribuisca alla formazione del reddito.

Sul fronte del welfare, i genitori lavoratori e con figli fino a 12 anni o figli disabili senza limiti di età usufruiranno di un congedo parentale di 15 giorni estendibile anche ai lavoratori autonomi purché iscritti alla gestione separata INPS. Riconosciuta anche l’indennità al 50% della retribuzione: la dotazione è di 1,2 miliardi. Infine, previsti il bonus baby sitter di 600 €  (1000 € per medici e tutto il personale sanitario) con godimento di 12 giorni di permesso retribuito (legge 104) nei mesi di marzo e aprile per uno stanziamento ulteriore di 550 milioni.

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