Per quanto riguarda esempi di calcolo dell'IMU, si parla di un valore pari a circa il triplo della vecchia ICI. La prima parte dell'imposta è devoluta allo Stato, una seconda parte invece è chiesta dai Comuni di appartenenza dell'abitazione, che fra l'altro stanno cercando in tutti i modi di aumentare l'aliquota per ragioni di bilancio. Con questo nuovo sistema di imposte, per i contribuenti è previsto un prelievo sull'abitazione principale più un sistema che andrà a far crescere di circa il 60% le basi imponibili e le aliquote di riferimento. Per i proprietari di più case, dunque, la nuova tassazione è stata un vero e proprio shock finanziario.

La situazione dei principali Comuni

La situazione nei vari comuni Italiani non è ancora chiara. Nella Capitale, ad esempio, ci sono da recuperare tantissimi arretrati, e questo potrebbe portare il Comune a chiedere anche un'aliquota del sei per mille sulla prima casa. Milano invece gode di una situazione migliore rispetto a Roma che permette ai milanesi di non vedersi aumentare l'addizionale Irpef.

Quando è stata introdotta

Nel marzo del 2011, all’interno della riforma del federalismo fiscale, è stata introdotta dal Governo Berlusconi l’IMU - Imposta Municipale Unica, in sostituzione sia dell’Irpef su tutti i redditi fondiari sia dell'Ici. Tale imposta sarebbe dovuta entrare in vigore nel 2014, escludendo dal pagamento le cosiddette prime case.

A dicembre 2011 il Governo Monti ha deciso di modificare tale imposta, applicandola a partire dal 2012 e comprendendo anche le prime case. La nuova applicazione infatti, come già la prima ICI, interessa tutti i proprietari di immobili, comprendendo sia i fabbricati residenziali (indipendentemente dal fatto che il proprietario abiti o meno nell’appartamento, eliminando la differenza fra prime e seconde case), che quelli commerciali, insieme ai terreni di qualsiasi genere, edificabili o agricoli.

Le aliquote dell’Imposta Municipale Unica

Le aliquote sono variabili e vengono stabilite dal singolo Comune aumentando o diminuendo l'aliquota ordinaria, che corrisponde per la prima casa allo 0,4%, per le altre proprietà allo 0,76% del valore catastale. E' importante quindi determinare la rendita catastale per l'IMU. La variabilità del tributo è compresa tra ±0,2 e ±0,3%, con una differenza tra minimo e massimo per la prima casa fra 0,2 e 0,6%; per le altre proprietà fra 0,46 e 1,06%.
Il 50% dell’imposta relativa al parco immobiliare comunale con aliquota al 76% è però riservata allo Stato.

Le detrazioni dell’IMU

L’Imposta Municipale Unica prevede una serie di detrazioni: in particolare, è prevista una detrazione fissa di 200 euro, più 50 euro per ciascun figlio (fino a 26 anni d'età) che compone la famiglia, per la prima casa. Quando un’abitazione è concessa in uso gratuito a parenti, non è più equiparabile ad un’abitazione principale.

A partire dal 2015 sarà previsto un dimezzamento dell'aliquota ordinaria per le case date in affitto.
Un nucleo familiare con due figli che vive in un appartamento con una rendita catastale uguale o inferiore a 446,43 euro è esentato dal pagamento. In assenza di figli l’IMU può invece arrivare a zero solo se la rendita catastale uguale o inferiore a 297,62 euro.

Per gli immobili all'estero?

L’imposta deve essere corrisposta anche da chi, residente in Italia, possiede immobili all'estero, per un ammontare pari allo 0,76% del valore dell'immobile. Per evitare una doppia tassazione del bene, viene però riconosciuto un credito d'imposta pari agli eventuali prelievi patrimoniali applicati dallo Stato in cui si trova l'immobile.

Basi imponibili di ICI e IMU

Anche l’ICI andava a tassare un’ampia base imponibile, che comprendeva, oltre ai fabbricati iscritti a catasto, gli immobili non ancora iscritti, i terreni fabbricabili e quelli agricoli. Attualmente, tutti i proprietari di immobili, sia residenziali che commerciali, sono interessati dall’IMU: non ci sono differenze fra prime e seconde case se non per quanto concerne l’aliquota su cui calcolare il pagamento.

Ogni Comune può aumentare o diminuire l'aliquota ordinaria, che corrisponde per la prima casa allo 0,4%, per le altre proprietà allo 0,76% del valore catastale.

La variazione rispetto all’aliquota ordinaria è compresa fra ±0,2 e ±0,3%; per la prima casa la differenza tra minimo e massimo è fra lo 0,2 e lo 0,6%; per le altre proprietà fra 0,46 e 1,06%.

Differenze fra ICI e IMU

Per quanto riguarda la prima casa, non è più possibile considerare come unica abitazione principale due o più unità abitative se queste sono state censite in maniera separata, anche se di fatto costituiscono una abitazione unica: l’aliquota per la prima casa sarà riservata solo ad una di queste.

Detrazioni IMU per famiglie con figli

Un'ulteriore vantaggio rispetto all'ICI è appannaggio delle famiglie con figli. Infatti, per ciascun figlio a carico, ogni famiglia potrà considerare una detrazione aggiuntiva pari a 50 euro, moltiplicato per ciascun figlio. In questo modo, una casa con una rendita catastale non molto alta, appartenente ad una famiglia con quattro figli a carico, praticamente non andrà a pagare nulla in quanto, conteggiate le varie detrazioni, l'imposta andrà ad annullarsi.

L'IMU invece sarà molto salata per coloro che hanno abitazioni considerate di maggior pregio. Se la rendita catastale è molto alta, infatti, le differenze con la vecchia ICI si faranno sentire di parecchio. L'unico fattore che potrà servire ad abbassare il valore dell'IMU sarà ancora una volta la presenza di figli a carico.

Come si calcola?

Il calcolo dell’Imu è una faccenda complicata proprio quanto sembra, per questo è necessario fare degli esempi per calcolarla. L'aliquota sulla prima abitazione è fissa allo 0,4% con un margine massimo dello 0,2% (in più o in meno) riservato alla discrezione dei sindaci. L'aliquota ordinaria, fissata allo 0,76%, si applica su un valore catastale maggiorato in media del 60%. Sostanzialmente bisogna conoscere la rendita catastale al primo dell'anno del 2011, incrementarla del 5% e moltiplicarla per un coefficiente affiancato alla tipologia del fabbricato in questione. L'imposta riguarda infatti tutto il mondo immobiliare.

La famiglia, tuttavia, serve: l’IMU verrà calcolato anche in base a questi criteri e, perciò, il numero dei famigliari può ridurre l’Imu e, in casi limite, quasi azzerarlo. La quota di detrazione, infatti, aumenta di 50 euro per ogni figlio convivente che non abbia più di 26 anni e che non percepisca più di 400 euro mensili. I single e le sole coppie (cioè senza figli, e quindi in maniera particolare gli anziani) ne escono inevitabilmente penalizzate.

Riusciranno però, anche loro, ad abbassare l'Imu grazie alla detrazione base di 200 euro vigente praticamente ovunque per gli immobili collocati in categoria A/3 (economica). Parliamo praticamente di monolocali (un vano catastale e mezzo), è vero; però, considerando la stessa situazione in un bilocale (2,5 vani senza solai né cantine), pure non beneficiando di quei 50 euro di detrazione per ogni figlio, nei centri minori e nei paesi il calcolo dell'Imu darà comunque zero. Nel caso opposto (e raro), di una famiglia con otto figli, la detrazione di 200 euro arriva a triplicarsi annullando, praticamente, l'imposta.

Per il calcolo, è bene ricordare che gli uffici e gli studi privati vedranno il moltiplicatore ammontare a 80; mentre i negozi e le botteghe arriveranno a 55. Il pagamento dell'imposta si effettuerà con le solite regole per i versamenti unitari con modulo F24.

Esempio di calcolo sulla prima abitazione

  • Casa di categoria catastale A/3, 100 metri quadri, con rendita non rivalutata di 945,11 euro. Rendita catastale rivalutata del 5%: 945,11 + 5% = 992,37
  • Rendita catastale rivalutata del 60%: 992,37 + 60% = 1.587,78
  • Valore catastale: 1.587,78 x 100 = 158.778 Imu: 0,4% di 158.778 = 635,11
  • Detrazione prima casa: 635,11 - 200,00 = 435,11
  • Detrazione figli: 435,11 - 50,00 - 50,00 = 335,11 (importo dovuto)

Strumento per il calcolo online

Questo programma che calcola l'IMU fa fede a quanto indicato nell'articolo 13 del decr. l. n. 201/2011 detto decreto Monti o Salva Italia.

Alcune istruzioni per chi calcola l'IMU

Quando andiamo ad utilizzare il software per il calcolo dell'IMU, conviene verificare i dati da inserire ed avere chiare le informazioni da utilizzare.

  • Alla voce A va indicata l'aliquota imu standard, ovvero il 4 permille in caso di prima casa e il 7,6 permille dalla seconda casa in poi. Ogni comune può comunque modificare le aliquote in base alle proprie esigenze.
  • Alla voce B indichiamo la rendita catastale senza rivalutarla, in quanto se ne occupa il programma stesso. La rendita si trova nella dichiarazione dei redditi.
  • Alla voce C, va indicata la detrazione IMU relativa alla prima casa, pari a 200 euro fissi più 50 euro per ogni figlio coabitante, entro i 26 anni di età.
  • Per quanto riguarda il pundo D, va indicata la categoria catastale dell'immobile, secondo quanto indicato nella visura catastale.

Per gli ultimi 3 punti, basta indicare semplicemente il numero dei proprietari, la percentuale di possesso ed i mesi di possesso su base annuale (2012 in questo caso).

Questo strumento va a calcolare l'ICI del 2012; per gli anni successivi bisognerà andare ad aggiungere altri dati per ottenere in questo modo il valore dell'IMU totale. Il ritorno all'ICI porterà nelle casse dello Stato nuovi fondi da destinare al recupero del debito pubblico ed è una delle ultime mosse del Governo Monti per tentare di risanare la condizione economica del nostro paese.

Il modello IMU è disponibile anche alle Poste

È entrato in vigore il decreto 201/2011 – convertito in legge – che stabilisce la possibilità di effettuare il versamento dell’IMU utilizzando il bollettino postale in alternativa al modello F24. Dal momento che la scadenza per il 2012 è prevista entro il 17 dicembre e per facilitare lo smaltimento delle pratiche, Poste Italiane ha, infatti, messo a punto un modulo prestampato per il pagamento dell’imposta. Il bollettino realizzato da Poste Italiane per il pagamento dell'IMU ha la dicitura prestampata "Pagamento IMU" e riporta il numero del conto corrente che è unico in tutta Italia. Il contribuente deve semplicemente inserire i propri dati anagrafici e la somma da versare. Tutte le informazioni richieste vanno riportate in ciascuna delle due parti che lo compongono.

La cifra da versare va arrotondata per difetto se l’importo finale è inferiore a 0,49 (es.: 130,49€ = 130€) e per eccesso se è superiore (es.: 130,50€ = 131€).

Un bollettino per immobile?

Se il contribuente possiede più immobili nello stesso comune può effettuare un versamento unico e cumulativo che comprende la somma complessiva dovuta per tutti gli immobili. Se gli immobili, invece, sono situati in Comuni diversi, il contribuente deve utilizzare un modello per ogni territorio in cui sono collocati gli immobili.

Come si effettua il versamento con il modello IMU

Il versamento con il modello F24 si effettua presso le banche pagando in contanti o tramite conto corrente. La copia per il contribuente vale come ricevuta. Se si utilizza il modello postale, il pagamento si effettua in contanti, con carta Postamat e Bancomat. Il costo del servizio è uguale a quello del bollettino classico. La ricevuta cartacea rilasciata dall'ufficio postale attesta l’avvenuto pagamento ed ha valore di quietanza liberatoria.

Il modello IMU online

Per agevolare il pagamento con il modello, Poste Italiane ha anche attivato sul suo sito una funzione che permette di compilare direttamente dal proprio computer il modulo F24 e poi recarsi allo sportello dell’ufficio postale o della banca per perfezionare la procedura con il pagamento

I clienti possono accedere al servizio rispettivamente dall'area privati o dall'area imprese. Anche se il contribuente non è registrato al sito, si può accedere al modello da compilare alla pagina dedicata e riempire i campi previsti. Una volta inserite, le informazioni saranno verificate e certificate e poi salvate dal sistema e trasferite in tempo reale ai terminali degli uffici postali. A ciascun modello F24 compilato su web viene assegnato un codice identificativo univoco per il riconoscimento della pratica. A quel punto il contribuente dovrà salvare sul proprio computer il modello che ha compilato in formato .pdf, stamparlo e portare tutte le tre copie all'ufficio postale o banca per il pagamento.

I clienti registrati online possono compilare il modello IMU e pagare online

I clienti BancoPostaOnline e BancoPosta Click potranno effettuare il pagamento direttamente online su poste.it con addebito in conto corrente o tramite carta di credito. I clienti registrati al sito poste.it, ma che non sono correntisti BancoPosta, potranno ugualmente effettuare il pagamento online, solo ed esclusivamente con carta di credito.

Per quanti preferiscono rivolgersi direttamente allo sportello non dovranno temere le file, poiché negli uffici postali più grandi, Poste Italiane attiverà uno sportello dedicato al pagamento dell'Imposta sugli immobili.

 





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