Il tema dei diritti dei bambini è oggetto di enorme attenzione da parte di buona parte delle società del nostro tempo: sono soprattutto i più piccoli che lo stato deve proteggere dai rischi della vita e dagli adulti che, in molti casi abusano di loro.

La tutela costituzionale dei più piccoli

Non stupisce che questi siano infatti i primi soggetti costituzionali ad essere tutelati, soprattutto perché sono gli unici a non essere in grado di difendersi da soli dalle insidie presenti nella società di oggi.
A tal proposito è stata infatti approvata, nel lontano 1959, la dichiarazione dei diritti del bambino; è stato L’ONU a decidere infatti di dare dignità all’infanzia redigendo i principali diritti dei bambini

La carta dei diritti dei bambini

La carta dei diritti del fanciullo è stata redatta nel 1924 dalla Società delle Nazioni, dopo la situazione critica sopravvenuta a causa della Prima Guerra Mondiale. Tale dichiarazione è stata poi approvata dall’ONU il 20 novembre del 1959.
Successivamente l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha apportato delle modifiche, attraverso la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia.

La Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia

La tutela dei diritti dei bambini passa proprio attraverso la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia, approvata il 20 novembre del 1989 a New York; essa è entrata in vigore il 2 settembre 1990.

Il riconoscimento italiano

L'Italia ha accettato e firmato la Carta Internazionale sui Diritti dell’Infanzia il 27 maggio 1991, istituendo la legge numero 176; attualmente fanno parte della Convenzione 193 Stati.
Da allora, il nostro paese si è impegnato nella tutela deibambini con diverse azioni, dal progressivo incremento delle pene per chi abusa di loro alla sensibilizzazione l'opinione pubblica su questi temi.

I principali diritti dei bambini

I principali diritti dei bambini, secondo quanto riportato dalla Convenzione Internazionale sono:

  • art.1 - uguaglianza senza distinzione di razza, religione, provenienza o sesso;
  • art.2 - consentirelo sviluppo sul piano fisico, intellettuale, morale, spirituale e sociale;
  • art.3 - Il diritto ad un nome e ad una nazionalità;
  • art.4 - una corretta alimentazione, nonché il diiritto alle cure mediche e ad un luogo dove vivere;
  • art.5 - cure speciali in caso di invalidità:
  • art.6 - Il diritto ad amore, comprensione e protezione;
  • art.7 - istruzione gratuita, attività ricreative e divertimento;
  • art.8 - soccorso immediato in caso di catastrofi;
  • art.9 - protezione contro qualsiasi forma di negligenza, crudeltà e sfruttamento;
  • art.10 -tutela contro qualsiasi tipo di discriminazione; nonché il il diritto ad un'istruzione, seguendo gli ideali di amicizia, di pace e di fratellanza fra i popoli.

Carta dei diritti dei ragazzi allo Sport

Oltre ai diritti generali dei bambini sopracitati, dichiarati nel lontano 1989 a New York, a Ginevra, nel 1992, la Commissione Tempo Libero ONU, ha dichiarato la Carta dei diritti dei ragazzi allo Sport. Tali diritti, come si può ben capire dal nome, vengono applicati ai bambini e ai ragazzi che vogliono praticare uno sport. I diritti dei bambini o ragazzi, presenti sulla Carta dei diritti dei ragazzi allo Sport, sono i seguenti:

  • Il diritto di fare sport: i genitori del bambino, dovranno far sì che il proprio figlio pratichi attività motorie in quanto può portare benefici psicofisici. Il bambino potrà scegliere, provare e cambiare lo sport che desidera praticare.
  • Il diritto di divertirsi e giocare: l’allenatore, in qualità di educatore, non dovrà proporre come obiettivo finale la vittoria, creando così tensione, ma dovrà proporre il divertimento, il miglioramento psicofisico e l’educazione.
  • Il diritto di beneficiare di un ambiente sano: il luogo in cui il bambino praticherà l’attività sportiva, dovrà essere igienicamente a norma e munito di strumenti di assistenza in caso di infortunio.
  • Il diritto di essere allenato da persone competenti: il personale che allenerà il bambino, dovrà essere adatto a quella fascia d’età e dovrà avere delle competenze professionistiche nell’ambito di quello sport. Dovrà inoltre permettere che gli allenamenti, seguino i ritmi del bambino e che non vada oltre i suoi limiti.
  • Il diritto di misurarsi con giovani con le sue stesse possibilità di successo: il bambino si misurerà con altri bambini non solo della sua età fisica, ma anche della sua età ossea o maturità puberale.
  • Il diritto dei giusti tempi di riposo: gli allenamenti troppo frequenti saranno ridotti e il bambino avrà diritto ad avere dei tempi di riposo per non essere troppo sovraccaricato.
  • Il diritto di praticare sport in sicurezza e del controllo della salute: il bambino dovrà obbligatoriamente portare un certificato medico di stato di buona salute fisica e il certificato di idoneità agonistica.
  • Il diritto di pari opportunità: ogni bambino avrà il diritto di giocare, senza dover fare sempre panchina e senza tener conto del risultato agonistico.
  • Il diritto di non essere un campione: non sempre un bambino può essere un campione o continuare sempre ad esserlo. Chi è campione, può esserlo solamente per un breve periodo e deve sapere che lo sport viene praticato per i vantaggi che arreca e soprattutto per divertirsi. 

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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