Il casellario giudiziale è una sorta di maxi schedario, istituito dalla Procura della Repubblica presso ogni Tribunale, contenente tutte le notizie relative a tutti i provvedimenti (giudiziari e amministrativi) riferiti a ogni singolo cittadino. Il casellario giudiziale va diviso in tre diverse tipologie (civile, penale, generale) dalle quali deriveranno altrettanti certificati.

Avremo quindi il certificato civile, contenente le eventuali sentenze civili passate in giudicato; il certificato penale, detto volgarmente “fedina penale”, al cui interno compaiono tutte le sentenze penali passate in giudicato; e, infine, il certificato generale, che riunisce entrambi i tipi di sentenza sopra menzionati.

Quella che comunemente noi chiamiamo “fedina penale” è propriamente denominata, in gergo tecnico, come “certificato penale”. Il certificato penale è un compendio di tutte le registrazioni penali che sono state iscritte nel “casellario giudiziale” e, in sostanza, contiene tutte le condanne penali passate del cittadino interessato. Sono però escluse da questo documento tutti quei procedimenti ancora in corso, denominati “carichi pendenti”, che trovano invece spazio all’interno di un altro documento, emettibile dalla Procura della Repubblica, che è chiamato semplicemente “certificato dei carichi pendenti”.

Non tutte le sentenze

All’interno del certificato penale, quindi, non risultano tutte le sentenze a noi attribuite. Tuttavia non vi sono nemmeno tutte le iscrizioni di materia penale a noi attribuite e presenti nel casellario giudiziale. Esistono infatti delle “eccezioni”, delle condanne che godono del beneficio della non menzione: tra queste, normalmente, troviamo le condanne emesse dal giudice di pace (come le condanne emesse da un altro giudice ma per reati cui il giudice di pace sarebbe competente). Non risultano, poi, tutte le condanne relative a reati “estinti” e quelle per contravvenzioni punibile tramite la sola ammenda.

Certificato penale totale

Da ciò risulterebbe chiaro, perciò, che tramite il semplice certificato penale l’interessato richiedente non visionerebbe tutte le sentenze effettivamente imputate al titolare del documento: verificare la correttezza di tutte le iscrizioni a carico è tuttavia possibile utilizzando lo strumento denominato “visura a richiesta degli interessati”, che sostanzialmente consente l’accesso diretto ai documenti del casellario giudiziale.

Enti autorizzati a visione totale

Tale visura, comunque, non può essere richiesta da tutti: non la possono richiedere le amministrazioni pubbliche né tantomeno gli enti privati, sebbene ai fini di un’assunzione lavorativa. Gli unici che possono averne un totale accesso sono, chiaramente, il diretto interessato e le autorità giudiziarie. Quindi, per fare un esempio, in un processo potrebbero disporre degli interi dati del casellario giudiziale sia il pubblico ministero che l’avvocato difensore dell’imputato.

Fino a quando il cittadino è incensurato

Il certificato penale si ottiene semplicemente attraverso una lettura dei registri giudiziari, curati dal Ministero della Giustizia e aggiornati presso gli uffici di cancelleria dei tribunali. Fino al momento in cui non figurino sul certificato penale condanne definitive di nessun tipo, allora il cittadino è da considerarsi “incensurato”, sebbene possano gravargli, comunque, dei carichi pendenti.

Cosa comporta una fedina sporca

Il documento di certificato penale è aperto presso la cancelleria del Tribunale di residenza del cittadino. Tale documento è, attualmente, informatizzato e viene aggiornato ogni qual volta la Corte di Cassazione conferma una condanna che, da quel momento in poi, è da considerarsi definitiva. La fedina penale può essere liberamente consultata dalle autorità che hanno giurisdizione penale, nonché dalla pubblica amministrazione in generale (a norma di legge). Questo perché vi sono dei reati che, se accertati definitivamente, possono ostacolare il cittadino non solo per l’ammissione a taluni concorsi pubblici, ma anche per la partecipazione all’elettorato. Anche nell’ambito privato lo stato della fedina penale conta: può infatti essere richiesta dal datore di lavoro al lavoratore che si vuole assumere e, chiaramente, una situazione non limpida può condizionare certe scelte nel mercato d’assunzione. Comunque il certificato resta un documento consultabile anche su richiesta del diretto interessato.

La fedina penale nei contratti di lavoro

Tutte le autorità che hanno giurisdizione penale, nonché quella parte della pubblica amministrazione cui la legge lo consente, possono consultare le nostre fedine penali. Questo perché vi sono dei reati che, infatti, qualora accertati definitivamente, possono ostacolare il cittadino per l'ammissione ai concorsi pubblici o anche impedire, più o meno parzialmente, l'esercizio dell'elettorato attivo e passivo. Anche diversi enti privati richiedono, più o meno direttamente, di visionare la fedina penale dei soggetti che si apprestano ad assumere. Tuttavia, se richiesto dai privati, taluni tipi di condanne o di pronunce penali possono risultare omesse in modo da permettere ai “condannanti” di apparire ugualmente incensurati di fronte agli enti o alle società private che li assumeranno: è chiaro che tale trattamento è riservato esclusivamente a tipologie di reati molto “piccole”, o comunque non davvero gravi. Tuttavia sia la pubblica amministrazione che la magistratura hanno il diritto di vedere la fedina sempre completa.

Certificato carichi pendenti: tutto sul rilascio

Il certificato dei carichi pendenti permette invece di conoscere solo i procedimenti attualmente in corso a carico di un cittadino. Può, esattamente come la “fedina”, essere richiesto dall’interessato, dalle pubbliche amministrazioni, dalle autorità giudiziarie penali. Ha una validità pari a sei mesi partendo dalla data di rilascio, è esente dal bollo e richiede una spesa pari a 3, 54 euro. Viene rilasciato gratuitamente se inerente alle pratiche di adozione, di riparazione d’errore giudiziario, per le controversie lavorative.

Richiedere il Certificato penale

Il certificato penale (fedina penale) riporta la storia penale di un cittadino: tutti i procedimenti, collegati al diritto penale, ancora pendenti su quello specifico cittadino. Il Certificato penale può essere ottenuto tramite la lettura dei registri, tenuti a cura del Ministero della Giustizia e aggiornati a cura delle Cancellerie dei Tribunali. Si dice incensurato il cittadino sul cui certificato non figurano condanne penali definitive. 

Chi apre il documento? La cancelleria del Tribunale nel quale il cittadino ha la residenza ha quest’onere, nonché l’obbligo di conservarlo in archivio cartaceo non ancora informatizzato (aggiornandolo quando una condanna è confermata dalla Corte di Cassazione). La fedina penale è dunque consultabile su richiesta delle autorità che hanno giurisdizione penale e dalla pubblica amministrazione alla quale la Costituzione consente l'accesso mediante persone con fedina penale pulita.

Certificato e fedina penale 

Ricordiamo che la fedina penale pulita è un requisito indispensabile per l'ammissione ai concorsi pubblici e l'esercizo dell'elettorato attivo. Per le normative sulla privacy, la fedina penale è consultabile anche su richiesta del diretto interessato. Per quanto concerne le normative sulla trasparenza, anche i privati possono chiedere informazioni in merito alla fedina di terzi. 

Il giudice può concedere (in base alla legge Gozzini) i benefici della non menzione, che permette ai condannanti di risultare con la fedina penale pulita davanti ai privati. La pubblica amministrazione ha comunque diritto a vedere la fedina completa e nella forma originale. La fedina penale viene anche consultata dai datori di lavoro quando un soggetto fa un determinato concorso di lavoro. 

Legittimati ad ottenere i certificati del casellario giudiziale sono

  • per ragioni di giustizia penale gli uffici che esercitano la giurisdizione penale e quelli del pubblico ministero;
  • le amministrazioni pubbliche ed i gestori di pubblici servizi, quando il certificato è necessario per l'espletamento delle loro funzioni;
  • la persona interessata alla quale il certificato stesso si riferisce, senza necessità di motivazione. 

I certificati rilasciabili sono

  • il certificato generale, compendio del certificato penale e del certificato civile;
  • il certificato penale, contenente le iscrizioni relative a decisioni in materia penale;
  • il certificato civile, contenente le vicende legate alla capacità e al fallimento. 

Atto richiesto: Certificato del casellario giudiziale.

Ufficio giudiziario: Procura della Repubblica presso il Tribunale.

Ricerca l'ufficio

Normativa di riferimento: D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313, contenente il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di casellario giudiziale, articoli 2, 3, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 28 e 39.

Adempimenti fiscali certificato penale

Atto

Diritto di certificato

Imposta di bollo

Certificato generale e civile

€ 3,10

€ 14,62

Certificato penale

€ 3,10

-

Note:

  1. L'importo del diritto di certificato (€ 3,10) è raddoppiato se si chiede e si ottiene il rilascio immediato nel medesimo giorno della richiesta.
  2. La richiesta di rilascio del certificato va redatta in carta semplice 

Modulo: PDF 

Certificato penale a Milano

Il certificato penale, banalmente noto ai più solo come “fedina penale” è un documento nel quale sono riportate tutte le sentenze passate in giudicato di un cittadino: queste eventuali sentenze, quindi, hanno raggiunto ormai il verdetto definitivo e, perciò, non possono più variare.

Documenti per il certificato penale

Il certificato penale è facile da ottenere: basta farne domanda in carta libera, pagare (chiaramente) una arca da bollo per diritti di certificato da sette euro e otto centesimi (7,08 euro) per il ritiro immediato, più un’altra marca da tre euro e cinquantaquattro centesimi (3,54 euro) necessaria per il ritiro del documento, da effettuarsi al termine di quattro giorni lavorativi in seguito alla domanda. Serve inoltre (anche se sarebbe inutile specificarlo) un documento di identità valido, non scaduto. La richiesta può anche non essere effettuata personalmente, purché vi sia un atto di delega debitamente firmato dal richiedente insieme a una fotocopia del suo documento di identità.

Il certificato e le pratiche di adozione

Si specifica, inoltre, che se l’uso che si vuole fare del certificato penale fosse finalizzato alle pratiche di adozione… allora state sbagliando tutto! Nel senso che, in questo caso, non vi serve il certificato penale; bensì quello generale. Il certificato generale, infatti, non contiene solo i dati già presenti all’interno del certificato penale, ma anche tutte le sentenze civili passate in giudicato del cittadino richiedente E, inoltre, non dovete versare denaro né in marche da bollo né in diritti vari di cancelleria o d’altro genere.

Uffici a Milano

Ritirare il proprio certificato penale per un residente a Milano è facile. Basta andare alla sede della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano e, una volta lì, recarsi all’ufficio del Casellario Giudiziale, l’unico abilitato a rilasciare il certificato penale. Ubicato al pianterreno, il numero della stanza è “500”. Questo ufficio è aperto tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, secondo il seguente orario: dalle ore 9:00 alle ore 13:30. Bisogna tuttavia considerare che l’accettazione termina alle 13:00; quindi, passata quest’ora non faranno più entrare nessuno. A Milano, come del resto in qualsiasi altra città italiana, il sabato (benché giornata lavorativa) l’ufficio del casellario giudiziale resta chiuso al pubblico.

Certificato penale a Roma

Il certificato penale (conosciuto ai più come fedina penale) è un documento che elenca le condanne penali definitive del cittadino, tralasciando quindi quelle che sono ancora a giudizio. Questo documento può essere richiesto dalla Pubblica Amministrazione per verificare che il possessore disponga dei requisiti per ricoprire incarichi pubblici e dai privati durante i colloqui di assunzione.

Tramite questo foglio le autorità verificano se il cittadino sia in possesso o meno dei requisiti di elettorato attivo (il diritto di voto) e passivo (la possibilità di essere eletti in determinate cariche). Per ottenere il certificato penale a Roma, come per gli altri casi, l’interessato deve recarsi in una qualsiasi Procura della Repubblica e presentare la documentazione necessaria.

Chi può richiedere un certificato penale

Il certificato penale può essere richiesto:

  • Dal diretto interessato, che potrebbe doverlo mostrare ad un colloquio di lavoro;
  • Dai gestori dei servizi pubblici (e dalle pubbliche amministrazioni in generale) nei casi in cui serva per l’esercizio delle loro funzioni;
  • Dal potere giudiziario, che lo acquisisce automaticamente.

E’possibile che il certificato sia richiesto da terzi:

  • Per i minorenni, nel qual caso la domanda sarà posta da chi esercita la potestà;
  • Per gli interdetti, la cui richiesta può essere presentata da un tutore;
  • Per i detenuti, che possono presentare la domanda stramite posta o per delega.

Documentazione necessaria

Per richiedere il certificato penale a Roma è necessario presentare, oltre ad un documento di identità valido:

  • La richiesta redatta in carta libera;
  • Una marca da bollo da 7,08 euro se il documento è richiesto immediatamente;
  • Una marca da bollo da 3,54 se la richiesta non è urgente (è disponibile dopo 4 giorni lavorativi);
  • Una eventuale delega con allegata fotocopia del documento di identità dell’interessato in caso la richiesta sia fatta per conto di terzi;

Dove ottenere un certificato penale a Roma

Per richiedere un certificato penale a Roma bisogna recarsi in uno degli Uffici della Procura della Repubblica di Roma presenti a:

  • Piazzale Clodio (Via Golametto n.12), dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9:00 alle ore 13:00, tel 0638701
  • Via Gregorio VII, aperti il Lunedì e Giovedì dalle 9:00 alle 15:00 e il Martedì, Mercoledì e Giovedì dalle 9:00 alle 13:00, tel 0639975307/313, 0639975201/263

E’valida per entrambi gli Uffici la mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.





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