Il termine oblazione deriva dal latino offrire. Nel diritto penale indica una causa di estinzione del reato consistente nel pagamento volontario di una somma. È importante chiarire che l'oblazione penale è limitata alle contravvenzioni (è prevista dagli articoli 162 e 162bis del codice penale). In principio poteva essere utilizzata solo per le contravvenzioni punite con la pena dell'ammenda mentre con il tempo è stata prevista un’ulteriore ipotesi che riguarda le contravvenzioni punite con la pena alternativa dell'arresto e dell'ammenda. 

L'oblazione consta dunque nel pagamento di una somma di denaro (che è pari ad un terzo del massimo dell'ammenda stabilita dalla legge come pena per le contravvenzioni punite con la sola pena dell'ammenda) nel momento in cui si tratti di contravvenzione punita con l'arresto o con l'ammenda. Il pagamento di questa somma estingue il reato ma non realizza alcuna iscrizione nel certificato del casellario giudiziale dell'Indagato/Imputato.

Quando è prevista l'oblazione 

Questra pratica è prevista per diversi reati quali il versamento di assegni in bianco o la violazione del diritto d'autore, ai sensi della legge n. 43 del 2005. Nel momento in cui si prendano in considerazione contravvenzioni punite con pena alternativa, é inaccettabile quando il Reo sia recidivo reiterato per delitti non. Nello stesso modo è inaccettabile quando perdurino conseguenze dannose o pericolose del reato.

Una nota che crediamo sia importante porre in evidenza: prima delle modifiche introdotte con il Decreto Bianchi, l'oblazione non era presunta per chi guidava in stato di ebbrezza. Nel 2007 è stato accolto il ricorso della procura di Brescia presentato contro un non luogo a procedere, emesso nei confronti di un automobilista trovato ubriaco, per estinzione del reato per intervenuta oblazione. L'istituto è stato in seguito concesso per la guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolico accertato inferiore o uguale a 0,8 g/l.

L’oblazione speciale: che cos’è?

L’oblazione speciale, anche detta facoltativa, come l’oblazione comune, è uno dei modi più veloci per chiarire i procedimenti relativi a reati di minore importanza ed evitare in questo modo la celebrazione di un luogo e un costoso processo. Con questa tipologia di oblazione si può regolare un debito con la giustizia pagando una certa somma di denaro. Questo, però, è possibile solo e soltanto se il reato che è stato commesso, è punito con l’arresto, o comunque con una sanzione pecuniaria detta anche ammenda.

Come si fa?

Il contravventore può arrivare a pagare allo Stato Italiano, una somma pari alla metà del massimo dell’ammenda stabilita dalla legge per la contravvenzione che ha commesso, inoltre dovrà pagare le spese del procedimento. Questa somma di denaro, deve essere depositata con la domanda di oblazione; ma al contrario dell’oblazione comune, questa, può essere rigettata dal giudice.

L’oblazione speciale, come già è stato detto, può anche non essere ammessa dal giudice e quindi rigettata. Facciamo un esempio: in caso il richiedente di oblazione speciale sia recidivo reiterato, un contravventore abituale o lo faccia per “professione” il giudice non ammette oblazione. Può essere rifiutata anche in altri casi, come per esempio dalla contravvenzione commessa ci siano state delle conseguenze dannose o comunque, pericolose che il contravventore non ha eliminato, oppure se si ritiene il fatto accaduto grave in particolar modo. La domanda, però può essere riproposta fin quando non sia iniziata la discussione finale del processo.

Durante il corso delle indagini preliminari la domanda d'oblazione viene presentata al pubblico ministero che ne cura la trasmissione insieme agli Atti d'indagine e al proprio parere, al giudice per le indagini preliminari che è competente a decidere sulla domanda.

Perché viene definita oblazione speciale o facoltativa? La risposta è semplice: a differenza da quella speciale, l’oblazione comune è applicabile alle sole contravvenzioni punite con la sola ammenda.

 





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