Oggi parliamo in maniera dettagliata del Coefficiente di rivalutazione del TFR. Spiegheremo di cosa si tratta e come calcolarlo. Il trattamento di fine rapporto consiste in una parziale retribuzione del lavoratore subordinato, effettuata dal datore di lavoro e differita alla cessazione del rapporto di lavoro. Al 31 dicembre di ogni anno entra in gioco il calcolo del coefficiente rivalutazione TFR. Bisogna infatti in quella data rivalutare la somma complessivamente accantonata al 31 dicembre dell'anno precedente.

Normativa legata al trattamento

Il calcolo del coefficiente rivalutazione TFR è previsto dal codice civile, al comma 4 articolo 2120 ed è calcolato mediante un meccanismo di indicizzazione a base composta. Le due componenti del calcolo sono un tasso a misura fissa dell'1,5% ed uno a misura variabile, che corrisponde al 75% dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo, per le famiglie dei lavoratori dipendenti, secondo quanto previsto dall'ISTAT.

Cos’è l’ISTAT

Immagine usata nell'articolo Coefficiente di rivalutazione del TFR: a cosa serve esattamente?

L’ISTAT, che sta per Istituto Nazionale di Statistica, è un ente pubblico che gestisce le rivelazioni e le indagini statistiche in molti settori. Questo ente, nacque nel lontano 1926. Inizialmente il suo nome era Istituto Centrale di Statistica e serviva per raccogliere, organizzare e gestire le informazioni nazionali.

Dopo un decreto legislativo del 6 Settembre 1989, nascerà il SISTAN, ossia il Sistema Statistico Nazionale, che fu un ente che accolse con sè, tantissimi enti pubblici. Proprio nel 1989, l’Istituto Centrale di Statistica, prese il nome di ISTAT che detiene tuttora, subendo molte variazioni riguardo i compiti, le attività e l’organizzazione dell’istituto.

Questo istituto è diventato sempre più importante e con la sua sede a Roma, ha un’estensione capillare che arriva in ogni parte del territorio nazionale italiano. I ruoli svolti dall’ISTAT sono davvero molti. L’istituto li svolge a livello nazionale e tra le statistiche di cui si occupano, ci sono censimenti della popolazione, indagini sul campionamento delle famiglie, quindi lo stile di vita, il lavoro, la salute, il tempo libero e molte altre cose che fanno parte di una normale famiglia, le indagini economiche di tutta la nazione, quindi l’andamento del mercato, la crisi economica e tante altre statistiche di fondamentale importanza.

Regolarmente e costantemente, vengono raccolti dei dati che rappresentano un patrimonio conoscitivo molto ricco per categorie di persone, molti settori e per ordini professionali diversi tra loro. Ogni dato che viene raccolto è pubblico e può essere raccolto e pubblicizzato attraverso banche dati, tavole di dati, comunicati stampa, pubblicazioni scientifiche e cataloghi. I dati possono essere consultati presso la biblioteca dell’istituto per quanto riguarda i dati raccolti prima dell’anno 2000, mentre per quelli raccolti successivamente all’anno 2000, possono essere consultati online.

L’unica differenza, oltre all’anno delle statistiche, è che i dati consultabili online, sono gratuiti e di libero accesso a tutti, mentre i dati che vengono personalizzati su richiesta o i dati richiesti su supporti informatici non lo sono. Ogni dato che viene raccolto dall’ISTAT è nel rispetto della privacy e sono costantemente posti a valutazione e calcolo statistico.

Indici dell'erogazione dei TFR (valido anche per le colf, badanti e domestici)

Se un dipendente viene liquidato o dimesso, l'erogazione viene calcolata in corso d'anno, ed il coefficiente di rivalutazione viene considerato relativo al mese precedente se tale liquidazione precede il 14 del mese, o al mese successivo se la liquidazione è successiva al 14 del mese.

Ogni nuovo anno la rivalutazione monetaria collegata non prende in considerazione le quote maturate nell'ultimo anno, per cui gli effetti inflazionistici di quest'ultimo entrano in gioco a partire dall'anno successivo alla maturazione.

Cos'è il trattamento di fine rapporto? Si gestisce su base annuale? C'è qualcuno che ne è esente? 

Il TFR o trattamento di fine rapporto è ciò che identifica nel contratto di lavoro la cosiddetta liquidazione e determina ciò che è stabilito nel Codice civile in merito al diritto di percepire ai lavoratori subordinati il pagamento di una somma calcolata in base a parametri standard. In genere equivale a una quota pari e comunque non superiore all'importo della retribuzione dovuta per l'anno stesso divisa per 13,5. La quota è proporzionalmente ridotta per le frazioni di anno, computandosi come mese intero le frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni.

Si tratta di una esigenza dovuta al lavoratore, in caso di licenziamento o dimissioni, in quanto si tratta di un compenso necessario per superare le difficoltà economiche conseguenti alla cessazione del rapporto di lavoro.vIn caso di fallimento dell'azienda presso cui lavora, al soggetto è comunque garantito il TFR grazie all'intervento da parte dell'INPS.

In generale, la disciplina prevede tre punti: la garanzia del trattamento di fine rapporto, la rivalutazione del trattamento fine rapporto e l'anticipazione del trattamento fine rapporto.

Con la riforma avvenuta nel novembre 2005, in seguito alla legge di Riforma della Previdenza complementare, è stata regolata la destinazione di questo emolumento ai fondi pensioni complementari attraverso l'introduzione del tacito assenso. A partire dal 2007, ogni lavoratore dipendente può dunque scegliere a chi destinarlo, ovvero se mantenerlo nella forma attuale oppure destinarlo alla costruzione di una pensione integrativa attraverso i fondi pensione.


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