Quando si decide di aprire una attività o un lavoro in proprio, è necessario innanzitutto stabilire la forma giuridica da assumere, secondo quanto stabilisce il diritto commerciale; le alternative sono fra la scelta di lavorare in proprio o costituire una società. Praticamente si tratta di scegliere se diventare un Imprenditore in privato oppure entrare in società.

La Ditta Individuale rappresenta la forma giuridica più semplice in quanto richiede pochi adempimenti. Per aprire una ditta individuale bisogna pensare che essa si costituisce nel momento in cui una persona fisica decide di iniziare una attività economica con l'obiettivo di produrre uno scambio di beni o servizi; per questo scopo si premura di organizzare e cordinare i necessari fattori produttivi (lavoro e capitale), assumendosi il rischio d'impresa dell'attività in questione.

 

Aprire una ditta individuale fa si che colui che è intestatario e responsabile dell'attività deve rispondere ai vari adempimenti in materia giuridica:

innanzitutto è necessaria l'apertura di una posizione assicurativa presso l'INAIL entro un periodo di massimo 5 giorni precedenti l'inizio dell'attività.

Cosa dichiarare all'INAIL

  • la tipologia dell'attività che si ha intenzione di svolgere
  • in caso di ditta con dipendenti, il personale che si intende impiegare (in questo caso, bisogna comunicare entro la stessa data anche il codice fiscale dei lavoratori nel momento in cui si decida di procedere con assunzioni o licenziamenti
  • la retribuzione prevista da corrispondere nell'anno presente e successivo
  • i macchinari e impianti che si intende utilizzare nel corso dell'attività
  • varie ed eventuali

Quali documenti servono

  • libro matricola della ditta
  • registro presenze
  • cedolini paga

Tutti questi documenti vanno quindi vidimati e numerati.

Tipologie di ditte individuali

La ditta individuale oltre ad essere la forma più semplice di società può anche essere svolta nella forma di impresa familiare o addirittura di impresa coniugale. Vale a dire che il titolare della ditta si avvale dell’aiuto dei suoi familiari.

Impresa familiare

Nella forma di impresa familiare infatti, possono partecipare anche il coniuge, i vari parenti fino al terzo grado di parentela e i parenti acquisiti fino al secondo grado. Secondo l’articolo 230 BIS del Codice CivileImpresa coniugale

Per quanto riguarda l’impresa di tipo coniugale, bisogna che vengano rispettate alcune condizione:
essa deve essere costituita dopo il matrimonio, i coniugi al momento del matrimonio devono aver optato per il regime di comunione legale dei beni e tutti e due, marito e moglie, devono gestire l’impresa in parità e senza vincoli di subordinazione. Infatti, sempre secondo l’art 230 BIS c.c. “il lavoro della donna è considerato equivalente a quello dell’uomo”.
I creditori di questo tipo di forma particolare di impresa, possono rivalersi su tutti i beni in comunione tra i coniugi, anche se alieni all’azienda.





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