Il trading online è un’attività finanziaria che può diventare remunerativa se condotta con le premesse giuste e le necessarie precauzioni sulla sicurezza per tutelare il proprio denaro; come qualsiasi attività online – da un acquisto e-commerce all’iscrizione a un forum, agli investimenti – occorre porre la massima attenzione per evitare le truffe online.

I truffatori colpiscono dove ci sono maggiori possibilità di guadagno e poiché il trading è un’attività in espansione che attira anche molti principianti attratti dall’illusione di guadagnare molto con qualche investimento rischioso ma apparentemente facile da gestire in autonomia, diventa un terreno fertile per i truffatori. Per tutelarsi dalla truffe bisogna conoscerne i meccanismi che illustreremo in questa guida, ma anche consultare i siti che recensiscono i broker o che favoriscono le segnalazioni dal parte degli utenti (a tal proposito visita MigliorBrokerForex.net).

Come riconoscere i broker inaffidabili

Le truffe legate al trading online sono perpetrate in molti modi diversi, anche subdoli dalle boilers room al pump and dump, dagli schemi a piramide a quello Ponzi che analizzeremo uno per volta. Il punto fermo che accomuna tutti i broker inaffidabili è quello di non essere regolamentati né riconosciuti dagli organi di controllo finanziario come la CySec (a livello internazionale) o la CONSOB (in Italia). Altri elementi che indicano l’inaffidabilità di un broker – ma che si scoprono solo dopo aver fatto la registrazione – riguardano i seguenti comportamenti:

  • Negoziazioni contro gli ordini del cliente trader, ossia, alcuni broker inaffidabili attendono i movimenti di mercato a loro favore prima di piazzare gli ordini dei clienti;
  • Addebito di commissioni eccessive;
  • Addebito di tariffe nascoste su servizi inefficaci o privi di reale utilità;
  • Blocco della piattaforma durante le ore di mercato per impedire ai propri clienti trader di annullare o inviare ordini in attesa di sbloccarlo quando l’ordine può fruttare maggiori percentuali di profitto a favore del broker;
  • Difficoltà nell’effettuare i prelievi impedendo ai trader di gestire liberamente il conto o chiuderlo tramite tempi di attesa lunghi, addebito di tasse inesistenti, eccessive richieste di autenticazione camuffate da tutela della sicurezza.

Nonostante i controlli stringenti delle Autorità di regolamentazione, molti operatori inaffidabili riescono a sfuggire alle regole e spesso utilizzano siti di intermediazione all’apparenza rispondenti ai canoni di regolarità, ma che si rivelano delle vere “trappole” per depredare il trader perché una volta depositato il conto capitale non si è più realmente in grado di gestire il proprio conto e i propri ordini in libertà. I metodi per allettare e invitare gli utenti a registrarsi presso la propria piattaforma sono molteplici, ma bisogna fare attenzione ai siti che:

  • Promettono guadagni facili in breve tempo;
  • Offrono sistemi di trading automatizzati (robot) con la promessa di profitti certi;
  • Offrono bonus di iscrizione eccessivamente convenienti o addirittura offrono un conto base gratuito con del denaro già depositato per i nuovi trader.

Una volta iscritti alla piattaforma, il trader perde il controllo reale e la disponibilità del proprio denaro, mentre il broker opera contro l’interesse dei clienti per guadagnare sulle percentuali di perdita e attribuendo commissioni elevate.

Prima di sottoscrivere qualsiasi tipo di registrazione su una piattaforma di trading, è bene assicurarsi che si tratta di un operatore regolarmente registrato e riconosciuto dagli organi di controllo competenti (Cysec, Consob, FCA); è importante leggere le recensioni sia degli utenti che degli organi di controllo, nonché consultare le eventuali black list elencate in vari siti di servizio; è altresì fondamentale leggere e capire bene la struttura del sito che ospita la piattaforma di broker, vedere attentamente i servizi offerti, i riconoscimenti ottenuti e ovviamente usare il buon senso.

Quali sono le principali tipologie di truffe con il trading online

Si stima che nel solo Regno Unito si perdano oltre 200 milioni di sterline l’anno a causa delle frodi con il trading, con una perdita media  di circa 100 mila sterline a “vittima”. Tra le truffe più pericolose in cui si può incorrere si citano:

  • La boiler Room;
  • Il pump and dump;
  • Schemi a piramide;
  • Schema Ponzi;
  • Truffe sui metalli preziosi;
  • Truffe sugli investimenti alternativi.

La truffa Boiler Room

È la classica truffa ben orchestrata online. le Boiler Room sono dei siti per trading online in tutto e per tutto dall’apparenza di realtà e affidabilità: hanno nomi altisonanti e rassicuranti, siti curati e dettagliati, sedi legali in città e luoghi rinomati, riportano false certificazioni e numeri di registrazione inesistenti (verificare sempre che siano regolamentati). La truffa consiste nel convincere il trader della propria affidabilità, indurlo a depositare sul loro conto il denaro da investire in operazioni di trading, fingere delle negoziazioni per un breve periodo di tempo per poi “svanire” nel nulla. Quando il trader e le autorità si accorgono della frode è troppo tardi, perché la finta agenzia ha già provveduto a chiudere l’ufficio, trasferire i fondi e la sede, cambiare nome, rendersi invisibile e irraggiungibile.

La frode Pump &Dump

È la classica “speculazione” che si può materializzare nel trading sotto due forme diverse nella pratica, ma identiche nella sostanza e nell’esito finale: truffare.

Una prima modalità è quella che vede l’intermediario finanziario impegnato nel convincere i trader ad acquistare azioni di una società in fallimento; questo improvviso interesse spinge i mercati a far aumentare il prezzo della società e il valore delle azioni, a questo punto l’intermediario/broker vende tutto con grande profitto, ma lascia ai trader azionisti una società senza valore quando la bolla speculativa scoppia inesorabilmente.

Una seconda modalità è creare del clamore e interesse intorno a un titolo qualsiasi, spingere (pump) al massimo le quotazioni  e poi “scaricare” (dump) il titolo con vendite massicce per trarne il massimo profitto.

Sono schemi comuni e popolari anche nella normale attività di trading, in ogni caso bisogna diffidare dall’enfasi  (iper hype) e dall’eccessiva spinta verso un determinato titolo, azione, movimento valutario.

La truffa dello schema a piramide

Lo schema a piramide può essere sintetizzato come “porta un amico trader e otterrai una ricompensa”: si tratta di uno schema semplice, usato a volte anche nel marketing per portare “clienti”. Nel caso del trading, non esiste alcuna piattaforma reale, ma solo un sito con poche pagine che promettono guadagni eccellenti e con la promessa che se introduci altre persone ci sarà una forma di ricompensa o un ritorno di investimento in percentuale. In realtà, i primi iscritti ottengono un vantaggio relativo e si vedono realmente corrispondere delle ricompense nel momento in cui invitano altre persone a iscriversi, ma quando la piattaforma raggiunge un numero limite di iscritti “adescatori” che – a volte anche a loro insaputa si rendono complici della truffa – il sistema si auto genera senza produrre profitti per nessuno se non per coloro che sono alla base della piramide: i primi individui invitano i secondi, i secondi ne invitano dei terzi e questi ultimi altri ancora, potenzialmente fino all’infinito.

Lo schema a piramide è facilmente mascherabile ed è anche una strategia di marketing diffusa, per cui è importante leggere sempre il contratto attentamente, prima di sottoscrivere qualsiasi azione.

La truffa dello Schema Ponzi

È una variante dello schema a piramide, sviluppata da un truffatore italiano, Charles Ponzi, che sul principio dello schema a piramide ha sviluppato una modalità che non si basa sul reclutamento di nuovi utenti per mezzo di altri individui, ma si risparmia la commissione da corrispondere ai “complici” più o meno ignari, puntando tutto su un “testimonial” centrale, un fake con nomi e credenziali false, ma dalla grande capacità comunicativa e di convincimento che incoraggia a registrarsi su un finto portale di trading con finte recensioni e finte testimonianze. Il truffatore guadagna dalle nuove iscrizioni effettuate, poi raccoglie il denaro e … scappa e il sistema crolla, fino alla truffa successiva.

Truffe sui metalli preziosi

L’oro, l’argento e i cosiddetti beni rifugio sono una risorsa importante per gli investitori, e una prospettiva di truffa allettante per i truffatori i quali, riguardo agli investimenti sui metalli preziosi attuano i seguenti trucchi:

  • Promettono l’acquisto per conto del trader di metalli preziosi che non esistono in realtà, quindi gli acquisti non avverranno mai;
  • Propongono l’acquisto di metalli preziosi di qualità scadente o inferiore a quella promessa;
  • Promettono garanzie di rendimento irrealistici sugli asset di metalli preziosi;
  • Applicano commissioni eccessive per chi negozia in metalli preziosi.

Truffe su investimenti alternativi

Con il trading online si possono effettuare investimenti anche sui cosiddetti asset alternativi, prodotti, valute, azioni non convenzionalmente considerati titoli borsistici come i vini di qualità, i francobolli, le auto d’epoca, l’antiquariato, prodotti di lusso che sono in sé tutti ambiti interessanti su cui investire, una nicchia profittevole per fare trading, ma allo stesso modo proprio perché sono ambiti di investimento “alternativi” non sono regolamentati, né amministrati in modo appropriato, né inclusi negli asset proposti dalle principali piattaforme di trading regolamentate; quindi fare trading in un ambito non regolamentato facilita gli incontri indesiderati e aumenta le possibilità di incorrere nelle truffe. La regola per capire la bontà di un investimento alternativo consiste sempre nel leggere attentamente il contratto, i documenti di sottoscrizione, le clausole.

Cosa succede se incorro in una truffa nonostante un buon broker?

Anche se si sceglie un broker ottimo, regolamentato e affidabile non si è esenti dalle truffe, dai raggiri o quanto meno dal lasciarsi guidare in scelte sbagliate senza aver valutato le opportune strategie o senza conoscere la materia. Se si è trader sprovveduti e con poche conoscenze tecniche è molto più facile incorrere in inganni anche su piattaforme di broker legali. Il rischio maggiore in cui si può incorrere anche sui siti legali è, però rappresentato dagli hacker e dalla fragilità del sistema di sicurezza della piattaforma regolamentata, per cui le azioni da intraprendere per evitare il rischio di sottrazione indebita dei dati personali registrati su un conto trading o di intrusione fraudolenta e sottrazione di denaro dal proprio conto trading è bene seguire le seguenti buone pratiche:

  • Controllare sempre le comunicazioni del broker e i rendiconti finanziari a fine giornata, così come si controlla l’estratto conto della banca;
  • Cambiare periodicamente nome utente e password;
  • Accedere al proprio account in forma assolutamente privata e non utilizzare reti wireless condivise né eventuali altre forme di condivisione quando si fa trading;
  • Monitorare le e-mail provenienti dal broker direttamente sull’account ed evitare di aprire e-mail sospette seppur a nome del broker;
  • Aggiornare costantemente gli strumenti antivirus, malware, antispam del proprio PC.




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Decreto anti corona-virus: ecco i punti della manovra a sostegno dell’Italia

Il 16 marzo 2020 è stato approvato dalla Presidenza del Consiglio un maxi-decreto con misure urgenti economiche a sostegno delle imprese e delle famiglie nella lotta al corona-virus. Il decreto “Cura Italia” – così come è stato definito – contiene 122 articoli che toccano tutti i principali ambiti dell’economia e del welfare con uno stanziamento di 25 miliardi di euro che si auspica facciano leva sulle attività economiche e sulle famiglie comportando una mobilitazione pari a 350 miliardi in rapporto al PIL nazionale. Una manovra simile è allo studio anche in Germania dove sperano di mobilitare 550 miliardi, sempre in rapporto alle dimensioni del paese e del PIL. Le misure previste dal Cura Italia spaziano dalla sospensione dei mutui, alla cassa integrazione per tutti – vale a dire anche per le piccole e micro imprese – fino all’indennità da 600 € per le partite IVA. Vediamo di seguito e nel dettaglio i punti e gli argomenti messi in campo.

 decreto anti corona virus

Il meccanismo del decreto Cura Italia

Il decreto ha messo a disposizione 25 miliardi di euro, uno stanziamento che copre l’intera spesa già approvata dal Parlamento la settimana precedente il Cura Italia e che per mezzo delle garanzie statali agevolano l’accesso alla liquidità per le aziende prostrate dal lockdown provocato dalla sospensione di tutte le attività produttive, commerciali e lavorative a prevenzione del contagio da corona-virus, la pandemia virale che sta mettendo a dura prova le finanze, l’economia e i sistemi sanitari del mondo.

La manovra per contenere la perdita di produttività è stata definita poderosa dalla Presidenza del Consiglio, me ancora insufficiente perché a questo decreto farà seguito – nel mese di aprile – un’ulteriore piano di semplificazione e accelerazione degli investimenti. Le misure principali del decreto riguardano:

  • Sanità,
  • Lavoro,
  • Tasse (con la sospensione immediata già della scadenza IVA del 16 marzo);
  • mutui.

Le misure anti corona virus: sanità

Il settore sottoposto a maggior pressione nel corso della crisi innescata dal COVID-19 è indubbiamente il comparto sanitario e della protezione civile per cui è previsto un finanziamento di 1 miliardo e 150 milioni di € ciascuno. Complessivamente, il fondo per le emergenze nazionali è dotato di 1,65 miliardi. Un elemento da sostenere riguarda le risorse umane da mettere in campo per sostenere la ricerca e contemporaneamente affrontare i casi di malattia negli ospedali, per cui si prevede l’assunzione di 20 mila operatori sanitari e per il pagamento degli straordinari del personale in servizio sono stati stanziati 150 milioni di euro a cui si aggiungono 350 milioni per potenziare le reti assistenziali dei territori. La sanità privata è chiamata a contribuire con il proprio personale e le proprie strutture e apparecchiature. Per aumentare la “capienza” dei locali sanitari le Regioni possono deliberare di attivare strutture di ricovero temporanee per la cura, l’accoglienza e l’assistenza dei casi più seri che richiedono apparecchiature specifiche per le terapie intensive. In questo frangente, i medici in prossimità alla pensione possono decidere liberamente di posporre la data di pensionamento e contestualmente chi consegue la laurea in medicina non dovrà avviare l’iter di abilitazione alla professione perché potrà essere immediatamente immesso nel Sistema sanitario nazionale; ciò significa sbloccare nell’immediato circa 10.000 medici. In emergenza si può ricorrere anche a medici provenienti dall’estero.

Altre misure sono rivolte alle aziende produttrici di dispositivi medici (mascherine, guanti, strumentazioni) che beneficeranno di 50 milioni di finanziamenti supervisionati da Invitalia, l’agenzia degli investimenti in Italia.

Sul fronte della prefettura e protezione civile il decreto autorizza le autorità a requisire presidi sanitari e medico-chirurgici, beni mobili e immobili di ogni tipologia – ivi inclusi gli alberghi – per ospitare i cittadini in quarantena o isolamento. Inoltre, è previsto lo stanziamento  di risorse per l’arruolamento di un anno di 120 medici e 200 infermieri dell’Esercito Italiano, così come l’autorizzazione allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze per la produzione di disinfettanti e prodotti battericidi (con un limite di spesa dii 704 000 €).

decreto Cura Italia anti corona virus

Cura Italia: misure per il lavoro

Dopo il comparto sanitario, il lavoro è l’ambito maggiormente sottoposto allo stress e shock da impatto del coronavirus. Le misure per sostenere le attività produttive e tutelare i lavoratori sono in gran parte l’estensione degli ammortizzatori sociali straordinari per tuto il Paese e in misura retroattiva a partire dal 23 febbraio – data della comparsa “ufficiale” del virus in Italia. Le aziende non potranno licenziare i dipendenti per 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, anche in caso di riduzione dei fatturati; allo stesso modo sono sospese le procedure di licenziamento avviate dopo il 23 febbraio.

Le persone in quarantena o sottoposte a isolamento vigilato possono considerare il periodo equiparato alla malattia. Lo stanziamento è pari a 10 miliardi di euro per sostenere gli stipendi dei lavoratori costretti a rimanere a casa (una stima di 5 milioni) e per aiutare le famiglie con figli minori o con persone non autosufficienti a carico o da accudire a seguito della chiusura di centri di assistenza e scuole.

La cassa integrazione beneficerà di ulteriori 5 miliardi di finanziamenti e diventa universale, vale a dire concedibile a tutti i lavoratori e per la durata di 9 mesi. I datori di lavoro, dunque, che sospendono l’attività per comprovate ragioni riconducibili al COVID 19 possono presentare domanda di CIG ordinaria di integrazione salariale. Anche le aziende che già attuano la cassa integrazione straordinaria possono accedere al trattamento ordinario e il Fondo di integrazione salariale è rafforzato con un’iniezione di 1,3 miliardi, mentre la cassa integrazione in deroga viene potenziata con una dotazione di 3,3 miliardi da estendere a tutti i settori del privato (agricoltura, pesca e terzo settore – sono esclusi i lavoratori domestici).

I lavoratori nella pubblica amministrazione sono incentivati a lavorare a distanza utilizzando il piano ferie e i permessi e pe coloro che non possono assentarsi da lavoro è richiesto solo la disponibilità allo svolgimento dei servizi essenziali e preferibilmente tramite procedure telematiche online o telefoniche per chi è a contatto con l’utenza. I lavoratori con buste paga fino a 40.000 € e che continuano a lavorare, avranno un incremento di 100 € in busta paga senza che questo aumento contribuisca alla formazione del reddito.

Sul fronte del welfare, i genitori lavoratori e con figli fino a 12 anni o figli disabili senza limiti di età usufruiranno di un congedo parentale di 15 giorni estendibile anche ai lavoratori autonomi purché iscritti alla gestione separata INPS. Riconosciuta anche l’indennità al 50% della retribuzione: la dotazione è di 1,2 miliardi. Infine, previsti il bonus baby sitter di 600 €  (1000 € per medici e tutto il personale sanitario) con godimento di 12 giorni di permesso retribuito (legge 104) nei mesi di marzo e aprile per uno stanziamento ulteriore di 550 milioni.

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