Scrivere contenuti per i siti internet può essere molto soddisfacente, in quanto è un modo completamente gratuito per esprimere le proprie idee ad un pubblico vasto e spesso sconosciuto. Una delle problematiche che può sorgere nel momento in cui si lasciano le proprio parole nella rete è legata al copyright sul web. È opportuno conoscere tutte le informazioni legate a questa tematica sia nel caso che vengano violati i nostri contenuti, sia per evitare noi stessi di plagiare altri sito oppure di pubblicare foto e altri contenuti, violando così il copyright web di siti appartenenti a terzi.

Gli artisti, i musicisti, gli scrittori, i pittori, i registi e tutti coloro che hanno a che fare con opere d'ingegno e frutto della propria creatività sanno benissimo quanto sia importante e spesso difficile difendere il proprio diritto d'autore da possibili espropriazioni delle loro creazioni senza autorizzazioni o concessioni. Da sottolineare inoltre che il dirittod’autore è disciplinato dalla Legge 22 aprile 1941, n. 633, la sua violazione può essere quindi punibile per legge.

L'articolo 39 prevede dunque la “Liberalizzazione del sistema di vendita della stampa quotidiana e periodica e disposizioni in materia di diritti connessi al diritto d'autore”. Con l'introduzione degli articoli 2,3 e 4 sono inoltre molte le novità legate proprio in merito al diritto d'autore. Ecco cosa dicono tali articoli:

“2. Al fine di favorire la creazione di nuove imprese nel settore della tutela dei diritti degli artisti interpreti ed esecutori, mediante lo sviluppo del pluralismo competitivo e consentendo maggiori economicità di gestione nonché l'effettiva partecipazione e controllo da parte dei titolari dei diritti, l'attività di amministrazione e intermediazione dei diritti connessi al diritto d'autore di cui alla legge 22 aprile 1941, n.633, in qualunque forma attuata, è libera;

3. Con decreto del presidente del Consiglio dei ministri da emanarsi entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge e previo parere dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, sono individuati, nell'interesse dei titolari aventi diritto, i requisiti minimi necessari ad un razionale e corretto sviluppo del mercato degli intermediari di tali diritti connessi;

4. Restano fatte salve le funzioni assegnate in materia alla Società italiana autori ed editori (Siae). Tutte le disposizioni incompatibili con il presente articolo sono abrogate.”

Cosa dice la Convenzione Universale sul Diritto d’Autore (CUA)

La protezione delle opere artistiche e del loro valore è sempre stata un ambito giuridico molto rilevante e ricco di conflitti e contraddizioni. Per ovviare a tali problematiche, le nazioni hanno stabilito nel tempo diverse Convenzioni. La più importante è la Convenzione universale sul diritto d'autore.

La Convenzione venne firmata a Ginevra il 6 settembre 1952 da 32 Stati, tra cui l'Italia, dove è entrata in vigore a partire dal 26 gennaio 1957.

Precedentemente le opere letterarie e artistiche erano regolate dalla Convenzione di Berna del 1886, a cui però non avevano aderito gli Stati Uniti. La Convenzione, la dichiarazione, la risoluzione ed i tre protocolli sono stati in seguito riveduti e firmati a Parigi il 24 luglio 1971 e hanno sostituito le disposizioni firmate a Ginevra.
L'obiettivo
fu quello di creare una serie di regole,sottoscritte da tutti gli Stati contraenti, con l'obiettivo di creare un sistema di protezione delle opere letterarie, scientifiche ed artistiche di tutti i paesi, che avesse una valenza universale, per assicurare il rispetto della persona e per rendere più facile la divulgazione delle opere dell’ingegno.

Gli Stati membri hanno deciso quanto indicato nei seguenti articoli:

Art. 1. Ogni Stato aderente si deve impegnare nell’assicurare una protezione sufficiente ed efficace dei diritti d’autore e di ogni altro titolare dei diritti sulle opere letterarie, scientifiche e artistiche.

Art. 2. I comma 1 e 2 dell’articolo 2 stabiliscono che ogni Stato contraente deve concedere alle opere pubblicate dei cittadini di ciascuno degli altri Stati aderenti la medesima protezione che accorda alle opere dei propri cittadini pubblicate dei cittadini di ciascuno degli Stati aderenti. Ogni Stato aderente alla convenzione deve inoltre attuare la stessa regola per le opere non pubblicate.

Art. 3. Secondo l’articolo 3 ciascuno degli Stati contraenti che, secondo la propria legislazione interna, esige, come condizione di tutela dei diritti d’autore, l’adempimento di formalità, come il deposito e il pagamento di tasse, deve considerare queste esigenze come soddisfatte rispetto a qualsiasi opera pubblicata per la prima volta fuori dal territorio di tale Stato e il cui autore non sia cittadino di esso, se tutti gli esemplari dell’opera pubblicata con l’autorizzazione dell’autore, o di qualunque titolare dei diritti, portano il simbolo © accompagnato dal nome del titolare del diritto d’autore e dall’indicazione dell’anno di creazione o di prima pubblicazione. Questi devono essere collocati in modo ed in un posto che dimostrino chiaramente che il diritto d’autore è riservato.

© + opera tutelata + nome autore + anno creazione

Art. 4. Secondo l’articolo 4 la durata della protezione dell’opera è regolata dalla legge interna dello Stato, inoltre secondo quanto stabilito in questa convenzione la durata non può essere inferiore ad un periodo che comprenda la vita dell’autore e 25 anni dopo la sua morte. Queste disposizioni non si applicano però né alle opere fotografiche né alle opere delle arti applicate. Tuttavia, negli Stati contraenti la durata della protezione non potrà, per queste opere, essere inferiore a dieci anni. Al 5° comma di quest’articolo viene stabilito che l’opera del cittadino di uno Stato contraente pubblicata per la prima volta in uno Stato non contraente sarà considerata pubblicata per la prima volta nello Stato contraente del quale l’autore è cittadino.

Art. 6. Nel 6° articolo viene precisato che per “pubblicazione”, secondo la tale Convenzione, s’intende la riproduzione in forma materiale e la messa a disposizione del pubblico di esemplari dell’opera che permettano di leggerla o di prenderne conoscenza.

La disciplina del diritto d'autore

Il diritto d'autore italiano disciplina l'assegnazione di un insieme di facoltà a colui che realizza un'opera dell'ingegno di carattere creativo (per riservargli diritti morali ed economici): è disciplinato dalla Legge 22 aprile 1941, n. 633 (nel corso del tempo le sue disposizioni sono state modificate in recepimento di diverse disposizioni comunitarie). 

Nella tutela rientrano le opere dell'ingegno aventi carattere creativo e cioè opere appartenenti: 

  • alla letteratura
  • alla musica: opere e composizioni musicali, con o senza parole
  • alle arti figurative: opere di scultura, pittura, disegni, incisioni
  • all'architettura: i disegni e le opere dell'architettura, le opere del disegno industriale
  • al teatro: opere coreografiche e pantomimiche
  • alla cinematografia: opere cinematografiche, mute o con sonoro, fotografiche 

Sono protette anche le cosiddette elaborazioni di carattere creativo, come le traduzioni in un'altra lingua e le trasformazioni da una forma letteraria o artistica in un'altra. Il diritto d’autore nasce nel momento della creazione dell'opera (non vi è pertanto alcun obbligo di deposito, di registrazione o di pubblicazione dell'opera stessa). L'autore ha la facoltà di sfruttare la propria opera in ogni forma e modo. Ciò che il diritto d'autore riconosce al creatore di un'opera sono invece una serie di facoltà per impedire a terzi di sfruttare economicamente la propria opera. La legge riconosce in particolare le seguenti facoltà esclusive:

  • pubblicazione
  • riproduzione
  • trascrizione
  • esecuzione, rappresentazione o recitazione in pubblico
  • comunicazione al pubblico
  • distribuzione
  • traduzione e/o elaborazione
  • vendita
  • noleggio e prestito 

Tutti questi diritti sono indipendenti l'uno dall'altro.

 





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