Analizziamo oggi in questo articolo un concetto molto importante per la persona. Il Diritto di difesa è infatti uno dei principali diritti riconosciuti all'imputato nell’ambito del diritto processuale penale. Il diritto di difesa è tecnico e sostanziale. Si ha la prima accezione nel momento in cui si ha il diritto e dovere di avere un difensore che guida la parte nel processo tramite consigli tecnici; la seconda con la titolarità dell'imputato stesso che sceglie la tesi sulla quale dibattere la propria posizione.

Il diritto di difesa si articola in vari aspetti

  • diritto alla contestazione del fatto
  • diritto di nominare uno o due difensori o di essere assistito in mancanza da un difensore d'ufficio
  • diritto al contraddittorio nella formazione della prova
  • diritto alla prova

Sottolineiamo il fatto che il principio del contraddittorio rappresenta la garanzia secondo la quale nessun imputato può patire gli effetti di una sentenza, senza avere avuto la possibilità di essere parte del processo da cui la stessa proviene.

La regolare costituzione del contraddittorio è dunque un principio fondamentale del processo civile, tributario, penale ed amministrativo che scaturisce dall'articolo 111 della Costituzione Italiana. Nello specifico questo significa che ognuna delle parti deve essere messa in condizione di conoscere ogni richiesta e deduzione dell'altra parte e di esprimere le proprie osservazioni in proposito, come concesso alla parte attrice.

Questo principio è molto importante poiché permette a ciascuna delle parti di mostrare alle altre e al giudice l'insieme dei dati ritenuti più idonei al supporto della propria tesi, proponendo analoghi elementi presentati dalle altre parti. Questo concetto comporta che alle parti sia riconosciuta una posizione di parità. Introduce quindi il concetto di parità delle armi e al diritto di difesa.

L’imputato

La persona che viene accusata di un reato viene denominata imputato e a suo carico viene avviato un processo penale. La persona è imputata nel momento in cui il pubblico ministero chiede un rinvio a giudizio, un giudizio immediato, un decreto penale di condanna e l’applicazione della pena nel corso delle indagini preliminari.
Le dichiarazioni che l’imputato fornisce non possono essere considerate una testimonianza utilizzabile ai fini del processo. Inoltre, l’imputato può usufruire della facoltà di non rispondere, il diritto al silenzio previsto dall’articolo 63 del Codice di Procedura Penale (c.p.p.), e del diritto di scegliere un difensore.

Diritto di nominare massimo due difensori di fiducia

L’art. 96 c.p.p. afferma che l’imputato può nominare uno o due difensori tramite una dichiarazione. Questa può essere presentata all’autorità procedente in maniera diretta dall’indagato, dal difensore già scelto oppure spedita via posta raccomandata.
Nel caso in cui l’imputato non abbia proceduto alla nomina del difensore, ne verrà affidato uno d’ufficio scelto dall’elenco nazionali dei professionisti iscritti all’albo che danno la loro disponibilità.

Diritto alla prova

Questo diritto consiste nella possibilità presentare dei fatti e documenti che sono delle prove a sostegno o contro un fatto avvenuto nel passato, utili per la decisione finale. Possono avvalersi di questo diritto l’imputato, la polizia giudiziaria e il pubblico ministero. Le prove vengono ricercate attraverso quei mezzi contemplati dalla c.p.p., vale a dire strumenti idonei a raccogliere elementi importanti per il procedimento. Il primo strumento fra tutti è la testimonianza: la figura del testimone è informato sui fatti e viene sottoposto ad esame, esegue la cosiddetta deposizione sui fatti.

Il diritto garantito dalla Costituzione

In un Paese democratico, come quello italiano, ogni cittadino può esercitare il diritto di difesa quale diritto inviolabile della persona e questo viene tutelato dalla Costituzione. L’art. 24 afferma che tutti hanno la facoltà di agire per tutelare i propri diritti e legittimi interessi. Per “tutti” si intendono non solo i cittadini ma a qualsiasi soggetto, pubblico o privato. La Costituzione italiana considera il diritto alla difesa come un principio supremo insieme all’assicurare a tutti un giudice e un giudizio durante una controversia.





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