Fatturazione elettronica: cos定 e a chi si rivolge

Da anni si parla di colmare il gap di digitalizzazione tra l’Italia e gli altri Paesi europei a cominciare dalla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione (P.A) e con la Legge finanziaria 2018 viene introdotta la fattura in formato digitale fino ad arrivare al 6 giugno 2014 con l’obbligo di fatturazione elettronica verso le pubbliche amministrazioni italiane.

Caratteristiche della fattura elettronica

L’art. 21, comma 1 del DPR 633/72 definisce la fattura elettronica come la sola tipologia di fattura accettata dalle P.A. le quali – a loro volta – sono obbligate per disposizione normativa a gestire tutto tramite il Sistema di Interscambio SDI. Tecnicamente, si richiede la produzione e gestione di un documento elettronico che deve avere le caratteristiche di immutabilità e inalterabilità e che la SOGEI – società di gestione elettronica – ha realizzato tramite la produzione di un file .xml (eXtensible Markup Language). Le altre caratteristiche della fattura elettronica sono:

  • Una fattura elettronica e il suo contenuto per essere riconosciuta come autentica deve riportare la firma elettronica qualificata di chi emette la fattura.
  • La fattura deve riportare la presenza del codice identificativo univoco dell’ufficio della Pubblica Amministrazione destinatario della fattura. Il codice permette al sistema di interscambio SDI di inoltrare la fattura all’ente contabilmente competente.

Le fasi della fatturazione elettronica

Il processo di fatturazione elettronica può essere suddivisa in tre fasi:

  1. L’utente che emette la fattura verso una P.A. crea la fattura digitale classica, poi la trasforma in formato xml come previsto dal sistema SDI. Una volta creata la fattura e verificata la conformità agli standard tramite il sito Fattura P.A. – se priva di errori – si passa alla firma digitale per inviarla al sistema di interscambio.
  2. Il sistema di Interscambio (SDI) verifica la correttezza formale della fattura e provvede a inoltrare la fattura presso l’Ente destinatario identificato dal codice univoco che l’emittente ha l’obbligo di inserire sulla fattura.
  3. Le fatture elettroniche devono essere obbligatoriamente conservate elettronicamente sia da parte di chi la emette che il destinatario.

Sebbene il processo di fatturazione elettronica sia lineare – emissione, interscambio, conservazione – molte aziende dopo molti anni riscontrano ancora difficoltà nel gestire la mappatura di file xml e per questo si sono moltiplicati i software per la fatturazione elettronica anche a basso costo.

Chi sono i soggetti interessati dalla fatturazione elettronica

L’invio della fattura al sistema di interscambio si svolge tramite regole fisse ed eseguito da determinati soggetti come definiti dal Decreto Ministeriale n. 55 del 3 aprile 2013. I soggetti coinvolti sono:

  • Gli operatori economici: che emettono fattura verso un’amministrazione pubblica tramite SDI;
  • Gli intermediari: coloro che inviano o ricevono per conto dell’operatore economico e della P.A. la fattura elettronica tramite il sistema di Interscambio.

Novità 2019 in materia di fatturazione elettronica

La fatturazione elettronica si evolve e dal primo gennaio 2019 diventa obbligatoria l’emissione di fattura elettronica anche tra privati titolari di partita IVA. Le tappe che intermedie che hanno anticipato il primo gennaio 2019 sono state:

  • Il 28 luglio 2018 con l’emissione di fattura elettronica obbligatoria per le cessioni di benzina e gasolio nonché per le prestazioni di subappaltatori nell’ambito di un contratto di appalti pubblici;
  • Settembre 2018 con l’emissione di fattura elettronica obbligatoria verso soggetti extra-UE nell’ambito di scambi tax free shopping per importi superiori a 155 € IVA inclusa.

Da gennaio 2019, la fatturazione elettronica diventa obbligatoria anche tra privati titolari di partita IVA residenti o stabiliti nel territorio italiano. L’obbligo non si applica ai soggetti rientranti nel regime di vantaggio (art. 27 comma 3 del D.L. 98/2011) e nel regime forfettario (secondo quanto previsto dalla legge 190/2014).

Cos’è lo split payment e come cambia da gennaio 2019

Con il termine split payment si intende che l’IVA per l’acquisto di beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni è a carico – cioè viene pagata - dalla P.A. e non dal fornitore.

Ma tra privati, chi paga l’IVA? L’emittente fornitore del bene/servizio o l’acquirente? Stando al “Decreto dignità” per i privati professionisti decade il regime di split payment per cui occorrerà porre attenzione e verificare di transazione in transazione se la fattura deve riportare anche tale opzione o meno.

L’opzione split payment si presenta come una problematica da superare oltre a quelle tecniche che non sembrano ancora messe perfettamente a punto.


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