Molte persone ne avranno sicuramente sentito parlare in televisione o letto sui giornali, in quanto spesso è al centro di vari dibattiti a causa della sua incidenza sulla vita pratica della maggior parte della gente.Stiamo parlando del cosiddetto "Cuneo Fiscale". Un argomento non molto semplice ma che purtroppo, come abbiamo giá detto, tende ad incidere sulle tasche degli Italiani e che perció riguarda noi da vicino. Cerchiamo di capire in maniera piú approfondita di cosa si tratti, in modo da sapere quanto esso incide sulle nostre buste paghe e quindi sulla nostra vita di lavoratori.

Il cosiddetto cuneo fiscale, in pratica, non è altro che la differenza tra lo stipendio lordo pagato da un'azienda ad un suo lavoratore e il mensile netto percepito da quest'ultimo o, da un'altra prospettiva, risulta essere la differenza tra quanto il lavoratore viene a costare ad un'azienda e quanto effettivamente esso percepisce nella sua retribuzione mensile. Tale differenza risulta composta da imposte dirette, indirette e contributi previdenziali, come vedremo anche in seguito. Naturalmente tale cuneo fiscale è in parte a carico delle imprese e in parte del lavoratore.

In particolare, per il datore di lavoro, la retribuzione fornita al singolo lavoratore si suddivide in stipendio netto di quest'ultimo, imposte dell'erario statale e contributi versati agli enti previdenziali. In generale, l'ampiezza del cuneo fiscale dipende dal sistema fiscale e contributivo applicato e quindi esso tende a variare da Stato a Stato, anche all'interno della stessa Unione Europea. Se il livello del cuneo fiscale si riduce, il mensile netto di un lavoratore sará maggiore e pertanto piú vicino alla quota lorda di esso.

Molti economisti sono fermamente convinti che sia impossibile determinare una quantità di cuneo fiscale ideale, perché in ogni paese la sua cifra varia in base al bilancio statale, alla sua condizione economico-contabile ecc. 

Come vedremo, nel nostro Paese, nel corso degli anni ci sono stati diversi tentativi per ridurre il cuneo fiscale sui lavoratori, in modo da consentire loro di avere una busta paga maggiormente sostanziosa e favorirne quindi i consumi. Con maggiori consumi, a sua volta, poi si favorirebbe l'economia in generale del Paese e quindi si incentiverebbe lo sviluppo economico dello stesso, con un vantaggio complessivo per imprese, lavoratori e Stato medesimo. Andiamo adesso ad approfondire ulteriormente l'argomento.

Nel nostro paese...

In Italia, è stato calcolato dall'OCSE che fino al 2006 l'incidenza sul costo del lavoro delle tasse sul reddito del contribuente a carico dell'impresa e del lavoratore è di circa il 45,2 percento. Dunque a livelli di scudo fiscale, l'Italia si trova al settimo posto fra i paesi della comunità europea.

Da queste analisi statistiche emerge che l'Italia ha un sistema di welfare simile a Francia e Germania, e dunque anche il cuneo fiscale si attesta intorno agli stessi livelli di quei paesi. Invece il Regno Unito ha un valore molto più basso.

In casi di Cuneo fiscale del tipo britannico, i lavoratori devono pagare i finanziamenti ai servizi sociali non attraverso il sistema dello stato sociale, ma prelevando direttamente i fondi dal proprio reddito.

Negli scorsi anni, i governi di centrosinistra hanno provato a diminuire lo scudo fiscale di alcuni punti, così da venire incontro ai lavoratori. Questo è avvenuto con la finanziaria del 2007, che ha abbassato il cuneo fiscale di 5 punti.

Le tasse dello Stato in Italia

cuneo fiscale

Com’è stato già detto in precedenza il cuneo fiscale è una percentuale che rappresenta il rapporto tra le tasse sul lavoro dirette, indirette e i contributi previdenziali e la spesa totale del lavoro. Coinvolge sia i lavoratori dipendenti sia i liberi professionisti ed è importante sapere che le tasse che sono calcolate nella determinazione del cuneo contributivo, dovranno essere pagate sia dal datore di lavoro sia dal dipendente o dal lavoratore autonomo. Esistono due differenti tipi di tassazione che lo Stato impone in Italia e sono illustrati nell’elenco che segue.

  • Spesa previdenziale, che fa parte delle spese considerate pubbliche ed è un’assicurazione sociale obbligatoria, che ha legami con il mondo del lavoro, perchè costituisce un importante servizio pubblico.
  • Fiscalità generale che genera somme di denaro che lo Stato utilizza per finanziare le spese di natura pubblica e destinate all’uso collettivo, come le infrastrutture, la sicurezza ecc.

La differenza tra il cuneo fiscale e quello previdenziale

Il cuneo fiscale previdenziale ha lo scopo di finanziare i sistemi pensionistici obbligatori e rappresenta una spesa dei diritti del lavoro. La differenza tra quello fiscale e quello previdenziale è rappresentata dalle tasse a carico del rapporto giuridico lavorativo. Le tasse relative ad esso in Italia sono quelle dell’IRPEF e quelle relative ai contributi previdenziali.

Nel 2013 le somme a carico dei lavoratori era del 9% mentre quelle a carico del datore di lavoro erano di circa il 4%. Le tasse che i lavoratori autonomi e i liberi professionisti devono affrontare sono relative al pagamento dell’IRPEF, dell’ IVA e dei contributi previdenziali. E’importante sapere che nel 2013 il cuneo fiscale a carico di un libero professionista era di circa il 60%.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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