Per pignoramento mobiliare si intende in diritto l'atto attraverso il quale ha inizio l'espropriazione forzata, ai sensi dell'art. 491 del codice di procedura civile.

Nel momento in cui un debitore ha evidenti problemi di pagamento, l’ufficiale giudiziario, munito di titolo esecutivo, può procedere al pignoramento dei suoi beni.

Questo avviene attraverso una ricerca di beni nell'abitazione del debitore e in altre proprietà di suo possesso nonchè sulla persona stessa. E' possibile procedere a pignoramento anche di beni presenti in una proprietà non appartenente al debitore, se questi vi risiede, salvo prova contraria.

Nel procedere al pignoramento, l'ufficiale giudiziario può avvalersi dell'ausilio di pubblici ufficiali.

I beni vanno scelti secondo la discrezione dell'ufficiale giudiziario, a partire da quelli di più pronta liquidazione entro un dato valore di realizzo. Il pignoramento non può essere effettuato su dei beni considerati impignorabili, nè essere effettuato in giorni festivi e fuori dall'orario di legge 7-21. Sono considerati impignorabili tutti quei beni di prima necessità, che sono quindi essenziali al debitore e ai suoi conviventi per vivere, come generi commestibili, abiti, frigoriferi, stufe, lavatrici, fornelli a gas, biancheria ecc.

I beni che solitamente sono i primi a essere soggetti a pignoramento sono: denaro contante, preziosi, titoli di credito e ulteriori beni di sicura realizzazione; questi vengono consegnati all'ufficiale giudiziario, mentre tutto il resto è depositato ad uno specifico custode, una figura terza rispetto ai soggetti coinvolti.

Prassi da seguire

In base alle norme generali che trattano l’espropriazione il creditore deve far notificare al debitore un atto di intimidazione del pagamento, che consente al debitore di versare le somme dovute entro un massimo di dieci giorni dalla data di notifica dell’atto. Se trascorso questo breve periodo di tempo la situazione debitoria risulta ancora insoluta, si da l’avvio al pignoramento dei beni. Il compito di ricercare i beni che possono essere pignorati deve essere eseguito da un ufficiale giudiziario in possesso di un titolo esecutivo e un precetto.

Nel caso in cui l’ufficiale giudiziario non riesca, a causa dell’opposizione del debitore, a stabilire quali sono i beni pignorabili, può richiedere l’aiuto delle forze dell’ordine. L’ufficiale giudiziario cerca di stabilire quali beni possono essere di pronta liquidazione, in modo da estinguere il debito nel minor tempo possibile e chiudere così la pratica.

L’atto di pignoramento

L’atto di pignoramento è sottoscritto dall’ufficiale giudiziario preposto, che ha il compito di compilare un verbale nel quale sono descritte dettagliatamente le caratteristiche dei beni pignorati, la loro generale condizione, il valore, tutte le operazioni compiute per il loro recupero e per l’eventuale conservazione. All’interno di questo documento l’ufficiale intima il debitore di non sotrarre in alcun modo i beni oggetto del pignoramento.

Trascorse 24 ore dalla fine delle operazioni, l’ufficiale deve registrare l’atto di pignoramento, il precetto e il titolo esecutivo, presso la cancelleria del giudice dell’esecuzione preposto, che raccoglierà tutti i documenti all’interno di un fascicolo, al quale assegnerà un numero di ruolo. E’importante sapere che se il debitore ha dei debiti anche verso altre persone, quest’ultime possono essere inserite all’interno della procedura esecutiva e ricevere le somme dovute al momento della divisione del ricavo ottenuto dalla vendita dei beni oggetto di pignoramento. La vendita dei beni può avvenire tramite l’istituto di vendite giudiziarie o al pubblico incanto. Dopo il decimo giorno dal pignoramento, il creditore può chiedere al giudice di dare l’avvio alla vendita dei beni o se questo è già avvenuto, di ottenere la restituzione del denaro dovuto.

 





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