Il dramma di ricevere una multa è collegato non tanto al fatto di aver infranto il codice della strada, quanto al pagamento e alla somma da esborsare per poter sistemare la propria situazione di infrazione.

Cos’è una multa

La multa è una pena “pecuniaria”. In alcuni ordinamenti (come Spagna, Portogallo e altri paesi di lingua spagnola e portoghese) il termine designa la pena pecuniaria in generale.

In Italia, invece, designa la pena pecuniaria per i delitti, in contrapposizione all'ammenda prevista per le contravvenzioni, sebbene nel linguaggio corrente venga impropriamente denominata multa qualsiasi sanzione pecuniaria, comprese le ammende e le sanzioni pecuniarie amministrative.

Poche volte consideriamo l'importo delle multe una somma ragionevole rispetto all'infrazione effettuata. Per questo è bene conoscere quali sono gli importi delle multe per evitare di riceve spiacevoli avvisi da parte delle forze di Polizia.

Portaldiritto vi fornisce un breve ma utile elenco contenente gli importi delle multe per infrazione del codice della strada. È interessante notare come ci sono multe “economiche” di 38,00 Euro, ma anche quelle da 6.000,00 Euro e perfino quelle da 100.000,00 Euro e dunque è bene essere ben informati relativamente a tutti gli importi di multe.

Importo multe stradali

Guida non rispettando il provvedimento di sospensione del Prefetto
389 Euro e sospensione patente da 1 a 4 mesi e sospensione carta circolazione da 1 a 4 mesi
Articolo 6

Guida nonostante l'ordine inpartito con verbale
155 Euro o 389 Euro se il veicolo è destinato al trasporto cose e sospensione della patente da 2 a 6 mesi e sospensione della carta di circolazione da 1 a 4 mesi
Articolo 6

Sosta senza osservare il divieto o le prescrizioni del segnale
38 Euro
Articolo 6

Guida senza rispettare il provvedimento di sospensione della circolazione
78 Euro
Articolo 7

Guidava il veicolo in senso contrario a quello consentito
38 Euro
Articolo 7

Guidava impegnando corsia riservata mezzi pubblici
74 Euro
Articolo 7

Guidava in Z.T.L. o area pedonale senza autorizzazione
74 Euro
Articolo 7

Organizzava, dirigeva o prendeva parte a una competizione di velocita senza autorizzazione
da 25.000 a 100.000 Euro e reclusione da 1 a 3 anni e sospensione o revoca patente
Articolo 9 bis

Effettuava scommesse su competizione di velocità non autorizzata
da 5.000 a 25.000 e reclusione da 1 a 3 anni
Articolo 9 bis

Gettava rifiuti dal veicolo sulla strada, insozzando la medesima o le sue pertinenze
100 Euro e obbligo di ripristino dei luoghi
Articolo 15

Guida pericolosa
5000 Euro e l’arresto
Articolo 9 ter

Circolava oltrepassando la striscia longitudinale continua
38 Euro
Articolo 40

Violazione dei limiti di sagoma
389 Euro
Articolo 61

Violazione dei limiti di massa
613 Euro
Articolo 61

Circolava con veicolo a motore non conferme al CdS
78 Euro
Articolo 71

Veicolo modificato rispetto alla omologazione o carta di circolazione
389 Euro e ritiro carta circolazione
Articolo 78

Veicolo o rimorchio non sottoposto a revisione annuale
155 Euro e annotazione su carta circolazione
Articolo 80

Conduceva veicolo sospeso dalla circolazione per esito negativo revisione
1.842 Euro e ritiro carta circolazione e fermo del veicolo per 90 giorni.
Articolo 80

Veicolo utilizzato per uso diverso da quello indicato su carta circolazione
78 Euro e sospensione della carta di circolazione da 1 a 6 mesi
Articolo 82

Conduceva veicolo o rimorchio mai provvisto di carta di circolazione
da 389 a 1.559 Euro e confisca veicolo
Articolo 93

E’ inoltre possibile contestare un multa ricevuta, e quindi fare ricorso alla giustizia, in caso si pensi che ci sia stata qualche ingiustizia o che ci sia stato una qualche sorta di errore nel recapito della suddetta, qualunque sia la ragione per cui ritenete di non dover pagare una determinata multa è un vostro diritto quello di fare ricorso per chiedere ed, eventualmente aveste ragione, ottenere l’annullamento della sanzione ricevuta.

In molti casi può capitare di ricevere una multa che a prima vista può sembrare ingiusta o esagerata, ma occorre fare molta attenzione e ponderare bene la decisione di fare ricorso e richiedere l’annullamento perchè, in caso voi aveste torto e non vi venisse concesso di avere revocata la multa, andreste in contro ad una sanzione, anzichè ridotta o nulla, maggiorata per via del ricorso senza esito positivo che avete presentato.

E’ consigliabile quindi, nel caso non si fosse sicuri di voler fare ricorso per la multa ricevuta, pagare non appena la si riceve seguendo ogni istruzione riportata sulla multa per cercare di ottenere la riduzione della sanzione applicata.

Per tali ragioni occorre fare la massima attenzione quando si è in strada, osservare le leggi in strada non solo vi eviterà delle sanzioni più o meno salate, ma contribuirà al corretto svolgimento dell’attività stradale, riducendo il rischio di incorrere in qualche incidente pericoloso mettendo la propria vita e quella degli altri in serio pericolo.

Multe non pagate: scopri quando hai ragione!

A chi non è capitato di vedersi recapitare una multa che non si aspettava? Ricevere una multa è sempre un dramma, per ogni automobilista, non tanto per l’essere venuti a conoscenza di aver infranto la legge, quanto per l’amara consapevolezza che vedere quel foglio nella propria cassetta della posta significa dover sborsare una cifra, spesso e volentieri non cosi esigua, per poter sistemare la propria situazione di infrazione e non incorrere in aggravamenti della sanzione con corrispettivo aumento dell’importo da pagare.

Che siano prese a torto o a ragione, un automobilista già pressato da assicurazioni e caro benzina guarda le contravvenzioni come un’ulteriore tassa su un bene sempre più costoso, tanto che le multe non pagate riempiono i cassetti di numerosissimi italiani. Tuttavia, il non pagare una multa regolarmente e nei tempi stabiliti, può rivelarsi un arma a doppio taglio in quanto, se una multa non viene regolarizzata nei tempi dovuti, si incorrerà in una sanzione che produrrà l’aumento dell’importo dovuto allo stato per l’infrazione commessa contro il codice della strada.

Poiché il mancato pagamento di una infrazione comporta una penale, quanti abbiano ammende in sospeso devono capire cosa farne e, soprattutto, se espletarla.

Multe notificate in ritardo

La legge 125/2010 ha ridotto il termine per la notifica della multa, che scende da 150 a 90. Una simile contrazione dei tempo comporta che, tra le multe non pagate dietro contestazione, queste ultime ne rappresentino il maggior numero.

Prima di lanciarsi in ricorsi delle multe destinati al fallimento è bene calcolare con esattezza se i tempi della notifica siano stati o meno rispettati: il primo giorno della contestazione ha inizio da quando viene identificato il conducente responsabile dell’infrazione, compito non troppo semplice quando è ad esempio un autovelox a registrare la violazione.
Le autorità hanno infatti 5 anni di tempo per procedere al riconoscimento e solo quando questo avviene incomincia il conteggio!

Multe dal verbale irregolare

Tra le multe non pagate a ragione figurano anche quelle il cui verbale non sia stato redatto in maniera regolare; quando si riceve una notifica, dopo aver visto la data la prima cosa da fare è verificare se:
- siano presenti le firme di chi ha scritto il verbale (se sono due persone devono firmare entrambe);
- l’orario e il luogo è specificato chiaramente; occorre sia enunciata anche il senso di marcia e a che altezza della via si è verificata l’infrazione;
- deve essere riportata la norma violata, il comportamento ritenuto scorretto e il nesso tra la prima e il secondo.

Il condono

I tempi incresciosamente lenti della nostra burocrazia inducono la pubblica amministrazione alla discussa pratica del condono.
Questo strumento, che si traduce in uno sconto di fine anno sulle multe non pagate, permette alle istituzioni di guadagnare in tempi brevi rilevanti somme di un denaro che potrebbe non vedere mai a causa della prescrizione.

Per quanto sia un premio discutibile per chi non ha fatto il suo dovere onorando il suo debito, è una possibilità di risparmio per quanti abbiano un numero elevato di ammende in sospeso.
C’è da specificare che il condono è un escamotage non pianificato e che quindi non vi è mai certezza su quando si faccia; per non vivere di attese il consiglio è di pagare, volta per volta.

Contestazioni

Esiste la possibilità di contestare un determinata contravvenzione, e quindi fare ricorso alla giustizia, nel caso in cui si pensi che ci sia stata una qualche ingiustizia o che ci sia stato una qualche sorta di errore; qualunque sia la ragione per cui si ritiene opportuno contestare una determinata multa, è un diritto riconosciuto quello di fare ricorso per chiedere ed, eventualmente, ottenere l’annullamento della sanzione ricevuta.

In molti casi può capitare di ricevere una multa che a prima vista può sembrare contestabile per qualche motivo, ma occorre fare molta attenzione e ponderare bene la decisione di fare ricorso e contestare una multa, perchè in caso voi aveste torto e non vi venisse concesso di avere revocata la multa, andreste in contro ad una sanzione, anzichè ridotta o nulla, maggiorata per via del ricorso senza esito positivo che avete presentato.





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La manovra per contenere la perdita di produttività è stata definita poderosa dalla Presidenza del Consiglio, me ancora insufficiente perché a questo decreto farà seguito – nel mese di aprile – un’ulteriore piano di semplificazione e accelerazione degli investimenti. Le misure principali del decreto riguardano:

  • Sanità,
  • Lavoro,
  • Tasse (con la sospensione immediata già della scadenza IVA del 16 marzo);
  • mutui.

Le misure anti corona virus: sanità

Il settore sottoposto a maggior pressione nel corso della crisi innescata dal COVID-19 è indubbiamente il comparto sanitario e della protezione civile per cui è previsto un finanziamento di 1 miliardo e 150 milioni di € ciascuno. Complessivamente, il fondo per le emergenze nazionali è dotato di 1,65 miliardi. Un elemento da sostenere riguarda le risorse umane da mettere in campo per sostenere la ricerca e contemporaneamente affrontare i casi di malattia negli ospedali, per cui si prevede l’assunzione di 20 mila operatori sanitari e per il pagamento degli straordinari del personale in servizio sono stati stanziati 150 milioni di euro a cui si aggiungono 350 milioni per potenziare le reti assistenziali dei territori. La sanità privata è chiamata a contribuire con il proprio personale e le proprie strutture e apparecchiature. Per aumentare la “capienza” dei locali sanitari le Regioni possono deliberare di attivare strutture di ricovero temporanee per la cura, l’accoglienza e l’assistenza dei casi più seri che richiedono apparecchiature specifiche per le terapie intensive. In questo frangente, i medici in prossimità alla pensione possono decidere liberamente di posporre la data di pensionamento e contestualmente chi consegue la laurea in medicina non dovrà avviare l’iter di abilitazione alla professione perché potrà essere immediatamente immesso nel Sistema sanitario nazionale; ciò significa sbloccare nell’immediato circa 10.000 medici. In emergenza si può ricorrere anche a medici provenienti dall’estero.

Altre misure sono rivolte alle aziende produttrici di dispositivi medici (mascherine, guanti, strumentazioni) che beneficeranno di 50 milioni di finanziamenti supervisionati da Invitalia, l’agenzia degli investimenti in Italia.

Sul fronte della prefettura e protezione civile il decreto autorizza le autorità a requisire presidi sanitari e medico-chirurgici, beni mobili e immobili di ogni tipologia – ivi inclusi gli alberghi – per ospitare i cittadini in quarantena o isolamento. Inoltre, è previsto lo stanziamento  di risorse per l’arruolamento di un anno di 120 medici e 200 infermieri dell’Esercito Italiano, così come l’autorizzazione allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze per la produzione di disinfettanti e prodotti battericidi (con un limite di spesa dii 704 000 €).

decreto Cura Italia anti corona virus

Cura Italia: misure per il lavoro

Dopo il comparto sanitario, il lavoro è l’ambito maggiormente sottoposto allo stress e shock da impatto del coronavirus. Le misure per sostenere le attività produttive e tutelare i lavoratori sono in gran parte l’estensione degli ammortizzatori sociali straordinari per tuto il Paese e in misura retroattiva a partire dal 23 febbraio – data della comparsa “ufficiale” del virus in Italia. Le aziende non potranno licenziare i dipendenti per 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, anche in caso di riduzione dei fatturati; allo stesso modo sono sospese le procedure di licenziamento avviate dopo il 23 febbraio.

Le persone in quarantena o sottoposte a isolamento vigilato possono considerare il periodo equiparato alla malattia. Lo stanziamento è pari a 10 miliardi di euro per sostenere gli stipendi dei lavoratori costretti a rimanere a casa (una stima di 5 milioni) e per aiutare le famiglie con figli minori o con persone non autosufficienti a carico o da accudire a seguito della chiusura di centri di assistenza e scuole.

La cassa integrazione beneficerà di ulteriori 5 miliardi di finanziamenti e diventa universale, vale a dire concedibile a tutti i lavoratori e per la durata di 9 mesi. I datori di lavoro, dunque, che sospendono l’attività per comprovate ragioni riconducibili al COVID 19 possono presentare domanda di CIG ordinaria di integrazione salariale. Anche le aziende che già attuano la cassa integrazione straordinaria possono accedere al trattamento ordinario e il Fondo di integrazione salariale è rafforzato con un’iniezione di 1,3 miliardi, mentre la cassa integrazione in deroga viene potenziata con una dotazione di 3,3 miliardi da estendere a tutti i settori del privato (agricoltura, pesca e terzo settore – sono esclusi i lavoratori domestici).

I lavoratori nella pubblica amministrazione sono incentivati a lavorare a distanza utilizzando il piano ferie e i permessi e pe coloro che non possono assentarsi da lavoro è richiesto solo la disponibilità allo svolgimento dei servizi essenziali e preferibilmente tramite procedure telematiche online o telefoniche per chi è a contatto con l’utenza. I lavoratori con buste paga fino a 40.000 € e che continuano a lavorare, avranno un incremento di 100 € in busta paga senza che questo aumento contribuisca alla formazione del reddito.

Sul fronte del welfare, i genitori lavoratori e con figli fino a 12 anni o figli disabili senza limiti di età usufruiranno di un congedo parentale di 15 giorni estendibile anche ai lavoratori autonomi purché iscritti alla gestione separata INPS. Riconosciuta anche l’indennità al 50% della retribuzione: la dotazione è di 1,2 miliardi. Infine, previsti il bonus baby sitter di 600 €  (1000 € per medici e tutto il personale sanitario) con godimento di 12 giorni di permesso retribuito (legge 104) nei mesi di marzo e aprile per uno stanziamento ulteriore di 550 milioni.

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