Impugnare le cartelle di Equitalia è, in questo periodo, argomento scottante e di grande interesse per tutti. Quanti di noi hanno ricevuto cartelle Equitalia? La protesta nei confronti del “grande esattore” monta sempre più, sfociando in alcuni casi in pericolose derive. Ma è possibile difendersi dallo stillicidio Equitalia con metodi democratici e legali.

Capita sovente di finire nell’ingranaggio esattoriale ingiustamente ed è quindi utile sapere come muoversi in questi casi.

Impugnare cartelle di Equitalia è possibile in via giudiziale, con formale impugnazione della cartella, ed in via stragiudiziale, ovvero contattando direttamente l’ente creditore.

Impugnare cartelle Equitalia in via stragiudiziale

Impugnare cartelle Equitalia in via stragiudiziale, in realtà non è una vera impugnazione, ma una contestazione informale; è possibile in quei casi di errore macroscopico ed evidente risultante dalla cartella: per esempio scambio di persona o errore evidente di calcolo o qualora vengano ad esigere tributi che abbiamo già pagato. In questo caso, prima di attivare la macchina della giustizia, è possibile contattare direttamente l’ente creditore per far presente l’errore.

I vantaggi di questo tentativo sono evidenti, in quanto se andrà a buon fine, ci eviterà la trafila giudiziale con tutti i costi che essa comporta, sia in termini di tempo che in termini economici. E’ quindi sempre consigliabile in presenza di errori palesi, attivare un canale diretto con l’ente creditore e, nel caso si riveli infruttuoso, procedere formalmente ad impugnare la cartella Equitalia.

Impugnare cartelle Equitalia in via giudiziale

Generalmente è possibile impugnare cartelle Equitalia in presenza di vizi formali propri o di notifica. Le tempistiche per impugnare cartelle Equitalia variano al variare del contenuto della cartella stessa: per le imposte sui redditi, tasse automobilistiche ed imposte di registro, il termine per impugnare le cartelle Equitalia è di 60 giorni a decorrere dal momento della notifica della cartella stessa e l’impugnazione è da presentare al giudice tributario presente nella commissione provinciale tributaria. .

Nei casi di sanzioni amministrative il termine scende a 30 giorni e l’impugnazione è da presentare al giudice ordinario. Infine nei casi di cartelle riguardanti questioni previdenziali il termine è di 40 giorni e ci si deve rivolgere al giudice del lavoro.

La giurisprudenza degli ultimi anni, ha fissato il principio secondo il quale se la cartella Equitalia non è preceduta dalla notifica del verbale di quanto è dovuto, nell’impugnare le cartelle Equitalia, possiamo contestualmente contestare il contenuto stesso di quanto ci viene richiesto.

Premesso che Equitalia svolge un ruolo difficile, soprattutto in questo momento di forte crisi economica, è possibile difendersi nelle sedi opportune ed impugnare cartelle Equitalia palesemente ingiuste, e non sono pochi i casi.

Il leviathano della burocrazia e della riscossione tributaria, non ha occhi per discernere dove è più opportuno colpire e dove sarebbe meglio evitare l’accanimento. Purtroppo nel calderone finiscono tanto i grandi evasori, cui nulla costerebbe il pagamento di quanto dovuto, quanto l’operaio cassintegrato, per il quale, oggi, pagare il canone Rai equivale a fare dei pasti in meno.

Alberto Nappi

 





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