Il preventivo legale ti sembra troppo alto? E’ possibile contestare la parcella dell’avvocato anche se era stato accettato il preventivo per la consulenza prima?

Il preventivo dell’avvocato è un documento utile per la stima dei costi della consulenza legale. Ed è anche obbligatorio dal 2017, in seguito alla legge sulla concorrenza. In linea di massima quindi il cliente ha modo di sapere prima quanto costerà l’assistenza del legale. Il preventivo dell’avvocato però ha valore di stima e quindi l’importo potrebbe oscillare rispetto a quanto comunicato all’inizio, a seguito di variabili e costi non previsti.

Come si legge il preventivo dell’avvocato e quali spese legali comprende

Ti sembra assurdo pagare così tanto per una “firma” dell’avvocato? Facciamo prima di tutto chiarezza: a volte per evitare rabbia e frustrazione basta saper leggere il preventivo legale. E può essere proprio il tuo avvocato di fiducia a spiegarti come fare. Di istinto infatti, di fronte al preventivo dello studio legale, l’occhio va subito al rigo finale in cui è specificato l’importo dovuto. Questa procedura però può essere fuorviante perché non tiene conto delle voci che compongono il costo finale. Oltre all’onorario dell’avvocato ci sono costi fissi e imposte che il professionista può trovarsi anche ad anticipare per l’assistito (e che ovviamente dovranno essere rimborsati indipendentemente dal risultato delle causa).

Come contestare la parcella dell’avvocato se il preventivo è troppo alto

Nella pratica potrebbe pur sempre capitare di trovarsi spiazzati di fronte ad una parcella dell’avvocato che, con o senza preventivo, appare troppo esosa. Se, anche dopo aver chiesto spiegazioni, non siete convinti, sappiate che è possibile aprire una contestazione al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati territorialmente competente.

Se manca il preventivo dell’avvocato, sarà il Consiglio dell’Ordine a stabilire il giusto importo, applicando le tabelle forensi nazionali. La mancanza di un preventivo scritto infatti non sta a significare che l’avvocato sia libero di chiedere qualsiasi cifra al cliente.

La contestazione della parcella richiede la forma scritta e va depositata personalmente o a mezzo raccomandata a/r.

Il Consiglio dell’Ordine sarà chiamato a valutare che il preventivo dell’avvocato sia congruo in riferimento alla complessità della causa e alle tabelle nazionali. Se la contestazione viene rigettata sarà sempre possibile fare appello adendo al Consiglio Nazionale Forense, seguendo le medesime modalità sopra esposte. Ricordiamo che chiedere un onorario troppo alto costituisce un illecito deontologico quindi, oltre alla riduzione del compenso, possono essere applicate misure disciplinari nei confronti del professionista. Diverso il caso di revoca del mandato, che non esonera il cliente dal pagamento del corrispettivo per l’attività svolta fino a quel momento.

Visti i tempi, l’iter e le conseguenze, probabilmente la prima strada preferibile è sempre la risoluzione per via bonaria, cercando un compromesso tra le parti.

A volte, a danno fatto, contestare la parcella può essere l’unica strada per non pagare una cifra giusta. Eppure soprattutto oggi che internet ha reso accessibili informazioni anche in ambiti così di nicchia come quello legale, appare un rischio evitabilissimo quello di incorrere in simili situazioni. La legge dà il diritto di ottenere il preventivo scritto, internet offre lo strumento per ottenerlo gratuitamente.