Equitalia S.p.A. è una società italiana a totale controllo pubblico, incaricata della riscossione dei tributi su tutto il territorio, ad eccezione della Sicilia. È partecipata al 51% dall'Agenzia delle Entrate, ed al 49% dall'INPS.

Il Gruppo Equitalia esercita la riscossione dei tributi sull'intero territorio nazionale, esclusa la Sicilia.

In particolare, Equitalia esercita sia la riscossione non da ruolo, che riguarda i versamenti diretti, per esempio, la riscossione dei versamenti unitari con compensazione mediante Mod. F24, la riscossione dei tributi e delle altre entrate versate con Mod. F23, la riscossione dell’ICI, sia la riscossione a mezzo ruolo, che è effettuata sulla base della notifica di una cartella di pagamento o altro avviso (accertamento esecutivo per i tributi erariali cosiddetto AVE o avviso di addebito per la riscossione dei contributi previdenziali INPS cosiddetti AVA).

Il Gruppo Equitalia si compone delle società Equitalia S.p.A. (capogruppo), Equitalia Giustizia, Equitalia Nord, Equitalia Centro, Equitalia Sud, presenti su tutto il territorio nazionale (Sicilia esclusa, la cui società si chiama Riscossioni Sicilia S.p.A.) (fino al 1º settembre 2012 denominata SERIT Sicilia S.p.A.).

Equitalia S.p.A. esercita funzioni prevalentemente strategiche, di indirizzo e controllo dell’attività degli agenti della riscossione, mentre gli agenti si occupano degli aspetti operativi, gestendo gli sportelli e i rapporti con i contribuenti e con gli enti, supporta gli agenti della riscossione sia come fornitore di soluzioni tecnologiche sia come interfaccia con gli enti.

Equitalia Giustizia si occupa della riscossione delle spese di giustizia e delle pene pecuniarie conseguenti ai provvedimenti giudiziari passati in giudicato o diventati definitivi dal 1º gennaio 2008, nonché della gestione provvisoria di libretti di risparmio e di titoli di credito sequestrati (in attesa della eventuale confisca definitiva con la eventuale sentenza di condanna definitiva), mentre le somme liquide sequestrate sono acquisite, con riserva di restituzione in caso di dissequestro od assoluzione definitiva.

E’ Equitalia, infine, che gestisce il Fondo unico di giustizia.

Il contribuente che ritiene di non dover elargire alcuna somma ad Equitalia, o che la richiesta contenuta nella cartella esattoriale non sia dovuta, può procedere effettuando il ricorso delle cartelle esattoriali.Tale ricorso va presentato all’autorità giudiziaria competente ed entro i termini indicati sul provvedimento di riscossione, pari a 60 giorni dalla notifica dell’atto, nel caso di accertamento esecutivo.

Nel caso di avviso di addebito invece, il termine per contestare l’importo varia, tuttavia non eccede i 90 giorni dalla data di notifica dell’avviso. Se la commissione tributaria accoglie il ricorso in tutto o in parte, dispone l'annullamento dell'atto e il provvedimento di sgravio che deve essere emesso dall’ente creditore, ovvero l’ente che ha richiesto all’Agente della riscossione di notificare la cartella di pagamento.

La procedura di sgravio nel ricorso cartelle Equitalia

Per mezzo della procedura di sgravio, l’ufficio dell’ente creditore invia all’agente della riscossione un provvedimento di annullamento, in tutto o in parte, dell’ordine di incasso contenuto nella cartella esattoriale perché non sono più dovute le somme richieste.

Possono verificarsi i casi di sgravio della cartella esattoriale in caso di autotutela; sgravio della cartella esattoriale a seguito di decisione della Commissione Tributaria; sgravio della cartella esattoriale a seguito di sentenza favorevole del Giudice di Pace.

Il mancato ricorso alle cartelle esattoriali e i relativi provvedimenti

Nei casi in cui il contribuente, a seguito della notifica della cartella e degli altri avvisi, non paga e non effettua il ricorso cartelle esattoriali (dunque non interviene un provvedimento di sospensione o annullamento da parte dell’ente creditore), l’Agente di riscossione dovrà procedere con la riscossione a mezzo ruolo coattiva.

Si tratta di un’azione di recupero forzoso di un credito, che può esplicarsi mediante l’iscrizione di un’ipoteca sui beni immobili del debitore o l’iscrizione di un fermo amministrativo dei suoi beni mobili. L’Agente della riscossione può altresì pignorare beni mobili di proprietà, disponibili presso l'abitazione o nei locali dove il debitore svolge l'attività professionale.

Il pignoramento da parte di Equitalia

Nel caso di mancato pagamento, i beni mobili sono messi all’asta. Nell’eventualità dell’ipoteca su beni immobili e del mancato pagamento del contribuente, l'Agente della riscossione dovrà procedere al pignoramento immobiliare, l'atto esecutivo con cui ha inizio la procedura di vendita all'asta dell'immobile.

Non si procede all'espropriazione immobiliare se l'importo complessivo del credito è inferiore a 20 mila euro.