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Negli ultimi anni la legge sul Daspo è una misura restrittiva che balza sovente agli onori della cronaca, sia per quanto riguarda le manifestazioni sportive che, negli ultimi giorni, per quanto concerne il diritto di manifestazione tout court. Con il termine si intende il Divieto di accedere alle manifestazioni sportive.

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Con la legge 13, legge sul Daspodivenne operativa dal dicembre del 1989, proprio con l'obiettivo di scoraggiare il crescente fenomeno della violenza negli stadi di calcio italiani.

Caratteristiche della legge sul Daspo

Chi è soggetto a questo ordine restrittivo riceve quindi una notifica da parte degli organi di Polizia: nel caso di obbligo di comparizione in questura, tale notifica è comunicata anche al Tribunale competente della procura della repubblica, nel limite delle 48 ore dalla sua notifica.

A questo punto, il soggetto che subisce la legge sul Daspochiede la convalida al G.i.p. presso il Tribunale di cui sopra, che dovrà completare il processo di notifica entro le successive 48 ore, pena la perdita di efficacia.

Nel caso il soggetto presenti documenti che certificano particolari esigenze che lo impossibilitano a presentarsi all'obbligo di firma in Questura, l'interessato può evitare tale passaggio, ma dovrà comunque comunicare per iscritto un luogo ove sia reperibile durante la manifestazione sportiva cui era inibito.

Questo perchè la legge sul Daspo viene presa a scopo preventivo, e dunque può essere ratificata anche a monte del giudizio penale, salvo poi annullarla in caso di assoluzione nella fase di processo.

Nel 2014 il Ministro dell’Interno Alfano ha potenziato la legge sul Daspo con il decreto legge 119/14. In base alla nuova normativa, è stata allungata la pena massima, passata da cinque ad otto anni, con l’aggiunta del Daspo di gruppo, volto a punire un gruppo collettivo di violenza. Inoltre, il tifoso non sarà più perseguito per i soli reati da stadio ma anche per tutti quei comportamenti violenti, sia in forma generica che contro le forze dell’ordine.

Inoltre, a chi è recidivo potrà essere aggiunta, come provvedimento, la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Il Ministro dell’Interno potrà tenere fuori dagli impianti sportivi le tifoserie violente, vietando loro anche la possibilità di recarsi in trasferta. I provvedimenti sono stati presi per dare una sterzata al fenomeno del tifo in Italia e sono nati dopo la morte di Ciro Esposito, tifoso del Napoli morto dopo gli incidenti della finale di Coppa Italia del 3 maggio contro la Fiorentina. Gli scontri erano accaduti a Viale Tor di Quinto con il fan partenopeo che era stato colpito da un colpo di pistola che gli ha tolto la vita dopo quasi due mesi di sofferenza in ospedale.

Il fenomeno del tifo in Italia

legge sul Daspo

Ma perchè in Italia si fa tanto fatica a debellare il tifo violento? Sono veramente efficaci i provvedimenti presi con la legge sul Daspo sull’onda della protesta a seguito di morti, come avvenuto nel caso dell’Ispettore Raciti di Catania e del tifoso azzurro Esposito? Purtroppo, a cadenza temporale, avvengono sempre degli incidenti che con la parte sana del tifo non c’entra nulla ma che sfrutta il terreno dello stadio per fare scontri e violenze. In Italia lo stadio è considerato una terra franca, dove poter permettersi di tutto perchè delle leggi severe non esistono. O se esistono, non sono applicate nella buona maniera. Sarà retorica dirlo, ma all’estero, soprattutto in Inghilterra il fenomeno dei terribili hooligan è stato sconfitto proprio grazie a un pacchetto di norme che obbliga il tifoso a comportarsi da civile allo stadio. Se si sbaglia, si viene puniti con un processo per direttissima che porta i tifosi più violenti in galera. Perchè lo stadio deve essere uno spazio per famiglie e per persone sane, che vogliono godersi un sano divertimento. Le troppe tensioni presenti in Italia, derivate anche dalla pressione di certi addetti ai lavori, portano solo a risultati opposti e controproducenti.

Ambiti di applicazione del DASPO: Differenze tra Daspo penale e Daspo Preventivo

Il DASPO – che come già specificato è l’acronimo di “Divieto di Accedere alle Manifestazioni Sportive” – si configura come un provvedimento di diffida penale, un divieto ad avvicinarsi ai luoghi di manifestazioni sportive per soggetti identificati come particolarmente pericolosi e disturbatori.

Ma oltre al DASPO penale esiste anche il Daspo Preventivo che prescinde dal compimento di un reato e i cui campi di applicazione sono individuati nell’articolo 6 comma 1 della Legge 401/1989 ed è disposto dal questore, ma sempre relativamente a manifestazioni sportive.

Invece, si usa in modo improprio il termine “daspo urbano” per tutte le altre forme di diffida e di divieto di accesso a luoghi pubblici indipendentemente dalle manifestazioni sportive. In questo caso, in realtà, per far sì che il “Daspo” abbia valore e non sia nullo deve esplicitamente riportare nel suo atto, ovvero, contenere la specifica indicazione per il tipo di manifestazione e luogo per cui il destinatario della diffida penale venga allontanato, oltre a indicare il termine e la durata del divieto specifico. Per tutte le diffide fuori dalle manifestazioni sportive si parla di DA – Divieto di Accesso - e a seguire la specifica della manifestazione.

Il DA sportivo o di altra applicazione è una misura atipica, in particolare il DA preventivo è una forma di prevenzione adottata dai questori per i soggetti già denunciati o segnalati per episodi di violenza e che si presume possano disturbare lo svolgimento sereno della manifestazione sportiva o di altro genere. Il DASPO penale si applica, in particolare, a quei soggetti la cui responsabilità o atto di violenza è stato accertato.

FAQ

In quali circostanze viene emanato il DASPO?

Il DASPO è un divieto alla partecipazione di un soggetto ad una manifestazione sportiva per accertati atti di violenza compiuti in contesti simili. Il DASPO è un divieto esclusivamente previsto per impedire l’accesso ai soggetti pericolosi ai luoghi delle manifestazioni sportive – prevalentemente calcistiche. È un provvedimento amministrativo che si tramuta in diffida.

Chi applica il DASPO?

Il DASPO è applicato dal giudice in caso di riscontro di una violazione del già emesso DASPO del questore in seguito ad accertamento penale di responsabilità del soggetto che viola le disposizioni emesse contro di lui.

Cosa succede se si viola il DASPO?

Se il soggetto sanzionato con un provvedimento di diffida tipo DASPO viola lo stesso e cerca di accedere ugualmente ai luoghi a lui interdetti, subentra un reato penale che viene punito con l’arresto fino a un anno e una sanzione fino a 1032 € come sancito dall’art. 12-bis della legge 401/1989.

Quanti anni dura un DASPO?

La diffida a partecipare a manifestazioni sportive dura 5 anni e viene emesso dal questore. 5 anni è la durata massima, nell’atto deve essere, comunque, specificato il periodo di applicazione. Tendenzialmente, si applica la durata massima, sia per le diffide per eventi sportivi che per altre manifestazioni urbane.

Autore: Avvocato Giacomo Locopo

Immagine di Giacomo Locopo

Nato a Catania il 25 febbraio 1970, l'avvocato ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l'illustre Università degli Studi La Sapienza di Roma. Attualmente, è iscritto all'Albo dell'Ordine degli Avvocati nella città di Palmi, dove esercita la professione legale con competenza e dedizione.