Il Parlamento italiano è definito come l'Organo costituzionale per eccellenza per quanto riguarda la nostra Repubblica. E' il titolare della funzione legislativa, ovvero si occupa di legiferare secondo le regole della costituzione.

Struttura

La struttura del Parlamento italiano è considerata come struttura bicamerale perfetta, ovvero è costituita da due camere avente le medesime funzioni: la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica italiana.

Le camere del Parlamento

La prima parte del Parlamento italiano è la Camera dei deputati, formata da 630 deputati, mentre la seconda è il Senato, formata da 315 Senatori, a cui vanno sommati i senatori di diritto (gli ex presidenti della Repubblica) ed i Senatori a vita.

A capo dei due rami del Parlamento siedono il presidente della Camera e quello del Senato, votati da deputati e Senatori rispettivamente.

Senatori a vita sono coloro che, secondo quanto scritto nell'art. 59 della Costituzione italiana, hanno dato lustro alla Patria per meriti particolari conseguiti in ambiti sociali, artistici e letterari. I Senatori a Vita vengono nominati dal presidente della Repubblica in carica.

Privilegi della Camera

Le camera del Parlamento italiana, godono dei seguenti privilegi:

  • Autonomia regolamentare, ovvero si amministra e si autoregola secondo volontà propria e del presidente della Camera.
  • Autonomia finanziaria.
  • Autonomia amministrativa.
  • Immunità della sede.

Giustizia domestica: ovvero le controversie relative allo stato giuridico ed economico dei dipendenti sono riservate agli organi interni al parlamento.

La Camera dei Deputati

La Camera dei Deputati con i suoi 630 deputati è uno degli organi più importanti del nostro Governo. Essa è rappresentata dal Presidente che con imparzialità ed equilibrio deve assicurarsi che i deputati rispettino il Regolamento mentre svolgono il loro mandato.

Il Presidente ha molti compiti: dirigere e moderare la discussione; dare la parola ai deputati; mantenere l'ordine; porre le questioni.

Il Presidente viene eletto dall’Assemblea nella prima seduta di legislatura, per la sua elezione è richiesta la maggioranza dei due terzi dei componenti nella prima votazione e dopo il terzo scrutinio, la maggioranza assoluta dei voti.

Il Presidente presiede l’Assemblea e può convocare ogni volta che ritiene lo opportuno tutti gli altri organi: l’Ufficio di Presidenza, la Conferenza dei Presidenti di Gruppo e la Giunta per il Regolamento.

Il Senato della Repubblica

Il Senato come già detto è composto da 315 senatori più quelli a cui spetta questo titolo di diritto. È una delle strutture più complesse composta da diversi organi: il Presidente, il Consiglio di Presidenza, l'Assemblea, le Commissioni, le Giunte ecc, alcuni di essi sono espressamente previsti dalla Costituzione, altri sono frutto di regolamenti interni. Il Senato viene rappresentato dal Presidente il quale garantisce un buon andamento dell’amministrazione interna e che i lavori parlamentari vengano effettuati con regolarità.

Il primo ad essere eletto da parte dell’Assemblea è il Presidente, subito dopo il Consiglio di Presidenza.

L’Assemblea costituisce la parte più importante del Senato in quanto si assumono decisioni, si approvano le proposte di legge e si svolgono i dibattiti.

Le Commissioni hanno l’importante compito di esaminare i disegni di legge che rientrano nella loro competenza per poi riferire all'Assemblea.

Oltre le 14 Commissioni che sono presenti al suo interno, il può decidere di crearne altre come: Commissioni d'inchiesta, Commissioni bicamerali e speciali.

Inoltre nel Senato operano: la Giunta per il Regolamento, la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, nonché la Commissione per la biblioteca e per l'archivio storico.

Proposta di riduzione del numero dei parlamentari

In sede parlamentare è stata approvata una proposta di legge che prevede il taglio dei rappresentanti delle Camere dagli attuali 630 a 400 deputati e da 315 a 200 senatori. Il numero dei senatori a vita è stato confermato con il limite di 5 nomine che ciascun presidente può esprimere. La proposta prevede anche la riduzione dei rappresentanti eletti all’estero, per cui i deputati si riducono da 12 a 8 e i senatori passano da 6 a 4. Trattandosi di una proposta di Legge costituzionale deve essere sottoposta a Referendum confermativo. L’istituto del Referendum confermativo per le leggi costituzionali è disciplinato dall’art. 138 della Costituzione. La consultazione popolare può essere svolta solo se la riforma – votata in Parlamento – ottiene l’approvazione di Camera e Senato per i due terzi dei componenti l’Assemblea.

La procedura referendaria – come normata dalla Costituzione – prevede tre modalità:

  • Il referendum può essere richiesto da 5.000 cittadini elettori;
  • Può essere richiesto da 5 consigli regionali; o infine;
  • Da un quinto dei membri di una delle due Camere (per i numeri vigenti, quindi, 126 deputati o da 64 senatori).

Nel caso della Legge sul taglio ai parlamentari, il referendum è stato richiesto e approvato da 71 senatori. L’Ufficio centrale della Cassazione ha sancito la legittimità della richiesta sottoscritta dai senatori e la conformità del quesito all’articolo 138 della Costituzione. La modalità referendaria scelta è la consultazione confermativa che a differenza del referendum abrogativo non richiede l’obbligo di raggiungimento di un quorum – ovvero non è obbligatorio che si rechi alle urne la metà più uno degli aventi diritto. In ogni caso, indipendentemente dal numero degli elettori che si recano al voto, la legge non viene promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. In sostanza, è sufficiente che i voti favorevoli superino gli sfavorevoli. In caso di approvazione, il Presidente della Repubblica promulga la Legge, altrimenti è come se il testo non fosse mai stato approvato. Qualunque sia l’esito viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Come si sceglie la data del referendum

La convocazione alle urne è di competenza del Presidente della Repubblica il quale emana la data con un proprio decreto su delibera del Consiglio dei Ministri che viene appositamente convocato entro 60 giorni dall’approvazione del quesito referendario, ossia dalla deposizione dell’ordinanza della Cassazione. Entro due mesi, il Consiglio dei Ministri decide in quale data convocare i cittadini alle urne. La data deve essere compresa in un periodo che va dal 50° al 70° giorno successivo lo svolgimento del Consiglio dei Ministri. Per quanto riguarda il referendum confermativo sulla riduzione dei parlamentari, la data è compresa tra gli ultimi giorni di marzo e la prima domenica di giugno 2020. Inizialmente fissata al 29 marzo, a causa dell’emergenza sanitaria generata dalla diffusione del COVID19, la data della consultazione è stata rimandata a data da destinare.

Nella storia della Repubblica italiana, si sono svolti tre referendum costituzionali confermativi. Gli esiti nelle precedenti consultazioni hanno visto respingere da parte degli elettori due volte la legge approvata in Parlamento e solo una volta è stata, appunto, confermata dalla volontà popolare, nello specifico:

  • Il 7 ottobre 2001 è stata approvata la riforma del Titolo V della Carta Costituzionale (64,2% dei voti favorevoli con un’affluenza del 34% degli aventi diritto);
  • 25 e 26 giugno 2006 è stata bocciata la cosiddetta riforma della devolution (con il 61% dei voti contrari e un’affluenza del 52% degli elettori);

4 dicembre 2016 è stato bocciato il pacchetto di riforme noto con il nome Renzi-Boschi che includeva il superamento del bicameralismo perfetto (con il 59,1% dei voti contrari sul 69% dei votanti).


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