La perquisizione personale rappresenta un mezzo di ricerca della prova, disciplinato agli art. 247 e seguenti del codice di procedura penale. È un’attività che cerca di individuare il corpo del reato o prove pertinenti al reato. Spesso se ne sente parlare in televisione oppure si vede effettuata in qualche film poliziesco, tuttavia la perquisizione è un'azione particolare svolta dai rappresentanti delle forze dell'ordine (dietro mandato delle autorità giudiziarie naturalmente) e che coinvolge la sfera personale di un soggetto. Infatti, ad essere coinvolte risultano la propria libertà personale appunto ed anche, in altri casi, la propria abitazione e quindi un domicilio privato. Ma in cosa consiste questo atto ed in quali casi risulta essere necessaria? Cerchiamo di scoprirlo.

La perquisizione personale rappresenta un mezzo di ricerca della prova, disciplinato agli art. 247 e seguenti del codice di procedura penale. È un’attività che cerca di individuare il corpo del reato o prove pertinenti al reato. Quest’attività tende a limitare alcune libertà costituzionali come quelle legate alla persona e al domicilio; per questa ragione la legge prevede delle garanzie sostanziali per limitare il meno possibile queste libertà. 

  • L'art. 247 di cui sopra prevede che la perquisizione personale può essere disposta dall'autorità giudiziaria nel momento in cui ricorra il motivo che qualcuno occulti sulla persona il corpo del reato al reato, ovvero quando ricorre il fondato motivo che queste cose si trovino in un luogo determinato. L'atto che dispone la perquisizione è un decreto motivato come specificato dall'articolo 125 del codice di procedura penale.
  • L'art.248 prevede invece la possibilità per l'autorità di chiedere la res petita al fine di evitare la perquisizione: in caso di rifiuto si deve procedere oltre. Risoluzione è spesso il sequestro probatorio del corpo del reato e delle cose ad esso pertinenti.
  • L'art. 352 prevede d’altro canto che la perquisizione personale venga fatta in caso di flagranza del reato o nel caso di evasione ad opera degli ufficiali di polizia giudiziaria. In caso di urgenza, quando il ritardo potrebbe pregiudicarne l'esito, può essere praticata la perquisizione domiciliare.

ispezione arbitraria

La perquisizione arbitraria rappresenta il delitto previsto dall'art. 609 del Codice Penale (Il pubblico ufficiale, che, abusando dei poteri inerenti alle sue funzioni, esegue una perquisizione o un'ispezione personale, è punito con la reclusione fino ad un anno). 

  • Perquisizione personale arbitraria: azione che consiste nel sottoporre una persona a investigazione sul corpo onde accertare se vi si nascondano oggetti ed impossessarsene.
  • Ispezione personale arbitraria: azione condotta su una persona per verificarne alcune caratteristiche. 

Il reato viene inserito nei delitti che offendono la libertà morale della persona, in quanto costringono un dato soggetto a subire determinare azioni nella sua sfera personale. È un reato proprio, in quanto può essere commesso solo da chi rivesta la qualifica di pubblico ufficiale.

Pensiamo ad esempio al caso di un rappresentante delle forze dell'ordine che, senza alcuna giustificazione ed in maniera del tutto arbitraria ed illegale, perquisisce un soggetto del sesso opposto. Quest'ultimo sentirà la propria persona violata dall'atto del primo e quindi potrà ricorrere anche, se lo riterrà opportuno, alle vie legali per difendere il proprio diritto alla libertà personale e quindi vedere almeno punita la violazione che tale libertà costituzionale ha subito.

Come abbiamo visto, la perquisizione personale può essere effettuata nei confronti di una o più persone, tuttavia essa può avere come oggetto anche un luogo fisico, quindi un domicilio personale (la propria casa ad esempio) o anche altri generi di locali (si pensi ad un garage oppure un luogo di lavoro come un bar o un ufficio). Anche in questo caso, la perquisizione deve avvenire a seguito di provvedimento giudiziario specifico e deve essere svolta rispettando alcune regole o diritti prestabiliti, per l'imputato o coloro che comunque si trovino all'interno del locale perquisito. 

Controllo dei locali

Nell’articolo 250 del codice di procedura penale, specifica come deve essere effettuata la perquisizione dei locali. Esso presuppone che nel momento in cui si debba iniziare la perquisizione personale, una copia del decreto di perquisizione locale, venga consegnata all’imputato, qualora egli sia presente, oppure a chi ha la disponibilità del luogo.

In tal caso, chi è presente deve essere munito di un avviso che dia la facoltà di farsi rappresentare o assistere da una persona di fiducia. Questa persona, inoltre deve essere reperibile e idonea in base a ciò che è scritto nell’articolo 120. In caso mancassero le persone sopracitate, la copia del decreto risulta consegnata e l’avviso è rivolto ad un congiunto, un coabitante oppure ad un collaboratore come per esempio il portiere o chi ne fa le veci.

Inoltre, nel procedere al controllo del locale, può essere stabilito dall’autorità giudiziaria, con un decreto motivato, che vengano perquisite anche le persone che si trovano in quel momento nel locale, ed anche quelle che eventualmente siano sopraggiunte successivamente. Questo può essere deciso se si ritiene che queste persone possano essere coloro che occultano il corpo del reato o cose che comunque siano pertinenti al reato stesso.

Sempre specificando le motivazioni nel verbale, l’autorità giudiziaria, può ordinare che nessuno si debba allontanare dal locale fin quando le operazioni di perquisizione personale non si siano concluse; in caso questo accadesse, il trasgressore sarà trattenuto oppure ricondotto coattivamente sul posto.

ispezione nel domicilio e limiti temporali

immagine per La perquisizione personale rappresenta un mezzo di ricerca della prova, disciplinato agli art. 247 e seguenti del codice di procedura penale. È un’attività che cerca di individuare il corpo del reato o prove pertinenti al reato.

Secondo l’articolo 251 la perquisizione personale non può e non deve essere effettuata in diverse ore della giornata, infatti esse non può essere eseguita prima delle ore sette di mattina, e nemmeno dopo le ore venti. Anche in questo caso ci possono essere delle eccezioni, infatti l’autorità giudiziaria ha il potere, in casi urgenti, di disporre per iscritto che la perquisizione sia eseguita fuori dai limiti temporali suddetti.

Si pensi ad esempio, in quest'ultimo caso, all'urgenza di catturare un soggetto ritenuto pericoloso o comunque facente parte magari di un'organizzazione criminale e a rischio fuga. In tali situazioni particolari le autorità giudiziarie possono consentire quindi lo svolgimento di perquisizioni, senza rispettare perciò alcun limite temporale. La legittimità del rispetto degli orari pertanto viene meno di fronte alla necessità e all'urgenza di catturare un soggetto o raccogliere prove di reato all'interno di un locale.





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