Nell'ambito del codice civile, per quanto riguarda il diritto di famiglia, uno dei concetti fondamentali è la cosiddetta potestà genitoriale.

Un tempo la potestà genitoriale, che ora appartiene a entrambi i genitori, era esclusività del padre di famiglia, e per questo si parlava di patria potestà.

Attualmente invece, la potestà genitoriale consiste nel diritto e nel dovere di proteggere i figli minorenni e di educarli ed istruirli, nonché curare i loro interessi.

La potestà genitoriale prevede che sotto di essa siano posti tutti i figli minori, non emancipati, senza distinzione fra figli naturali, illegittimi, adottati, affidati.

Questo si basa sul principio per cui il giovane minore non è ancora in termini di legge dotato della capacità di agire. Per questo motivo si esercita la potestà genitoriale, ovvero i genitori agiscono per conto del figlio poiché sono i suoi rappresentanti in ambito legale.

Limiti

Va detto tuttavia che nonostante la patria potestà non sia più in vigore, la potestà genitoriale in determinati ambiti dell'ordinamento italiano ancora non è entrata in vigore completamente.

Potestà genitoriale e diritto italiano

In merito al codice civile italiano, il diritto di potestà genitoriale è previsto dall'articolo 316 del Codice Civile, e non è più esclusività del padre di famiglia, ma è affidata a tutti e due i genitori del minore.

Può presentarsi il caso che i genitori siano assenti per motivi di decesso oppure perchè la loro potestà genitoriale è decaduta. In questo caso, come previsto dall'articolo 330 del codice civile, la potestà genitoriale passa ad un tutore, nominato dagli organi di legge competenti, il quale avrà in carico la cura del minore e l'amministrazione dei suoi beni.

Un po’ di articoli

  • Il figlio ha diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti.
  • Il figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici, e anche di età inferiore ove capace di discernimento, ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano.
  • Il figlio deve rispettare i genitori

La potestà è esercitata di comune accordo da entrambi i genitori.
Se sussiste un incombente pericolo di un grave pregiudizio per il figlio, il padre può adottare i provvedimenti urgenti ed indifferibili. Se il contrasto permane il giudice attribuisce il potere di decisione a quello dei genitori che, nel singolo caso, ritiene il più idoneo a curare l'interesse del figlio.”

Art 318:” Il figlio non può abbandonare la casa dei genitori o del genitore che esercita su di lui la potestà né la dimora da essi assegnatagli. ”

Perdere la responsabilità genitoriale

La patria potestà, o meglio la responsabilità genitoriale, può essere persa da un genitore quando questi trascura o viola alcuni doveri inerenti ad essa oppure abusa degli stessi poteri con un grave pregiudizio per il figlio.

Nello specifico, il giudice può proclamare la decadenza dalle responsabilità genitoriali qualora il padre o la madre:

  • Trascurino o abbandonino i figli;
  • Non adempiano agli obblighi dell’istruzione, educazione e mantenimento dei figli;
  • Non tengano conto delle capacità, delle inclinazioni naturali o delle aspirazioni del figlio anche per quanto riguarda le scelte su istruzione, educazione e mantenimento;
  • Abusino dei poteri garantitigli dalla stessa potestà: ad esempio, nel caso di abusi dei mezzi di correzione (sanzione penale) dai quali derivi un pericolo non soltanto per l’integrità fisica ma pure per la psicologia e la personalità dei figli. Basti pensare alle umiliazioni continue, alle violenze verbali o a punizioni troppo severe;
  • Siano violenti o maltrattino i figli. Anche in questo caso, oltre ad essere un reato, questo può comportare proprio la decadenza dalla potestà genitoriale in quanto la condotta grave dei genitori fa venire meno i “poteri” sui figli.

Quando il motivo della decadenza è particolarmente grave, come in caso di abbandono, di trascuratezza, o di maltrattamenti, allora, il giudice può ordinare anche l’allontanamento di uno dei genitore dai figli.

La patria potestà non è un’assoluta libertà personale del padre o della madre, ma è il diritto-dovere di curare i figli e di tutelarne completamente lo sviluppo della personalità. Quindi, essa è funzionale all’interesse dei minori e, per questo motivo, sarà tolta nel momento in cui il genitore li danneggia invece che tutelarli.

La perdita della patria potestà non è di carattere sanzionatorio ma ha una finalità preventiva rivolta ad evitare che i comportamenti sbagliati del genitore ricadano sul figlio, causando danni patrimoniali ma soprattutto morali e psicologici.





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