Il reddito si può definire sinteticamente come l'entrata netta che un determinato soggetto realizza in un determinato periodo di tempo, ed espressa secondo l'unità di misura monetaria.

Una tipologia di redditi poco conosciuta è quella dei Redditi dominicali dei terreni; questa tipologia è disciplinata dagli Artt. 27 – 35 D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917.

In soldoni, i redditi dominicale sono quei redditi che provengono dai terreni che si trovano nel territorio statale e che quindi vanno per forza iscritti al catasto dei terreni, in quanto hanno attribuzione di rendita, connessa al reddito agrario.

La parte relativa al reddito dominicale consta dunque, per la precisione, della parte di reddito fondiario che in maniera diretta permette alla proprietà di essere remunerata.

Variazione reddito dominicale

Il reddito dominicale non rimane fisso, ma può aumentare quando la qualità di coltura che risulta dal catasto diventa di maggiore reddito: questo è stabilito dall'Art. 29, c. 1, D.P.R. 917/1986.

Naturalmente, vale anche il contrario, ovvero si ha una riduzione del reddito dominicale quando dimimnuisce la capacità produttiva del terreno causa forze maggiori, oppure la qualità di coltura che risulta al catasto è minore della precedetne, secondo l'Art. 29, c. 2, D.P.R. 917/1986.

Denuncia variazione reddito dominicale

In caso di variazione del reddito dominicale, è necessario effettuare una opportuna denuncia.

Per le variazioni in aumento, la denuncia va effettuata entro il 31 gennaio dell'anno successivo a quello in cui si è determinata la variazione e al conseguente aumento di reddito; gli effetti si riscontrano a partire da tale anno.

Le variazioni in diminuzione, invece, hanno effetto da subito, ovvero a partire dall'anno in cui il fatto si è verificato, anche se la denuncia è presentabile entro il 31 gennaio dell'anno seguente.

Rivalutazione dei redditi da terreni

Con l’entrata in vigore dell’art. 7 c.4 del D.l. 24 Giugno 2014, n. 91, convertito in legge n. 116 dell’11 agosto 2014, sono state stabilite nuove aliquote per la rivalutazione del reddito derivante dai terreni (dominicale e agrario) ai fini del calcolo delle imposte dirette e del calcolo IMU. Le aliquote stabilite variano in base ad alcuni requisiti:

  • al periodo di imposta;
  • a chi possiede o conduce il terreno: coltivatori diretti o Imprenditori Agricoli Professionali.

Le aliquote previste sono così stabilite per periodo di imposta:

  • 2013-2014, aliquota del 15%;
  • 2015, del 30%;
  • dal 2016, fissata al 7%.

Questi percentuali si riferiscono ai redditi dominicale e agrari, mentre per i terreni agricoli e non coltivati posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli IAP le aliquote sono fissate rispettivamente in 5% e 10%.
La rivalutazione viene fatta su quella base dell’80% per il reddito dominicale e del 70% per quello agrario. Per alcune condizioni questa regola non viene applicata, ma si considera solo la rivalutazione aggiornata. Queste condizioni sono: terreno concesso in affitto per usi agricoli, per un tempo maggiore di cinque anni.

Differenza tra redditi

Nel parlare di redditi derivanti dai terreni, è meglio chiarire quale sia la differenza tra il reddito dominicale e quello agrario. Il primo si riferisce al terreno coltivato, quindi una rendita che deriva dal fondo in sè; mentre il secondo è il reddito dell’agricoltore che coltiva il fondo, per conto proprio e per conto terzi, da cui ricava profitto.
Non rientrano in queste categorie quei terreni che fanno parte di giardini privati o parchi pubblici, e terreni ad uso commerciale.

Come si calcola?

Sono previsti due modi per calcolare il reddito dominicale, in base al tipo di coltivazione effettuata sul terreno:

  • se è quella che risulta dal catasto, il reddito può essere calcolato sulla base delle tariffe d’estimo stabilite dalla legge catastale per quella classe di terreno;
  • se la coltivazione è diversa da quella prevista dal catasto, si procederà calcolando il reddito su una tariffa d’estimo media prevista per quel tipo di coltura.

In pratica il reddito è il prodotto tra il reddito dominicale e il coefficiente di rivalutazione.





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