L'Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, abbreviata con l'acronimo IRPEF, è regolata dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi, il D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917. Si tratta di un'imposta italiana diretta, personale, progressiva, generale.

È stata istituita con la riforma del sistema tributario del 1974 e fornisce circa un terzo del gettito fiscale per lo Stato italiano. Col D.P.R. n. 917/1986 si è racchiusa la disciplina in un unico testo che ha sostituito i Decreti presidenziali nn. 597, 598 e 599 del 1973. Attraverso il calcolo dell'IRPEF è possibile risalire al valore che è necessario pagare per determinate imposte e il diritto di reddito esente con l'ausilio di un commercialista.

Il presupposto dell'imposta è il possesso di redditi, dettati non solo dal guadagno proveniente dal pagamento di di uno stipendio o mensilità , in denaro o in natura, rientranti in una delle seguenti categorie: redditi fondiari, redditi di capitale, redditi di lavoro dipendente, redditi di lavoro autonomo, redditi di impresa o azienda, redditi diversi. È un'imposta progressiva, ossia il prelievo cresce in modo più che proporzionale rispetto al reddito, ed è di carattere personale, essendo dovuta, per i soggetti residenti sul territorio dello Stato, per tutti i redditi posseduti, dettati non solo dal guadagno proveniente dal pagamento di di uno stipendio o mensilità, anche se prodotti all'estero. 

Vediamo adesso chi sono i soggetti con diritto al reddito esente IRPEF.

Soggetti passivi e reddito esente IRPEF

I soggetti passivi per il calcolo e la verifica del diritto al reddito esente IRPEF (art. 2, D.P.R. 917/1986) sono:

  • Le persone residenti sul territorio italiano (per tutti i cespiti posseduti ed i redditi prodotti in patria o all'estero).
  • Le persone non residenti sul territorio italiano (per i soli redditi prodotti nel territorio italiano, dettati non solo dal guadagno proveniente dal pagamento di di uno stipendio o mensilità).

I soggetti passivi impropri, ossia le società, aziende e imprese di persone e, con innovazione recente, le società di capitali i cui soci - ricorrendone le condizioni - hanno adottato la cosiddetta "tassazione per trasparenza", in tutto simile a quella delle società di persone. In questo caso è la società che deve consegnare la dichiarazione dei redditi, ma sono tenuti al pagamento dell'imposta i soci stessi e non la società, secondo la loro quota di partecipazione agli utili prodotti dalla società stessa, in base al calcoli effettuati dal commercialista.

A decorrere dal 1° gennaio 1999, si considerano residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dall'anagrafe dei residenti ed emigrati in Stati a regime fiscale privilegiato (c.d. paradisi fiscali) (Art. 10, L. 448/1998).

In particolare va provato, tramite commercialista, che il soggetto reddito esente IRPEF emigrato:

  • risieda fiscalmente nel paese nella cui anagrafica risulta iscritto e non in Italia (es. contratto o altri documenti di erogazione di acqua, luce, gas, ecc. pagati nel Paese straniero);
  • vi svolga effettivamente la propria attività (es. contratto di lavoro e documenti simili);
  • abbia trasferito nel Paese a regime fiscale privilegiato anche i propri interessi familiari e sociali oltre a quelli economici (es. iscrizione nelle liste elettorali).

Soggetti residenti

Reddito esente IRPEF

È considerato residente il soggetto iscritto all'anagrafe italiana per la maggior parte dell'anno. Per "maggior parte dell'anno" si intende un periodo di almeno 183 giorni in un anno, anche se non continuativo (184 per anni bisestili). È altresì considerato residente chi ha per la maggior parte dell'anno in Italia il domicilio o la residenza, anche se non iscritto all'anagrafe. Va precisato (C.M. 201/1996) che nel computo dei 183 giorni, per i lavoratori dipendenti, vanno considerate le frazioni di giorno, giorni di festivi e non lavorativi in cui è stata svolta l'attività lavorativa, giorno di arrivo e partenza e i giorni di malattia. Il reddito prodotto in Italia da parte di soggetti non residenti non comporta l'esclusione dall'assoggettamento ad imposta. Il trasferimento all'estero di un soggetto che però mantiene l'abitazione in Italia, e quindi l'assenza più o meno lunga

Base imponibile IRPEF

In questo articolo sul reddito esente IRPEF vogliamo spiegare che l'imposta si applica sul reddito complessivo dei soggetti passivi, formato, per i residenti da tutti i redditi posseduti al netto degli oneri deducibili (Art. 10, D.P.R. 917/1986), nonché delle deduzioni spettanti (Artt. 11 e 12, D.P.R. 917/1986), e per i non residenti soltanto da quelli prodotti nel territorio dello Stato (Art. 3, c. 1, D.P.R. 917/1986). Sono esclusi i redditi soggetti a tasse o imposte separate, tassativamente elencati dall'art. 17 (ex art. 16) del D.P.R. 917/1986, a meno che il contribuente non abbia optato per le tasse imposte ordinarie (Art. 3, c. 2, D.P.R. 917/1986).

Sono in ogni caso esclusi dalla base imponibile:

  • i redditi esenti dall'imposta e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva (Art. 3, c. 2, lettera a), D.P.R. 917/1986);
  • gli assegni periodici destinati al mantenimento dei figli (legge Art. 3, c. 2, lettera b), D.P.R. 917/1986);
  • gli assegni familiari, l'assegno per il nucleo familiare e gli emolumenti per carichi di famiglia erogati nei casi consentiti dalla legge (Art. 3, c. 2, lettera d), D.P.R. 917/1986);
  • la maggiorazione sociale dei trattamenti pensionistici prevista dall'articolo 1 della Legge. 29 dicembre 1988, n. 544 (Art. 3, c. 2, lettera d-bis), D.P.R. 917/1986).
  • Il reddito complessivo (Art. 8, D.P.R. 917/1986) deriva dalla somma dei singoli redditi che appartengono ad una delle seguenti categorie di professionisti (Art. 6, D.P.R. 917/1986):
  • Redditi di lavoro con contratto come professionista dipendente per un'azienda o impresa(Artt. 49 - 52, D.P.R. 917/1986);
  • Redditi di lavoro autonomo come professionista (Artt. 53 - 54, D.P.R. 917/1986);
  • Redditi fondiari (Artt. 25 - 43., D.P.R. 917/1986);
  • Redditi di capitale (Artt. 44 - 48, D.P.R. 917/1986);
  • Redditi di impresa/azienda (Artt. 55 - 66, D.P.R. 917/1986);
  • Redditi diversi (Artt. 67 - 71, D.P.R. 917/1986).

Esenzioni

L'IRPEF non è dovuta dai contribuenti il cui reddito complessivo è composto da:

  • redditi di pensione fino a 7.500 euro (se goduti per l'intero anno);
  • redditi di terreni per un importo non superiore a 185,92 euro;
  • rendita catastale dell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze.

Continuiamo il nostro aricolo sul reddito esente IRPEF scoprendo come si calcola l'Irpef netta.

Calcolo dell'IRPEF netta

contabilita7 3

Il calcolo dell'Irpef netta si ottirnr con la seguente formula:

Reddito complessivo - Oneri deducibili e rendita abitazione principale = Reddito imponibile

Reddito imponibile X aliquote = IRPEF lorda

IRPEF lorda - detrazioni IRPEF = IRPEF netta ==FINANZIARIA 2008

Nuove aliquote no tax area per lavoratori sotto gli 8000 €, per i pensionati sotto 7500 €, per i lavoratori autonomi sotto i 4800 €. 23% fino a 15000 € 27% da 15000 € a 28000 € 38% da 28000 € a 55000 € 41% da 55000 € a 75000 € 43% per importi superiori a 75000 €

Nel nostro articolo sul reddito esente IRPEF vogliamo parlarvi anche dell'abolizione delle imposte dirette.

Abolizione delle imposte dirette

Esiste una teoria economica sostenuta dal professor Giacinto Auriti la quale prevede l' abolizione delle imposte dirette progressive . Essa si basa sugli studi economici sviluppati dagli economisti Clifford Hugh Douglas e Silvio Gesell, ripresi e proposti dal poeta-economista Ezra Pound durante la Repubblica Sociale Italiana.

Esso si basa sulla constatazione che se lo stato crea valore nominale (moneta) ciò provoca sì inflazione teorica, ma eliminando il prelievo fiscale questo surplus si annulla in quanto il mancato peso fiscale sugli scambi compensa la ipotetica e artificiale maggiorazione dei prezzi fino ad arrivare ad una stasi monetaria perpetua (variabile solo a causa di fluttuazioni del PIL). Secondo essi ciò renderebbe più equa la distribuzione delle ricchezze in quanto non esisterebbe più il concetto stesso di evasione fiscale e i costi pubblici sarebbero automaticamente ripartiti sulla base dei consumi personali.

Ciò involontariamente realizzerebbe loslogan marxista "da ognuno secondo le sue capacità, ad ognuno secondo i suoi bisogni". Inoltre verrebbe meno la necessità dell' apparato burocratico statale finalizzato alla riscossione e gestione delle tasse e imposte e altri documenti. Tale misura fu accolta con entusiasmo durante la "R.S.I." nell' ambito del rivoluzionamento dell' economia assieme a corporativismo e socializzazione, approvando la sua applicazione il 23 maggio 1943, ma non potendo mai effettivamente applicarlo a causa delle vicende della seconda guerra mondiale.

Speriamo che il nostro articolo sul reddito esente IRPEF vi sia stato utile.


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