Il condono fiscale costituisce un provvedimento straordinario grazie al quale i contribuenti possono regolarizzare la propria posizione con il Fisco secondo alcune regole stabilite dal Parlamento.
Con il condono fiscale, dunque, i contribuenti che si ritrovano ad aver contratto debiti di natura tributaria possono, presentando domanda, sanare la propria situazione e quindi pagare l’importo dovuto secondo le disposizioni stabilite a livello legislativo.
Non mancano esempi di sanatoria Equitalia direttamente dal passato, nel 2016, ad esempio, è stato consentito ai contribuenti che hanno presentato domanda di ripagare l’importo del proprio debito senza sanzioni o interessi, oppure il periodo di pace fiscale che ha previsto due diverse misure: lo stralcio delle cartelle fino a 1.000 euro e il saldo e stralcio, ovvero la possibilità, per chi ha redditi bassi, di pagare solo parte del debito accumulato.
Naturalmente, com’è facile intuire, trattandosi di un provvedimento straordinario, non manca un nuovo condono fiscale cucito su misura per questa grave emergenza economica causata dal Covid-19.

Condono fiscale 2021 e stralcio cartelle: di cosa si tratta 

La sanatoria Equitalia ha l’obiettivo di agevolare, per quanto possibile, coloro i quali hanno subito più di altri la crisi economica causata dalla pandemia.
Il condono fiscale 2021, varato dal governo Draghi è ormai diventato realtà attraverso una nuova circolare dell’Agenzia delle Entrate dove vengono messi nero su bianco tutti i requisiti d’accesso necessari per poter usufruire di questa forma di stralcio di tutte le cartelle fino a 5mila euro, che possono infatti essere completamente annullate.

La sanatoria Equitalia 2021 o condono fiscale elimina automaticamente quelle cartelle esattoriali pendenti e non ancora riscosse, si tratta dunque di quelle che sono state notificate agli interessati negli anni passati ma che fino ad oggi non erano ancora state pagate dai contribuenti né in modo spontaneo né recuperate attraverso una riscossione.
Naturalmente vi sono dei limiti, il condono annulla infatti le cartelle al di sotto dei 5 mila euro dagli anni 2000 al 2010, con alcune eccezioni, sono infatti escluse dall’azzeramento di alcune imposte e tasse: i recuperi di aiuti di Stato, le risorse proprie dell’UE tra cui i dazi e l’Iva all’importazione, ma neanche per le somme riscosse dagli Enti locali territoriali.
Il limite di importo di 5.000 euro non è riferito, però, all’intera cartella, ma ai singoli carichi contenuti al suo interno dove viene dunque tenuto conto del capitale ed escludendo invece interessi di mora e spese di procedura. L’Agenzia delle Entrata afferma inoltre che, qualora dovessero esservi più di un carico iscritto a ruolo, verrà rilevato l’importo di ciascuno e qualora questo non dovesse superare i 5.000 euro, allora l’annullamento potrà essere posto su tutti.
Per capire meglio quest’ultimo dato, ecco un esempio:
Se si ha una cartella con queste voci e questi dati: Irpef 3.000 euro, IVA 2.000 euro, IMU 1.000 euro, una tassa di 700 euro ed 11 sanzioni da 300 euro ciascuna di multe (per esempio per violazione del Codice della Strada). In questo caso la cartella avrà un totale di 10.000 mila euro, ma il limite del condono riguarda ciascun carico e questi debiti verranno tutti cancellati perché nessuno di questi supera l’importo limite di 5.000 euro.

Scopriamo a chi spetta

Sanatoria Equitalia

Ma chi può accedere al saldo e stralcio automatico di queste cartelle? Possono accedervi solo quei contribuenti, sia persone fisiche sia società di persone e capitali, che hanno conseguito un reddito imponibile inferiore ai trentamila euro, riferito, questo, all’anno 2019.
Tutti coloro i quali possiedono un reddito oltre i trentamila euro per quell’anno risulterà automaticamente escluso dalla Sanatoria Equitalia 2021 e non potrà dunque usufruire di questo vantaggio.
Per poter individuare i redditi delle persone fisiche si opta per la presa in considerazione delle Certificazioni uniche 2020 e le dichiarazioni presentate nel 2020 attraverso il Modello 730 o il Modello dei Redditi.
L’Agenzia delle Entrate possiede nei propri database queste informazioni già dal quattordici luglio scorso ed è questa che, disponendo delle dichiarazioni dei redditi presentate dai contribuenti, comunica, attraverso un flusso telematico, con la parte di Agenzia delle Entrate che si occupa della riscossione, fornendo a quest’ultima codici fiscali e dati reddituali dei contribuenti in modo tale da poter individuare facilmente coloro i quali rientrano nella soglia e possono beneficiare del condono e quelli che invece ne risultano esclusi perché superano i limiti sopra detti.
L’annullamento dei debiti viene effettuato in modo automatico dall’Agenzia delle Entrate senza alcuna necessità di richiesta da parte del contribuente il quale dovrà limitarsi a verificare sul sito dell’Agenzia o allo sportello se la sua cartella sia stata o meno cancellata andando a consultare la propria situazione debitoria.
Per farlo potrete usufruire del dispositivo “verifica stralcio”, messo adesso a disposizione dei contribuenti e che dà loro la possibilità di richiedere l’inoltro dei bollettini relativo agli importi da pagare al netto dei debiti annullati.

 

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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