Una cambiale è un titolo di credito all'ordine: questo significa che chi ne è in possesso, ha il diritto senza condizioni di farsi pagare la somma indicata entro la data di scadenza riportata sul titolo. Prima di vedere cosa succede quando non si rispettano i tempi di scadenza della cambiale, diamo qualche altra informazione generale.

Informazioni sulla cambiale

Come abbiamo visto, le caratteristiche più importanti di una cambiale sono la data di scadenza e la somma indicata. Esistono due forme di cambiale: quella tratta e il vaglia cambiario, ovvero il classico “pagherò”.

In ogni caso, su questo documento va riportata la denominazione, l'ordine incondizionato di pagamento di una determinata cifra, i dati anagrafici completi del soggetto designato al pagamento, i dati del beneficiario, luogo e data di emissione della stessa, luogo e data di scadenza della cambiale

Quando scade una cambiale?

Quando viene emessa, esistono diverse modalità di scadenza valide. Innanzitutto, la cambiale può essere pagabile a vista, ovvero al momento della sua presentazione, entro un anno dalla data di emissione.
Un'altra possibile scadenza è prevista nel caso di cambiale a certo tempo vista: in questo caso, il termine è indicato a partire dalla data di accettazione o comunque da quella del protesto.

Le cambiale a tempo

Nel caso di pagherò a certo tempo data, la scadenza è indicata in un periodo a partire dalla data di emissione: è il caso del pagherò tra 90 giorni, tanto per avere un'idea.
L'ultima possibilità è la cambiale a giorno fisso, in cui la data di scadenza è chiaramente indicata nel titolo di credito stesso.

È comunque possibile che quanto indicato come scadenza in questi casi generici, non sia applicabile ad un caso specifico: questo perchè è possibile riportare fra le clausole la possibilità di adottare delle diverse specifiche patteggiate dal soggetto trattatario e dal beneficiario della cambiale.

Cosa succede se scade?

Se la cambiale non viene pagata entro i termini di scadenza, sono previsti i seguenti provvedimenti:
• l'esecuzione forzata sul patrimonio del debitore;
• il procedimento ingiuntivo, se la stessa non può esser fatta valere come titolo esecutivo;
• l'ordinario giudizio di cognizione, se entrambi i casi precedenti non possono essere fatti valere.

Nel momento in cui viene redatta una cambiale fra due soggetti (propriamente detti "traente" e "trattario"), assume carattere di fondamentale importanza la data di scadenza della stessa: questo è infatti il termine ultimo che va considerato per effettuare il pagamento da parte del soggetto in debito.

Una premessa fondamentale è quella che in caso non vi siano indicate date di scadenza, la cambiale viene considerata pagabile "a vista". Ma vediamo quali sono le varie modalità in cui può presentarsi una cambiale, e i vari tipi di scadenza ad essa associabili:

  • a giorno fisso (come si deduce, la data è indicata perfettamente nella cambiale;
  • a certo tempo data (viene indicato un periodo a decorrere dalla data di emissioni, come per esempio "pagherò tra 50 giorni");
  • a vista: in questo caso la cambiale va pagata entro un anno dalla data di emissione, in qualsiasi momento essa venga presentata. Il soggetto traente può decidere se allungare o accorciare il termine di un anno, mentre i cosiddetti giranti possono solo abbreviarlo;
  • a certo tempo vista: il termine indicato nella cambiale è considerato a partire dalla data di accettazione o da quella del protesto in caso questa non sia indicata;

tutti gli altri tipi di scadenza non sono ritenuti validi.

Se la cambiale ha scadenza a tot mesi, e supponiamo sia stata redatta il 10, essa scadrà nel corrispondente 10 del mese indicato come scadenza. In mancanza del giorno di corrisopondenza, la scadenza della cambiale è prevista per l'ultimo giorno del mese.

Può accadere che una cambiale sia generata fra due soggetti con diverso calendario: in questo caso la data di scadenza è quella del calendario del luogo di pagamento a meno che non sia stabilito diversamente all'interno della cambiale stessa.





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