Nel corso del tempo, diversi sono stati i traffici attraverso cui le grandi organizzazioni criminali hanno cercato di fare profitti: da quello della droga a quello degli immigrati. Tuttavia, negli ultimi decenni ha assunto considerevoli proporzioni anche il traffico illecito di rifiuti, sia dal punto di vista economico che quantitativo. Questo genere di traffico riguarda, in pratica, diverse tipologie di rifiuti prodotti periodicamente (da una cittá, da un'azienda o anche da un ospedale) da quelli tradizionali fino ad arrivare a quelli maggiormente pericolosi, come quelli nucleari o tossici.

Il profitto riguardo a questi traffici si basa sul fatto che la loro raccolta e smaltimento risultano molto onerosi e richiedono procedure particolari. Le societá del settore devono, ad esempio, avere requisiti e professionalitá specifici, per poi trattare e smaltire tali prodotti seguendo normative nazionali ed europee molto rigide. Le organizzazioni criminali, invece, raccolgono e smaltiscono tali rifiuti, soprattutto pericolosi, in modo illecito, senza rispettare alcuna regola per la salvaguardia dell'ambiente e delle popolazioni, nei cui territori lo stesso smaltimento avviene.

Pertanto, ad esempio, un'azienda senza scrupoli che sia produttrice di rifiuti nocivi e che li voglia smaltire, anziché rivolgersi a societá specializzate del settore (che dovendo seguire norme rigide, richiede 1.000 Euro a tonnellata per tale operazione), contatterá una ditta connessa a gruppi criminali, che fará sparire il materiale nocivo, richiedendo soltanto 500 Euro a tonnellata. Da qui la convenienza per l'azienda in questione ed il profitto per la ditta ed il gruppo criminale a cui questa fa riferimento. 

traffico illecito di rifiuti

Affari milioniari che hanno riguardato sempre più soggetti quelli delle navi portacontainer da un capo all’altro del globo. Spedizioni verso i Paesi del sud del mondo, di navi stracariche di scorie prodotte dalle aziende, un modo per smaltire i rifiuti senza incidere sui bilanci aziendali e senza disturbare gli affari: ecco come avviene il traffico illecito di rifiuti.

E’ accaduto per diverso tempo, nella sostanziale indifferenza degli Stati, almeno fino a quando le comunità locali dove avevano luogo gli sversamenti ,come quella libanese o somala, si sono ribellate al traffico illecito di rifiuti costringendo la Comunità internazionale a prendere precisi provvedimenti e a mettere al bando il dumping ambientale.

Ecomafia globale: uno strumento efficace per la risoluzione

Questo articolo rappresenta l’unico baluardo per contrastare un fenomeno criminale multiforme e da elevata pericolosità. L’intera protezione penale dell’ambiente, infatti, si riduce a mere contravvenzioni. Il vero avanzamento nella lotta al traffico illecito di rifiuti si avrà solo con l’introduzione nel codice penale “dei delitti contro l’ambiente”. Tale modifica avrebbe non solo un alto valore simbolico connesso alla centralità del codice penale, ma fornirebbe, finalmente, quegli strumenti giuridici, reclamati ormai da anni da magistrati, investigatori e ambientalisti, idonei a contrastare questo fenomeno criminale"

Dove si dislocano i prodotti legati traffico illecito di rifiuti

Quando si parla di traffico illecito di rifiuti dunque, generalmente ci si riferisce alle associazioni criminali dedite al traffico e allo smaltimento illegale di rifiuti. Dove si dislocano maggiormente le aree di smaltimento abusivo e che tipologia di rifiuti è interessata da queste operazioni?

Generalmente, la maggior parte delle aree interessate o coinvolte nello smaltimento illecito di rifiuti si trova nel Sud dell'Italia e piú raramente nel Nord del Paese. Questo si spiega con la maggior presenza nel territorio meridionale di aree sotto l'influenza di organizzazioni criminali, che possono "appaltare" questo genere di lavori e smaltire tali prodotti, spesso tossici, in discariche abusive, come vedremo in seguito. In altri casi, il trasferimento di questi rifiuti avviene verso alcuni Paesi africani, in cui parte delle autoritá nazionali o locali risultano compiacenti.   

Il salto di qualità, rappresentato dalla creazione o dall’acquisizione di società che operavano sul mercato legale, è più recente e databile intorno agli inizi degli anni ’90. E l’aspetto più evidente della presenza illecita in questo settore è rappresentato proprio dalle discariche abusive: è un’impresa ardua provare a censire le discariche illegali create in Italia. Tanto per fare un esempio, nella sola provincia di Caserta in tre anni sono state sequestrate circa 1000 discariche abusive. Si tratta di un fenomeno che ha subìto modifiche nel corso degli ultimi anni.

Dagli anni '90 a oggi

Traffico illecito di rifiuti

Fino all’inizio degli anni Novanta, anche per la generale disattenzione con cui il tema del traffico illecito di rifiuti veniva seguito, sono state realizzate discariche illegali di enormi dimensioni, capaci di raccogliere centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti.

Adesso, a causa anche della maggiore attenzione diffusa sul territorio, le associazioni criminali di traffico illecito di rifiuti privilegiano la tattica del “mordi e fuggi”: piccole buche capaci di ospitare pochi carichi, e che all’occorrenza possono essere coperte in brevissimo tempo. Non solo rifiuti pericolosi, ma anche urbani, molte inchieste hanno attestato le infiltrazioni in questo ambito.

Un’attività repressiva che è cresciuta negli anni, segno del progressivo raffinamento del lavoro di intelligence, e di un lavoro di squadra esteso a livello globale. Bloccare il traffico illecito di rifiuti è difatti l’obiettivo prioritario degli inquirenti. 

Un flusso mostruoso di scarti composti soprattutto da materiali riciclabili, sottratti alle ditte italiane e inghiottiti nei meandri dell’ecomafia globale’’ – è quanto viene riportato in un dossier stilato da Legambiente e Polieco.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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