Il diritto di famiglia è un argomento molto presente nel codice civile. Il codice civile infatti rivolge alla famiglia il primo libro, dal titolo "Delle persone e della famiglia".

Il testo di partenza è datato 1942, e per questo ha subito molti cambiamenti, soprattutto in merito ai contenuti che sono stati aggiornati all'orientamento della società nel corso dei decenni.

Il codice civile sulla famiglia originario, datato 1942, si basava su una concezione patriarcale dei rapporti personali, per questo discrimina spesso moglie e figli rispetto al pater familias. In particolare, vengono degradati i figli considerati illegittimi e nati fuori dal matrimonio. Inoltre, si occupa anche di tematiche quali separazione e divorzio.

Famiglia nella Costituzione

Le basi di questa disciplina giuridica sono riportate nella Costituzione, che prevede alcuni principi fondamentali quali l'autonomia della famiglia, l'uguaglianza fra i coniugi, l'autonomia educativa, la tutela dei figli extra-matrimonio, il sostegno dello Stato all'educazione della famiglia.

In particolare le norme della costituzione relative sono le seguenti:

art. 29

"La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sulla eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare".

art. 30

"È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. La legge assicura ai figli nati fuori dal matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità".

Cos'è il diritto civile

In materia di diritto civile sono tante le norme che ne regolano il suo corretto svolgimento e adempimento ai sensi di legge. E' rappresentato infatti da tutte quelle norme che sono nate per disciplinare i rapporti tra i privati; esso fa infatti parte, con il diritto commerciale, del diritto privato.

Il diritto civile è volto a legittimare e regolamentare tutte le dinamiche legate dunque ai contratti o ai rapporti di successione, nonché alle responsabilità civili, ai diritti degli individui e delle loro famiglie.

Sono da includersi anche norme giuridiche relative al diritto processuale. Le leggi garanti sono inoltre incluse nel codice di procedura civile italiano. Il codice civile è dunque l'insieme di leggi nate per regolamentare le materie di diritto civile. Il primo codice è entrato in vigore nel 1942 con il Decreto Regio del 16 marzo, numero 262; venne stilato in sostituzione di quello emesso nel 1865, definito codice Pisanelli dal cognome di colui che lo emanò. Con la Costituzione della Repubblica Italiana, è la fonte principale del diritto civile stesso.

La caratteristica principale del 1942, e che lo differenzia da quello di altri Stati europei, è quella di contenere argomenti sia di diritto civile che di diritto commerciale. Negli anni il codice civile italiano ha subito numerose aggiunte e modifiche a quello originario.

Il codice civile italiano è costituito da sei libri, ciascuno suddiviso in Titoli, e tra gli argomenti fondanti c'è proprio il rapporto tra lo stesso e la famiglia. Il Primo Libro (“Delle persone fisiche e della famiglia”) contiene comunque delle nozioni generali sugli organi giudiziari e sul diritto civile stesso, puntando i suoi contenuti proprio sulle persone fisiche e sulla famiglia.

Il Secondo Libro (“Delle successioni”) ha dei contenuti in materia di processi, giurisdizione e tratta in primis le disposizioni generali sulle successioni. I meccanismi di attuazione vera e propria sono invece contenuti all'interno del Terzo Libro (“Della proprietà”) che analizza e disciplina anche le dinamiche legate alla proprietà.

Il Quarto Libro (“Delle obbligazioni”) si occupa di tutti i provvedimenti speciali e di tutti gli affari legati ad obbligazioni, contratti, pagamenti, illeciti civili eccc.

Il Quinto Libro (“Del Lavoro”), assieme al Sesto (“Della tutela dei diritti”) e all'ultimo, si occupa del Lavoro e della tutela e dei diritti del lavoratore e degli individui.

Riforme diritto familiare

Già dal 1975 subisce sostanziali riforme grazie alla legge del 19 maggio 1975, n. 151 "Riforma del diritto di famiglia".

Grazie a questa Legge, si riconosce ai coniugi la parità giuridica, si va ad abolire l'istituto della dote, e finalmente anche i figli “illegittimi” ricevono la stessa tutela dei figli illegittimi. Un altra riforma prevede l'istituto della comunione dei beni, e la patria potestà lascia il passo alla potestà della coppia dei genitori.

Al momento della morte di un coniuge, il coniuge rimasto in vita diventa erede diretto.

Riforme successive

Nel corso degli anni queste sono state le principali riforme del codice civile sulla famiglia:

  • la legge n. 431/1967 sull'adozione e l'affido dei figli;
  • nel 1970 si introduce la legge che disciplina il divorzio, modificata nel 1987;
  • nel 1985 si modifica la disciplina del matrimonio concordatario;
  • nel 2004 viene regolamentata la cosiddetta procreazione medica assistita;
  • nel 2006 viene riformato l'assetto dei rapporti fra genitori e figli con la legge cosiddetta sull'affidamento condiviso.

 





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