Il principio di legalità è uno dei punti di forza del Diritto Penale: vediamo di cosa stiamo parlando e in che termini questo argomento è collegato ai principi base della Costituzione.

Il principio di legalità afferma che tutti gli organi dello Stato sono tenuti ad agire secondo legge. Il potere deve essere dunque esercitato in modo discrezionale ma non in maniera arbitraria.

Distinzioni di legge

Si distingue il principio di legalità formale (che afferma che l'amministrazione e la giurisprudenza non hanno altri poteri se non quelli conferiti dalla legge) e quello di legalità sostanziale (che afferma che l’amministrazione e la giurisprudenza devono tenere in esercizio i loro poteri in corrispondenza con i contenuti prescritti dalla legge).

L’idea del giudice come tramite della regola è poi sopravvissuta grazie proprio al Principio di legalità. Esprime una scelta politica in base alla quale la libertà viene delimitata nella misura essenziale per assicurare la pace. Questo è costituzionale fondamentale e fra i destinatari figura il legislatore, il quale non potrà demandare ad altri il proprio compito.

Il piano giuridico secondo la Costituzione

Per quel che concerne il piano giuridico, il principio di legalità pronuncia una scelta garantista che si traduce nella predisposizione delle leggi per l'interpretazione della stessa. Il giudice può limitare l'attività dell'interpretazione del diritto secondo costituzione. In virtù del principio di legalità penale, sia il fatto che costituisce reato sia la sanzione devono essere previsti dalla legge. Non sono punibili le azioni che non siano dunque incriminate dalla legge. Sono d’altra parte punibili i fatti che pur non essendo socialmente pericolosi, sono incriminati dal principio di legalità.

Nel diritto italiano viene quindi elevato a principio di legalità di rango costituzionale dall'Art.25 della Carta Fondamentale, che ne assume il significato in termini garantistici. Il principio di legalità è previsto dunque dall'art. 25, comma 2° che stabilisce che Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso.

Un po’ di storia sul principio di legalità

principio di legalità

Il principio di legalità nasce già negli anni della Rivoluzione Francese, quindi nel 1789, a causa di un regime molto duro e inflessibile, il cosiddetto Ancien Régime. Questo nasceva dal fatto che il magistrato del sovrano decideva le leggi e il Re le approvava. Tutto questo scatenò il rigetto dei sudditi di questo modo di pensare, e le persone cominciarono a pensare che il giudice dovesse essere la bocca della legge.

Ai giorni nostri ancora si porta avanti l’idea che il giudice debba fare da tramite per poter così applicare le leggi in modo letterale in modo da applicare il principio di legalità.

I 4 Sotto Principi

Esistono quattro sotto principi che sono comunque un’espressione di legalità. Essi sono:

  • della Riserva di Legge
  • della Tassatività
  • della Irretroattività
  • Divieto di analogia

Quello della riserva di legge penale vieta di punire un certo tipo di comportamento in assenza di una legge già esistente che lo classifichi come reato, è assoluto anche se ci possono essere delle eccezioni.
Quello della tassatività della norma si riferisce alla previsione assolutamente necessaria, da parte del legislatore di fatti ipotizzati sui quali deve essere applicata la legge. In questo caso il legislatore ha una grande responsabilità nel formulare la norma penale, in quanto se particolarmente complesso il fatto ipotizzato potrebbero verificarsi dei problemi.

Quello di retroattività è uno dei più importanti del diritto italiano e vieta l’applicazione di una legge penale prima che essa entri effettivamente in vigore. Questo però viene applicato solamente per le norme penali sfavorevoli a colui che ha commesso il reato. Infatti se fosse favorevole al reo è applicabile solo retroattivamente.
Il divieto di analogia deriva dal principio di tassatività ma solo per le norme incriminatrici, ossia quelle leggi che prevedono un reato e la relativa pena. In questo caso il legislatore costituzionale, impedisce al legislatore ordinario di disporre leggi che vietano la somiglianza delle norme incriminatrici.


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