Nell'ambito del diritto tributario, si parla di fatturato intendendo la somma delle vendite unita a quella dei ricavi di un'azienda; a questo si deve aggiungere la prestazione dei servizi di varia natura e tutta una serie di ricavi e proventi ordinari legati alla vita aziendale.

Per questo motivo, all'interno del fatturato spesso si considerano anche la somma degli interessi attivi dell'azienda e tutta una serie di proventi assimilati. Il fatturato è considerato in riferimento all'arco di un anno di servizi, e a giudicare dal nome stesso, è legato al concetto di fattura. Dunque, il fatturato è la somma di tutti gli importi delle fatture emesse da un'azienda o esercizio.

Il fatturato è un dato importante in quanto serve a definire la capacità di mercato di una impresa e a darne una categorizzazione in modo da poter riceve interventi di sostegno da parte dello Stato o di altri enti pubblici. Il fatturato è dunque anche un indice per classificare le aziende in fasce così da essere considerate in maniera opportuna in caso di imposte e tassazioni.

Fatturato netto

Quando si considera il fatturato totale sgravato delle varie imposte, si parla di fatturato netto.

Nell'ambito della teoria economica aziendale, studiare il riferimento temporale in cui viene rapportato il fatturato è un dato importante per avere una visione dinamica della vita dell'impresa, in modo da poter intervenire su determinate categorie di vendita.

Molto spesso occorre fare distinzione fra fatturato interno e fatturato complessivo. Se infatti una società è composta da diverse aziende, esistono giocoforza rapporti economici e scambi di servizi e liquidità che vengono registrati in maniera ordinaria.

Quindi questi movimenti vanno controllati in maniera accurata in modo da evitare che anche i fatturati vengano modificati in maniera che risulti conveniente all'azienda, aggirando eventuali vincoli fiscali legati proprio alla definizione di fatturato.

Finora abbiamo parlato di un tipo di fatturato chiamato fatturato attivo, ma esiste un altro tipo di fatturato, ossia il fatturato passivo. Il fatturato passivo non è altro che la somma del valore imponibile delle fatture di acquisto. In poche parole un’azienda per poter vendere deve anche acquistare. Il fatturato passivo inoltre verrà sottratto, oltre che alle imposte, al fatturato attivo, calcolando in questo modo il fatturato netto che ci consentirà di verificare le entrate effettive dell’azienda.

Obbligo di conservazione

Secondo l’articolo 2220 del Codice Civile tutte le scritture di un’azienda devono essere conservate per un periodo di dieci anni dalla date dell’ultima registrazione. Per questo tesso periodo devono essere conservate anche le fatture.
Le scritture presenti in questo articolo possono anche essere conservate sotto forma di registrazioni su supporti di immagini, sempre che le registrazioni corrispondano ai documenti e possano in ogni momento essere resi leggibili con mezzi messi a disposizione dal soggetto che utilizza detti supporti.

Esibizione

L’obbligo di conservazione delle fatture è finalizzato al chiarimento delle controversie che si vengono a creare al momento dello scioglimento o fallimento dell’azienda stessa. Infatti il giudice può ordinare l’esibizione delle singole scritture contabili, quindi lettere, telegrammi e le fatture stesse concernenti la controversia in questione.

Come abbiamo visto le fatture e il fatturato sono di fondamentale importanza per un’azienda, e vanno conservate affinché sia possibile recuperarne i dati e poter uscire da questioni che spesso le aziende si trovano ad affrontare. Non solo sono la base di ogni attività dell’azienda stessa, registrando tutte le entrate e le uscite, ma sono anche indispensabili per poter affrontare situazioni difficili.

Le fatture che rappresentano un acquisto per l’azienda sono fatture a debito e andranno ad aumentare il fatturato passivo, le fatture che invece rappresentano una vendita per l’azienda sono fatture a credito ed esse andranno a sommarsi per infine dar luogo al fatturato attivo.


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