In materia di Diritto Penale, quando a un condannato viene data da scontare una determinata pena sono diverse le forme di detenzione possibili. Nei casi di delitti davvero efferati viene infatti dato l'ergastolo, ovvero la reclusione a vita in carcere; per delitti minori vengono dati determinati anni, a seconda della gravità della pena, da scontare all'interno di un carcere.

Per coloro che vengono premiati per buona condotta vengono poi effettuate delle riduzioni di pena o concessi gli arresti domiciliari, che con i nuovi decreti del Governo Monti relativi alle carceri italiane stanno subendo alcune variazioni importanti. Un altro tipo di reclusione possibile a livello penale è poi la cosiddetta detenzione domiciliare.

Le caratteristiche della detenzione domiciliare

La detenzione domiciliare viene applicata quando al condannato viene concesso di scontare alcuni periodi di pena presso la propria abitazione oppure presso centri pubblici volti alla cura e all'assistenza dello stesso o presso altri luoghi definiti dalla legge come private dimore.

La detenzione domiciliare è diversa dagli arresti domiciliari. I secondi rappresentano infatti in gergo una misura cautelare, che quindi comporta sempre una limitazione della libertà personale. Nel caso della detenzione domiciliare invece viene concessa al condannato una sorta di riscatto dalla pena stessa prevista.

La detenzione domiciliare è inoltre possibili solo per coloro che devono scontare una pena che non superi i quattro anni di reclusione. Le misure alternative relative alla detenzione domiciliare è stata introdotta dalla legge di modifica dell'ordinamento penitenziario numero 663 del 10 ottobre 1986. L'articolo 47 è invece quello che ne definisce le caratteristiche principali.

I soggetti che possono usufruirne

I soggetti che possono beneficiare della detenzione domiciliare sono ad esempio le persone che versano in gravi condizioni di salute e che necessitano di cure costanti presso istituti sanitari appositi.

Anche le donne incinte o le madri e i padri che abbiano dei figli con un'età che non supera i dieci anni possono godere della detenzione domiciliare. Possono inoltre usufruire della detenzione domiciliare i soggetti con età al di sotto dei ventuno anni per motivi di lavoro, studio o salute e gli inabili di età superiore ai sessanta anni.

Non possono invece essere ammessi alla detenzione domiciliare a detenuti e internati che hanno commesso delitti efferati; essa è infatti possibile solo nei casi di collaborazione con la giustizia.

La detenzione domiciliare speciale

La detenzione domiciliare speciale è una misura alternativa, che è stata introdotta dalla Legge 8 marzo 2001 n. 40. Con questo beneficio viene consentito alle madri di bambini di età inferiore ai dieci anni, di scontare la pena nella propria abitazione o comunque in un altro luogo di priva dimore, ossia tutti luoghi di cura, assistenza o accoglienza con il fine di curare e assistere i proprio figli.

Quando può essere concessa?

La detenzione domiciliare speciale viene concessa quando non ricorrono le condizioni riportate nell’articolo 47 ter, solo se non c’è il pericolo concreto che vengano commessi altri delitti e se c’è la possibilità di ripristinare la convivenza con i proprio figli. Può anche essere concessa al padre detenuto, in caso la madre sia deceduta o impossibilitata ad assistere i figli e che non ci sia modo di affidare i figli ad altri oltre il padre.

Chi può usufruire della detenzione domiciliare speciale?

Come già detto, possono essere ammessi alla detenzione domiciliare speciale: la madre di bambini di età inferiore ai dieci anni, che convivono con le; il padre di bambini di età inferiore ai dieci anni che convivono con lui solo quando la madre è deceduta o impossibilitata ad assistere i propri figli.
È importante sottolineare che sia il padre che la madre per poter usufruire di questa misura alternativa, debbano aver scontato almeno un terzo della pena, oppure in caso di ergastolo, almeno 15 anni.

La revoca della misura

La detenzione domiciliare speciale può essere revocata se il comportamento del condannato è contrario alla legge. Il condannato che si assenta dal proprio domicilio, senza un giustificato motivo, per non più di dodici ore, può essere proposto per la revoca della misura.
Se l’assenza diventa più lunga e si protrae per un tempo maggiore, il condannato viene punito ai sensi dell’articolo 385 del codice penale nel quale è descritta la condanna per evasione. La condanna per l’evasione comporta la revoca della misura alternativa.


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